Privacy e anonimato son cose diverse

Con un nuovo intervento il presidente del Partito Pirata torna sulla questione di cui si sta parlando in questi giorni, tra privacy, anonimato, darknet, Wikipedia e Wikileaks

Roma - Al mio intervento su PI ci sono stati parecchi commenti e devo dire che da molti commentatori sono stato frainteso o hanno letto superficialmente quanto ho scritto. Il Partito Pirata sponsorizza anonet.it una rete talmente anonima che nemmeno noi possiamo intervenire in alcun modo, ci stiamo interessando al "Piano R*" di Autistici/Inventati.
Il Piano R* è una infrastruttura di rete studiata appositamente per garantire l'anonimato degli utenti e la incensurabilità delle loro opere,quindi posso fugare ogni dubbio su quanto riteniamo necessario l'anonimato.

Per quanto riguarda la privacy riteniamo sia assolutamente un'altra cosa mentre dai commenti si tende a confonderla con l'anonimato o lo pseudoanonimato. Se comunico con un nikname preservo la mia privacy ma non sono anonimo (letteralmente senza nome), diciamo che mi presento alla comunità con un nome digitale per il pubblico ma che, in caso di reato, chi è autorizzato dalla legge può collegare alla mia persona, quindi sfatiamo una volta per tutte la favola dell'anonimato in rete come in questi commenti viene inteso, se volete veramente essere anonimi usate una darknet e solo allora avete qualche buona possibilità di essere anonimi, se sarete accorti.

Fatta chiarezza fra anonimato e privacy, raffrontiamo i termini anonimato e libertà.
Come ho sostenuto nel mio articolo, l'uno è per molti versi la negazione dell'altro. Ammettiamo anche che io voglia rimanere anonimo per "sfizio", ora posso sostenere una tesi qualsiasi ma se veramente ci credo sarò costretto a fornire riferimenti, dovrò confutare le negazioni della mia tesi al punto che, prima o poi, dovrò espormi in prima persona, dovrò palesarmi non fosse altro che per affrontare sul piano reale il mio interlocutore, per dare il massimo che mi è possibile di credibilità a quanto sostengo... a meno che io non tema ritorsioni, se è questo che temo non sono più libero, nella discussione c'è una coercizione nei miei confronti.

Spesso i thread in rete, quando s'infiammano, finiscono con le offese che riferite ad un nickname rimangono superficiali e prive di conseguenze reali e questo grazie alla privacy che il nickname consente.

Concludendo, l'anonimato serve solo quando non c'è libertà, diversamente è uno capriccio. Mi è stato fatto osservare che nelle moderne democrazie il voto è segreto, segreto non anonimo e comunque è sempre per paura di ritorsioni, di costrizioni, di coercizioni non per libertà, se fossimo veramente liberi potremmo palesare apertamente il voto e chiedere conto agli eletti se lo tradiscono. Con i tempi che corrono è il male minore secretare il voto ma non è il massimo della libertà, non viene tenuto scollegato dalla persona dell'elettore per libertà ma per paura di compravendite, ritorsioni, imbrogli ecc. ecc.

Se tutto questo fosse stato chiaro sarei anche riuscito a spiegare che chiedere a Wikipedia di prevenire possibili equivoci non è una richiesta di restringimento della libertà ma anzi si chiede di rendere alcune aree, sottolineo alcune aree sensibili più libere da possibili reati, se questo richiede una verifica preventiva è solo perché al momento tecnicamente ci sono poche alternative facilmente praticabili.

Un commentatore ha paragonato Wikipedia a Pasquino e Pasquinate, non credo sia l'aspirazione dei gestori della più grande enciclopedia on line, Wikipedia non vuole, non può e non deve essere un "muro su cui scrivere pasquinate". Esiste (almeno) una piattaforma nata apposta per fungere da Pasquino ed è WikiLeaks. WikiLeaks va difeso ma, soprattutto, la sua piattaforma tecnica va sostituita con qualcosa di simile a quella usata dal Piano R* di A/I o da Freenet, poiché un semplice "tweak" ai DNS è inutile.

