Luca Annunziata

SSD, Dell smentisce tutto

Altro che 30 per cento di dischi fallati. I nuovi prodotti a stato solido vanno meglio dei vecchi dischi magnetici. Parola di Dell

Roma - Dell non ci sta. Sebbene nel report di Avian Securities non si facesse il nome della società coinvolta nel problema dei dischi a stato solido avvezzi alla rotture, l'azienda statunitense si fa avanti per smentire i risultati dello studio. I numeri riportati, dice, sono del tutto distanti dalla realtà: "In altre parole, non c'è niente di vero".

SSD, Dell nega tuttoNella ricerca presentata all'inizio della settimana, Avian Securities indicava una percentuale di rotture per i dischi a stato solido inseriti nei laptop Dell pari al 10-12 per cento, contro un più modesto 1 o 2 per cento degli hard disk magnetici tradizionali. Ma per Lionel Menchaca, chief blogger aziendale, si tratta di "percentuali che non assomigliano neppure lontanamente a quanto sta realmente accadendo sul mercato".

Secondo Menchaca, "l'affidabilità globale mostrata dai dischi SSD è identica o in alcuni casi migliore di quella dei dischi tradizionali". La percentuale di prodotti difettosi sarebbe un decimo di quella suggerita da Avian Securities, senza contare che "la maggioranza dei nostri clienti apprezza i benefici apportati dagli hard disk a stato solido: maggiore autonomia, startup più veloce, maggiore affidabilità e tempo di accesso inferiore".
Nessun commento è invece ancora giunto da Samsung, l'altro grosso nome tirato in ballo nello studio. A difendere i dischi del produttore coreano ci pensa comunque lo stesso Menchacha: "Ora nei nostri laptop offriamo i dischi Samsung di seconda generazione, che sono in grado di garantire prestazioni migliori di qualsiasi disco per notebook e persino di alcuni dischi per desktop".

In ogni caso, Dell ritiene che i dischi SSD siano il futuro: "Siamo molto attenti a verificare la qualità dei componenti - conclude Menchacha - e l'hard disk è attentamente controllato per l'importanza del suo ruolo: i computer si possono rimpiazzare facilmente, i dati degli utenti no".

Luca Annunziata

(fonte immagine)
8 Commenti alla Notizia SSD, Dell smentisce tutto
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  • ho un dell xps1330 con ssd da 64gb preso ad inizio 2008.
    di guasti non ne ho avuti ma la velocità generale e la stabilità del sistema sono decisamente sotto le aspettative.
    probabilmente vista non aiuta e la sensazione è che il driver del disco non sia neppure lontano dall'essere ottimizzato
    non+autenticato
  • - Scritto da: marco d annibale
    > ho un dell xps1330 con ssd da 64gb preso ad
    > inizio
    > 2008.
    > di guasti non ne ho avuti ma la velocità generale
    > e la stabilità del sistema sono decisamente sotto
    > le
    > aspettative.
    > probabilmente vista non aiuta e la sensazione è
    > che il driver del disco non sia neppure lontano
    > dall'essere
    > ottimizzato

