Alfonso Maruccia

Second Life, pace fatta sui genitali

I due contendenti di una causa che ha fatto rumore decidono di lasciar perdere. Certi business su Second Life non valgono i soldi degli avvocati

Roma - Che Second Life faccia più notizia per le bizzarre abitudini dei suoi residenti che per il reale spessore del "fenomeno" è oramai un dato acquisito. Ma che qualcuno abbia potuto rischiare la galera o una multa per aver contrabbandato script amorosi grazie ai quali i giocatori danno sfogo alle proprie più perverse pulsioni è cronaca di questi giorni. Proprio in questi giorni infatti le parti in causa in un procedimento legale tutt'altro che virtuale hanno trovato un accordo.

Second Life, pace fatta sui genitaliRobert Leatherwood, diciannovenne "residente" con il vizio del furto di artefatti nel metamondo, è stato denunciato dalla società Eros LLC, specializzata a sua volta nella creazione di rappresentazioni virtuali di organi genitali, assieme agli script necessari per far "accoppiare" due avatar - qualunque sia il loro sesso, specie, razza o età - nelle più improbabili evoluzioni sessuali on-line.

Una volta rubato il codice, Leatherwood apparentemente lo rivendeva per farci "un po' di soldi", come lui stesso ha ammesso candidamente. Quello che non ha invece ammesso è stato che il suo fosse un vero e proprio business, ha infatti dichiarato che si trattasse solo di contrattazioni private che nessun tribunale "off-line" avrebbe mai potuto prendere in seria considerazione.
Ora Leatherwood e Kevin Alderman, fondatore di Eros LLC, hanno trovato l'intesa che chiude il caso. Alderman ne sarà felice, probabilmente, visto che non è nuovo a denunce in difesa delle proprie trovate di sesso virtuale.

A contribuire alla "pace" probabilmente anche il fatto che entrambi i coinvolti sembrino ormai voler abbandonare il business su Second Life. Leatherwood ha infatti smesso di commerciare script e virtua-falli già da un anno, ed è per tale motivo che Alderman ha di buon grado accettato di concludere la questione in maniera pacifica e senza nemmeno chiedere alcunché in cambio. Per il metamondo di Linden Lab, un tempo sulla bocca ma soprattutto la penna di tutti, non val più la pena di buttare soldi in avvocati.

Alfonso Maruccia
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