Qualcosa di simile a Pasquino, ma comunque rispettoso della legge può esserlo un blog tenendo presente che anche quello non è esattamente anonimo ed esente da responsabilità almeno per chi lo gestisce, tant'è che esistono i moderatori e la policy e anche qui devo sottolineare che ci siamo battuti perché i blog non debbano sottostare alle stesse leggi della stampa e dell'editoria come è stato tentato di fare.
Sosteniamo nei confronti dei "politici" che se vogliono evitare di spingere gli internauti verso il vero anonimato e le darknet devono considerare i blog più come libera espressione individuale nell'ambito dell'articolo 21 della nostra Costituzione piuttosto che denuncia a mezzo stampa.

Ringrazio comunque per i commenti e sono a disposizione anche per ricredermi, nessuna verità è unica e assoluta. A proposito il mio non è un nickname e il Partito Pirata è un'associazione di sviluppo sociale senza scopo di lucro, da poco editore del mensile Piratpartiet-Diritti digitali.

Athos Gualazzi
presidente Partito Pirata
20 Commenti alla Notizia Privacy e anonimato son cose diverse
Ordina
  • la libertà non è mai garantita, nemmeno in uno stato libertario, dove il capriccio di qualcuno può sempre minacciarla

    da parte di chi non si conosce la propria libertà non è mai garantita

    lo stato è inconoscibile, in balia ora di voti ora di grandi movimenti collettivi ora di dittatori, non garantisce mai la libertà, anche quando la promette

    l'anonimato pertanto non garantisce solo contro la mancanza di libertà (come dice l'autore dell'articolo) ma anche contro l'incertezza di libertà. In ogni caso è uno strumento di libertà, di certo non un equivalente (come sembra dire l'autore) ma un contrappeso della non libertà

    di anonimato perciò uno può sempre avere bisogno, nella misura che non ha certezze e non si fida, indipendentemente dalla libertà reale che gli è data

    probabilmente (in una società come la nostra) la libertà reale è inconoscibile al di fuori della propria percezione psicologica

    lo stesso pudore è un bisogno psicologico che può essere motivato oggettivamente ma più spesso è motivato psicologicamente, a volte solo perché oggettivamente l'io non ha mai la sicurezza di essere accettato, socialmente, per ciò che è. E l'accettazione della società è comunque importante per il proprio equilibrio... economico
    non+autenticato
  • - Scritto da: Spiritolibe ro
    > la libertà non è mai garantita, nemmeno in uno
    > stato libertario, dove il capriccio di qualcuno
    > può sempre
    > minacciarla
    >
    > da parte di chi non si conosce la propria libertà
    > non è mai
    > garantita
    >
    > lo stato è inconoscibile, in balia ora di voti
    > ora di grandi movimenti collettivi ora di
    > dittatori, non garantisce mai la libertà, anche
    > quando la
    > promette
    >
    > l'anonimato pertanto non garantisce solo contro
    > la mancanza di libertà (come dice l'autore
    > dell'articolo) ma anche contro l'incertezza di
    > libertà. In ogni caso è uno strumento di libertà,
    > di certo non un equivalente (come sembra dire
    > l'autore) ma un contrappeso della non
    > libertà
    come dice l'autore "Concludendo, l'anonimato serve solo quando non c'è libertà, diversamente è uno capriccio", cioè mi pare di capire che lo ritiene necessario come strumento per garantire o rafforzare la libertà, non che le due cose si equivalgono.
    >
    > di anonimato perciò uno può sempre avere bisogno,
    > nella misura che non ha certezze e non si fida,
    > indipendentemente dalla libertà reale che gli è
    > data
    >
    >
    > probabilmente (in una società come la nostra) la
    > libertà reale è inconoscibile al di fuori della
    > propria percezione
    > psicologica
    >
    > lo stesso pudore è un bisogno psicologico che può
    > essere motivato oggettivamente ma più spesso è
    > motivato psicologicamente, a volte solo perché
    > oggettivamente l'io non ha mai la sicurezza di
    > essere accettato, socialmente, per ciò che è. E
    > l'accettazione della società è comunque
    > importante per il proprio equilibrio...
    > economico
    tante volte siamo noi che ci facciamo problemi che forse non ci sono
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonima sempre
    > - Scritto da: Spiritolibe ro
    > > la libertà non è mai garantita, nemmeno in uno
    > > stato libertario, dove il capriccio di qualcuno
    > > può sempre
    > > minacciarla
    > >
    > > da parte di chi non si conosce la propria
    > libertà
    > > non è mai
    > > garantita
    > >
    > > lo stato è inconoscibile, in balia ora di voti
    > > ora di grandi movimenti collettivi ora di
    > > dittatori, non garantisce mai la libertà, anche
    > > quando la
    > > promette
    > >
    > > l'anonimato pertanto non garantisce solo contro
    > > la mancanza di libertà (come dice l'autore
    > > dell'articolo) ma anche contro l'incertezza di
    > > libertà. In ogni caso è uno strumento di
    > libertà,
    > > di certo non un equivalente (come sembra dire
    > > l'autore) ma un contrappeso della non
    > > libertà
    > come dice l'autore "Concludendo, l'anonimato
    > serve solo quando non c'è libertà, diversamente è
    > uno capriccio", cioè mi pare di capire che lo
    > ritiene necessario come strumento per garantire o
    > rafforzare la libertà, non che le due cose si
    > equivalgono.


