Luca Annunziata

Motorola, board sotto assedio

Il finanziere Carl Icahn, azionista della società, trascina tutti in tribunale. Esige risposte sulla situazione economica e finanziaria dell'azienda

Roma - Il miliardario Carl Icahn, che possiede il 6,4 per cento di Motorola, ha fatto causa all'azienda statunitense presso il tribunale del Delaware. Il magnate esige di conoscere tutto ma proprio tutto della situazione patrimoniale e della strategia messa in atto dal consiglio di amministrazione per promuovere lo sviluppo della società: verbali delle riunioni, moduli di assunzione, elenco dei manager che hanno utilizzato il jet aziendale e tutto il resto.

Icahn sta tenendo fede ad una promessa: lo scorso anno, quando le cose per Motorola avevano cominciato a farsi difficili, aveva tentato senza successo di inserire un suo uomo all'interno del board. Fallita la scalata, aveva ribadito che non avrebbe concesso tregua al management, e che le sue 145 milioni di quote esigevano risposte chiare e un programma di rilancio adeguato.

Ma con la ridda di voci che circonda il settore della telefonia mobile, in affanno (se non peggio) a causa della concorrenza asiatica, finnica e ora anche statunitense, Icahn non può dirsi soddisfatto: le azioni sono praticamente al minimo storico dal 2004, e le ripetute richieste private da parte del miliardario di conoscere la reale situazione patrimoniale e strategica di Motorola si sono tutte scontrate dietro un ostile silenzio della dirigenza.
L'annuale riunione degli azionisti, prevista per il 5 maggio, si preannuncia incandescente. Icahn ha già rifiutato un tentativo di negoziazione, che gli avrebbe consentito di piazzare due nomi di suo gradimento nel board: ora ne esige quattro, e se pure il tribunale dovesse negargli accesso al materiale richiesto dai suoi avvocati, avrà comunque messo in cattiva luce l'attuale consiglio di amministrazione. (L.A.)
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