YouTube riapre in Cina

Si moltiplicano le conferme. Ma aumentano anche i dubbi

Roma - Viene accolta con molto interesse la notizia secondo cui YouTube è nuovamente accessibile agli utenti cinesi ad una settimana dal blocco, un filtraggio dovuto alla pubblicazione sul portale del video sharing delle video-testimonianze di quanto sta accadendo in Tibet.

Perché riapre ora? Un ripensamento delle autorità cinesi? Non tutti ne sono sicuri. C'è chi sostiene che potrebbero esservi di mezzo nuovi filtri apposti sul portalone da Google: gli utenti cinesi di YouTube potrebbero trovarsi dinanzi ad uno strumento diverso da quello a cui accedono gli utenti del resto del mondo.

In particolare, si suggerisce l'introduzione di filtri che impediscano di ricercare con successo sulla "versione cinese" del portale video che abbiano nel titolo o nella descrizione la parola "Tibet". Una censura che si estenderebbe addirittura al servizio di posta elettronica di BigG, Gmail, che secondo una testimonianza restituirebbe messaggi di errore a chi tentasse di inviare una mail caratterizzata dal termine "Tibet" o anche solo "Tib".
Per il momento, comunque, Google non ha rilasciato comunicati ufficiali sulla questione.
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