    ma lo dice come se dicesse: guarda che se vuoi essere anonimo vuol dire che non sei libero, se vuoi essere libero non devi essere anonimo. Il non anonimato come mezzo per essere libero. E infatti dice: se vuoi affermare le tue idee devi uscire dall'anonimato.

    Non sempre è così
    non+autenticato
  • Caro Athos,
    qualcosa nel tuo ragionamento non torna...

    cit.1: raffrontiamo i termini anonimato e libertà.
    Come ho sostenuto nel mio articolo, l'uno è per molti versi la negazione dell'altro.


    cit.2: Concludendo, l'anonimato serve solo quando non c'è libertà

    cit.3: Mi è stato fatto osservare che nelle moderne democrazie il voto è segreto, segreto non anonimo e comunque è sempre per paura di ritorsioni, di costrizioni, di coercizioni non per libertà, se fossimo veramente liberi potremmo palesare apertamente il voto e chiedere conto agli eletti se lo tradiscono.

    dalla cit.3 si evince chiaramente come tu ritenga che noi, seppure in questa nostra democrazia occidentale (per molti esempio di libertà da esportare in tutto il mondo), NON siamo veramente liberi...

    nella cit.1 dici anche, altrettanto chiaramente, che libertà e anonimato sono in antitesi fra di loro

    ora, siccome nella cit.2 asserisci che laddove non c'è libertà allora serve l'anonimato, la logica ci dovrebbe portare a concludere che SECONDO ATHOS CI (a noi democratici occidentali e utenti di wikipedia) SERVE L'ANONIMATO!

    e invece tu dici che NON SERVE!!!

    no no... c'è proprio qualcosa nel tuo ragionamento che non torna...

    saluti

    - un anonimo lettore
    (anonimo si fa per dire...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC

    ps: il post sul voto segreto/(non)anonimo era mio... Occhiolino
    non+autenticato
  • > e invece tu dici che NON SERVE!!!

    Il Partito Pirata sponsorizza anonet.it una rete talmente anonima che nemmeno noi possiamo intervenire in alcun modo, ci stiamo interessando al "Piano R*" di Autistici/Inventati.
    Il Piano R* è una infrastruttura di rete studiata appositamente per garantire l'anonimato degli utenti e la incensurabilità delle loro opere,quindi posso fugare ogni dubbio su quanto riteniamo necessario l'anonimato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > Caro Athos,
    > qualcosa nel tuo ragionamento non torna...
    >
    > cit.1: raffrontiamo i termini anonimato e
    > libertà.
    > Come ho sostenuto nel mio articolo, l'uno è per
    > molti versi la negazione
    > dell'altro.

    >
    > cit.2: Concludendo, l'anonimato serve solo
    > quando non c'è
    > libertà

    >
    > cit.3: Mi è stato fatto osservare che nelle
    > moderne democrazie il voto è segreto, segreto non
    > anonimo e comunque è sempre per paura di
    > ritorsioni, di costrizioni, di coercizioni non
    > per libertà, se fossimo veramente liberi
    > potremmo palesare apertamente il voto e chiedere
    > conto agli eletti se lo
    > tradiscono.

