Gaia Bottà

Yahoo!: sul Tibet abbiamo la coscienza pulita

Sulla versione cinese del portale sono comparse delle foto segnaletiche che ritraevano alcuni dei ricercati per i disordini. Ma l'azienda rifiuta le accuse di collaborazionismo

Roma - Yahoo! ha negato di aver collaborato con le autorità della Repubblica Popolare cinese nel tentativo di sedare le proteste in Tibet. Nei giorni scorsi le agenzie di stampa internazionali segnalavano come sul portale fossero comparse le foto di una ventina di sospetti, ricercati dalla forze dell'ordine per aver alimentato la violenza nei disordini avvenuti a Lhasa.

Sono immagini sgranate, estratte dai video che rimbalzano in rete, catturate dalle forze dell'ordine. Mostrano persone che brandiscono armi, che impugnano coltelli; si invitano i cittadini a collaborare con le autorità per assicurare i riottosi alla giustizia. Le foto sono state pubblicate sui principali siti cinesi, ma alcune fonti segnalano come le immagini siano comparse anche sulle versioni locali di Yahoo! e MSN.

Ma Yahoo!, già nel mirino per aver consegnato il cyberdissidente Shi Tao alle autorità cinesi, si è smarcata dalle accuse di collaborazionismo e ha promesso di discutere la vicenda con Alibaba, l'azienda che controlla la divisione cinese di Yahoo!, l'azienda alla quale potrebbe essere imputata la responsabilità della pubblicazione delle foto segnaletiche.
"Yahoo! ripudia l'uso di Internet per soffocare la libertà di espressione - si legge in una nota emessa da Sunnyvale - crediamo che promuovere l'accesso all'informazione possa migliorare radicalmente la vita delle persone e migliorare i rapporti che intrattengono con il mondo che le circonda". (G.B.)
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