    Probabilmente hai ragione, per quanto riguarda Vista (non lo conosco abbastanza), ma ho letto che la velocita' di scrittura su un SSD e' notevolmente piu' bassa di quella di lettura (tipo 20 a 1, se non ricordo male, ma varia con marca e modello).
    Il vero problema e' che (sempre se e' vero quello che ho letto), che i sistemi operativi eseguono molte operazioni di scrittura che non ti aspetti: hai presente l'indicizzazione dei files in background, per le ricerche veloci? Hai presente la data di ultimo accesso ad un file, che Finestre aggiorna ogni volta che "tocchi" un file? Bill solo sa cos'altro fa, senza che ti serva. Hai attivo un Desktop search?
    Se cerchi su google, vedrai che potrai disabilitare molte delle cose qui sopra.
  • da non dimenticare inoltre l'altro problema gia' menzionato negli altri articoli e che affligge le slash come le eprom da   molti anni, ovvero la quantita' limitata di scritture operabile che obbliga gli hard disk SSD a rimappare continuamente il posizionamento dei nuovi dati scritti sul disco per evitare che alcuni settori vengano scritti troppo spesso;
    per questo motivo fra l'altro sarebbe da evitare la deframmentazione la cui mancanza perlomeno dovrebbe influire in maniera minore sulle prestazioni (essendo nullo il tempo di seek dovuto ai movimenti meccanici), e l'uso rimane comunque limitato a macchine che non devono scrivere molto spesso; bene quindi per i portatili e per le macchine da ufficio, meno bene per le macchine desktop usate in maniera intensiva e decisamente da evitare l'uso sui server dove le scritture troppo frequneti metton oa rischio la vita del disco e l'integrita' stessa dei dati oltre a risentire dei rallentamenti delle scrittura.
    Gli ssd rimangono comunque favoriti nell'utilizzo in condizioni estreme dove l'inerzia dei componenti meccanici mobili e' un problema.
    non+autenticato
  • - Scritto da: fred
    > da non dimenticare inoltre l'altro problema gia'
    > menzionato negli altri articoli e che affligge le
    > slash come le eprom da   molti anni, ovvero la
    > quantita' limitata di scritture operabile che
    > obbliga gli hard disk SSD a rimappare
    > continuamente il posizionamento dei nuovi dati
    > scritti sul disco per evitare che alcuni settori
    > vengano scritti troppo
    > spesso;

    Vero, ma lo vedo un problema decisamente limitato alla memoria virtuale, visto da molti anni si è oltrepassato il muro dei 100,000 cicli di scrittura garantiti su ogni bit (11 anni fa, secondo il seguente link: http://www.storagesearch.com/ssdmyths-endurance.ht...
    In the early days of flash SSDs managing this was a real headache for oems and users. The maximum number of write cycles to an address block - the endurance - was initially small (about 10,000 write cycles in 1994, rising to 100,000 in 1997). Altre pagine parlano di un limite attuale attorno ai 5 o 10 milioni.
    Cos'altro, se non la mappatura su disco della memoria virtuale su disco, può portare a così tante riscritture?
    La deframmentazione dell'Hard Disk adesso non è un problema: anche se causasse 10 riscritture per bit, deframmentare una volta al giorno rovinerebbe le memorie di 10 anni fa in non meno di 30 anni (se facessi solo quello).
  • ...e come dovrebbero rispondere?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giorgio
    > ...e come dovrebbero rispondere?

    si però non hanno nessun interesse a mentire, a loro che gliene frega se prendi un SSD on un hard disk convenzionale?

    io li uso gli SSD e tutte queste rotture di cui si parla non le ho viste eppure i computer su cui ho gli SSD svolgono lavori molto impegnativi, si tratta di software che elabora i dati presi da migliaia di file

    riguarda una presunta maggiore velocità degli HD è una cazzata incredibile, una favola d'altri tempi
    non+autenticato
  • > si però non hanno nessun interesse a mentire, a
    > loro che gliene frega se prendi un SSD on un hard
    > disk
    > convenzionale?

    l'affermazione ovviamente è stata fatta per tenere buoni presunte rivolte dai loro clienti che possiedono una ssd ovviamente.

    c'è da dire che il numero di scrittura sopra le ssd, seppur sia grande, è molto ma molto limitato rispetto ad un comune hdd, essendo ovviamente una nuova tecnologia mi sembra molto logico che ancora non si siano verificate rotture.

    le ssd vanno bene su palmari, cellulari e dispositivi disegnati per un uso molto limitato e per una dimensione ridotta ma in un portatile/computer/server non lo userei mai.
    non+autenticato
  • Eh bravo...
    - Scritto da: Giorgio
    > ...e come dovrebbero rispondere?
    non+autenticato