    >
    > dalla cit.3 si evince chiaramente come tu ritenga
    > che noi, seppure in questa nostra democrazia
    > occidentale (per molti esempio di libertà da
    > esportare in tutto il mondo), NON siamo veramente
    > liberi...
    ne sono convinto o per lo meno non lo siamo completamente, spesso ci facciamo condizionare dalle circostanze o non abbiamo tutti gli elementi, compresa la sicurezza, per poterci esprimere liberamente, nel fattispecie del voto mi pare più che evidente che il voto sia svincolato dalla persona dell'elettore per tema almeno di ritorsioni se non peggio, tant'è che laddove non si temono conseguenze il voto è palese, chi non teme conseguenze prima delle elezioni fa addirittura "dichiarazioni di voto"
    >
    > nella cit.1 dici anche, altrettanto chiaramente,
    > che libertà e anonimato sono in antitesi fra di
    > loro
    non sono in antitesi, semplicemente l'anonimato viene utilizzato da chi non si sente libero di esprimere la propria idea, da chi teme conseguenze, quindi si può asserire che l'anonimo dichiara implicitamente di non essere libero, in questo senso ritengo sia un ossimoro "l'anonimato libero"
    > ora, siccome nella cit.2 asserisci che laddove
    > non c'è libertà allora serve l'anonimato, la
    > logica ci dovrebbe portare a concludere che
    > SECONDO ATHOS CI (a noi democratici
    > occidentali e utenti di wikipedia) SERVE
    > L'ANONIMATO
    !
    solo se hai paura delle conseguenze che ti possono causare le tue tesi, infatti il tizio della vicenda Firenze era convinto, con le sue dichiarazioni sul Sindaco, di essere anonimo e qui vorrei sottolinearti che, data la sensibilità dell'area, sarebbe stato meglio se fossimo riusciti ad evitarlo forse avvisandolo che non era sufficiente utilizzare un nikname per essere "anonimi" e evitare le conseguenze di un reato.
    > e invece tu dici che NON SERVE!!!
    per Wikipedia, nel caso in oggetto non serve, mi pare lo abbiano individuato, per denunciare i soprusi di uno Stato totalitario è indispensabile, serve quando si temono conseguenze esprimendo liberamente il proprio pensiero, vedi mobbing in azienda e mille altre situazioni, ma torno a ripetere l'anonimato effettivo non il nikname che al massimo serve per la privacy non certo per essere anonimi
    > no no... c'è proprio qualcosa nel tuo
    > ragionamento che non
    > torna...
    >
    mah, tutto sommato il mio pensiero è abbastanza semplice: più c'è libertà meno c'è anonimato, in una società come la nostra penso che sia un indice abbastanza significativo della libertà la quantità di anonimato utilizzato o richiesto.
    > saluti
    >
    > - un anonimo lettore
    > (anonimo si fa per dire...)
    già come athosG
    non so se sono riuscito a chiarirmi, IMHO, la libertà di cui spesso ci riempiamo la bocca, non la intendono tutti allo stesso modo è quindi importante un minimo comun denominatore, se per libertà intendiamo l'anarchia confondiamo i significati, ritengo che invece sia la possibilità di esprimersi senza tema di conseguenze personali o danni INGIUSTAMENTE arrecati ad altri.
  • Quotando:
    "Mi è stato fatto osservare che nelle moderne democrazie il voto è segreto, segreto non anonimo e comunque è sempre per paura di ritorsioni, di costrizioni, di coercizioni non per libertà, se fossimo veramente liberi potremmo palesare apertamente il voto e chiedere conto agli eletti se lo tradiscono."

    Sta scherzando, vero?

    Quello che è "segreto" nel voto è la IDENTITA' DEL VOTANTE, mica il voto! Il voto è noto e pubblico!!

    "Voto segreto" e "Voto anonimo" sono due espressioni equivalenti in italiano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > Quotando:
    > "Mi è stato fatto osservare che nelle moderne
    > democrazie il voto è segreto, segreto non anonimo
    > e comunque è sempre per paura di ritorsioni, di
    > costrizioni, di coercizioni non per libertà, se
    > fossimo veramente liberi potremmo palesare
    > apertamente il voto e chiedere conto agli eletti
    > se lo
    > tradiscono."
    >
    > Sta scherzando, vero?
    >
    secondo me è più che giusto, se non evitare che mi obblighino a votare come vogliono perchè nascondere? se non ho paura di quello che pensano di me perchè non far vedere per chi voto?
    > Quello che è "segreto" nel voto è la IDENTITA'
    > DEL VOTANTE, mica il voto! Il voto è noto e
    > pubblico!!
    >
    stai facendo i piedi alle mosche, se non ho capito male l'autore dell'articolo intende dire che si sa chi vota ma non per chi.
    > "Voto segreto" e "Voto anonimo" sono due
    > espressioni equivalenti in
    > italiano.
    ma hai capito quello che voleva dire? quando non ci sono problemi di libertà ad esempio in una associazione non si ricorre al voto segreto, è quando si teme, si ha paura di imbrogli che si fa in modo che non si sappia chi a votato per chi, altrimenti ci si guarda in faccia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonima sempre

    anonima, senza offesa... ma ti suggerirei di rileggere sia l'articolo che il post a cui hai risposto...
    non+autenticato
  • Ciao.

    Pensavo di essere l'unico "illuso" online ma vedo che sono in buona compagnia.

    L'Anonimato in rete non è possibile, a meno che tu non sia un criminale con notevoli risorse economiche: oppure sei un pazzo paranoico.
    Affermarne il contrario è fare DISINFORMAZIONE.

    Mettiamola così: se ti colleghi con un portatile ad una rete wireless che non richiede username e password hai FORSE una mezz'ora di tempo utile di connessione. Poi devi spostarti di una distanza in Kilometri e, per la successiva connessione (devi sempre avere a disposizione una rete wireless che non richieda username e password), usare un altro portatile per un'altra mezz'ora, quindi devi cambiare portatile ad ogni nuova connessione.

    FORSE così hai qualche speranza di restare "anonimo" sul serio.

    Tutto il resto che affermi è pubblicità alla tua causa che, posso condividere o meno.

    Ciao
    Nilok
    Nilok
    1925
  • - Scritto da: Nilok
    > Ciao.
    >
    > Pensavo di essere l'unico "illuso" online ma vedo
    > che sono in buona
    > compagnia.

    No: sei l'unico.

    >
    > L'Anonimato in rete non è possibile, a meno che
    > tu non sia un criminale con notevoli risorse
    > economiche: oppure sei un pazzo
    > paranoico.

    Leggi: sei di scientology.

    > Affermarne il contrario è fare DISINFORMAZIONE.

    Cio' che di solito fai tu.

    >
    > Mettiamola così: se ti colleghi con un portatile
    > ad una rete wireless che non richiede username e
    > password hai FORSE una mezz'ora di tempo utile di
    > connessione. Poi devi spostarti di una distanza
    > in Kilometri e, per la successiva connessione
    > (devi sempre avere a disposizione una rete
    > wireless che non richieda username e password),
    > usare un altro portatile per un'altra mezz'ora,
    > quindi devi cambiare portatile ad ogni nuova
    > connessione.
    >
    > FORSE così hai qualche speranza di restare
    > "anonimo" sul
    > serio.

    Falsita' assoluta.
  • hai detto un mare di stronzate secondo meSorride

    l'informatica non è proprio banale come tu la immagini...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nilok
    > Mettiamola così: se ti colleghi con un portatile
    > ad una rete wireless che non richiede username e
    > password hai FORSE una mezz'ora di tempo utile di
    > connessione. Poi devi spostarti di una distanza
    > in Kilometri e, per la successiva connessione
    > (devi sempre avere a disposizione una rete
    > wireless che non richieda username e password),
    > usare un altro portatile per un'altra mezz'ora,
    > quindi devi cambiare portatile ad ogni nuova
    > connessione.
    >
    > FORSE così hai qualche speranza di restare
    > "anonimo" sul
    > serio.

    ok, allora fai una prova!

    collegati come dici e riempi i blog del mondo con insulti al papa, apprezzamenti su bambine innocenti e incitamenti al terrorismo...

    poi fammi sapere dove ti hanno rinchiuso che ti porto le arance
    non+autenticato
  • ARTICOLO GARANTITO COL BOLLINO
    Clicca per vedere le dimensioni originali

    Ficoso
    non+autenticato
  • aggrapparsi a un presunto "interesse" per quello che fanno gli altri e riempirsi la bocca con i progetti di autistici.org o di anonet.it è davvero un tentativo pietoso.

    le parole di alessandro bottoni nel primo intervento erano state sufficientemente chiare: tra il partito pirata e chi difende davvero le liberta' digitali c'è una distanza incolmabile.

    che ora "il presidente" si arrampichi sugli specchi in questo modo è inutile, anzi credo che sia uno spreco dannoso, Punto Informatico potrebbe usare questo spazio in modo migliore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo per sfizio
    > aggrapparsi a un presunto "interesse" per quello
    > che fanno gli altri e riempirsi la bocca con i
    > progetti di autistici.org o di anonet.it è
    > davvero un tentativo
    > pietoso.
    anonet.it=partitopirata.it=piratpartiet.it
    >
    > le parole di alessandro bottoni nel primo
    > intervento erano state sufficientemente chiare:
    > tra il partito pirata e chi difende davvero le
    > liberta' digitali c'è una distanza
    > incolmabile.
    chi è che difende le libertà della rete? chi ti nasconde come funziona e ti fa credere di essere anonimo anche se non lo sei?
    >
    > che ora "il presidente" si arrampichi sugli
    > specchi in questo modo è inutile, anzi credo che
    > sia uno spreco dannoso, Punto Informatico
    > potrebbe usare questo spazio in modo
    > migliore.
    fortuna che non sei tu l'editore di PI, non è che dai qualche chiarimento e dici che hanno raccontato balle provandolo, semplicemente ti hanno detto come stanno le cose se poi non ci credi o ti illudi c...i tuoi, io preferisco usare freenet quando mi serve scrivere in privato
  • - Scritto da: silvia88
    > - Scritto da: anonimo per sfizio
    > > aggrapparsi a un presunto "interesse" per quello
    > > che fanno gli altri e riempirsi la bocca con i
    > > progetti di autistici.org o di anonet.it è
    > > davvero un tentativo
    > > pietoso.

    come darti torto?

    > anonet.it=partitopirata.it=piratpartiet.it

    questo invece è falso!

    "il Partito Pirata non ha creato Anonet e non la controlla"

    "il Partito Pirata Italiano ha scelto di sponsorizzare Anonet quando è stato costretto a scegliere un suo sistema di navigazione sicura"

    da http://www.anonet.it/wordPress

    d'altronde, se Anonet fosse farina del sacco di questo "partito pirata", sarebbe meglio starne lontani, prima che ti chiedano i documenti di identità per usarlo!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: marco72
    > - Scritto da: silvia88
    > > - Scritto da: anonimo per sfizio
    > > > aggrapparsi a un presunto "interesse" per
    > quello
    > > > che fanno gli altri e riempirsi la bocca con i
    > > > progetti di autistici.org o di anonet.it è
    > > > davvero un tentativo
    > > > pietoso.
    >
    > come darti torto?
    >
    > > anonet.it=partitopirata.it=piratpartiet.it
    >
    > questo invece è falso!
    in che senso è falso? come fai a saperlo? hai letto:
    http://www.partito-pirata.it/?q=node/351
    e quello che hanno scritto oggi?
    io non sono iscritta ma ho l'impressione che tanti parlano solo perchè hanno la bocca ma non sanno quello che dicono, se anonet.it, partito pirata. it e peratpartit.it non sono la stessa cosa perchè si passano gli articoli? dicono tutti le stesse cose? ma prima di scrivere avete letto quello che dicono sui loro blog?
    >
    > "il Partito Pirata non ha creato Anonet e non la
    > controlla"
    >
    questo è vero ma però l'hanno adottata ufficialmente
    > "il Partito Pirata Italiano ha scelto di
    > sponsorizzare Anonet quando è stato costretto a
    > scegliere un suo sistema di navigazione
    > sicura"
    >
    > da http://www.anonet.it/wordPress

    avete letto la motivazione?
    >
    > d'altronde, se Anonet fosse farina del sacco di
    > questo "partito pirata", sarebbe meglio starne
    > lontani, prima che ti chiedano i documenti di
    > identità per
    > usarlo!!
    allora proprio parli per antipatia e non perchè sai, secondo me ti hanno buttato fuori perchè non capisci niente.
    non+autenticato
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