Scienza, giovani italiani ignoranti

L'allarme del presidente del CNR

Roma - No, gli studenti italiani, quando si viene alle materie scientifiche, non brillano e questo rappresenta un problema non secondario per tutto il paese. Questo il senso di un allarme che il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luciano Maiani, ha voluto sottolineare nel corso di un intervento a Napoli, al Seminario sulla Didattica nella Scienza.

Secondo Maiani esiste una sorta di divide formativo, un gap che affligge l'insieme degli studenti italiani soprattutto per quanto riguarda le materie scientifiche e la matematica, un gap "a dir poco preoccupante".

Ma non si tratterebbe di un problema solo italiano in quanto colpisce - ha specificato Maiani - anche paesi "di grande tradizione nella ricerca, come Germania e Stati Uniti, dove pero' sono state adottate delle contromisure che stanno già producendo risultati positivi". Il che significa, ha continuato il presidente CNR, che la tendenza si può invertire.
La fascia di età da "convertire" alla Scienza sono i giovani tra gli 8 e i 14 anni, un'età nella quale "si formano le convinzioni che poi portano ad affrontare le future scelte universitarie e professionali".
15 Commenti alla Notizia Scienza, giovani italiani ignoranti
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  • Finchè i prof dell'uni invece di aiutarti saltano fuori al terzo trimestre con frasi del tipo: "Però.. quanti siete! Pensavo di non vedervi così numerosi a questo trimestre.." Allora non scandalizziamoci. L'università italiana è messa male, rendiamoci conto di questo e a come fare per migliorarla.
    non+autenticato
  • Vabbè, ma ora non è che ogni volta che appare una notizia del genere dobbiamo sempre fare a gara a chi capisce meglio di chi è la colpa.

    La cultutra scientifica non è mai stata un granchè trattata da vera cultura in Italia, dato che si è sempre preferito la cultura umanistica (non a caso abbiamo una buona preparazione in storia, ad esempio). In pochi considerano uno scienziato un intellettuale. Voglio dire: sappiamo dire almeno 6-7 nomi di artisti e scrittori italiano del '900 in meno di un minuto, sapremmo fare lo stesso con 6-7 nomi di scienziati? In quanti considerano uno scienziato un intellettuale.

    La colpa, la colpa, la colpa.

    Io dico chepiù di colpe dovremmo parlare di cultura. Culturalmente la scienza va presa più su sul serio.
  • Ciao Marco, non si tratta di individuare le colpe.
    Quelle le conosciamo : le possiamo riassumere con il modello di vita che inculcano : veline , calciatori, meretricio d'alto bordo, criminali finanziari elogiati in TV, politici ladroni e giornalisti servi che li ossequiano in ginocchio.

    Però non direi che in Italia non ci sia mai stata una vocazione scientifica ; semplicemente , che qui non rende, perchè come dice anche Grillo (ma come sappiamo tutti ), la nostra economia è ormai basata sulla spesa pubblica che perpetua , grazie al voto di scambio , il potere dei partiti; l'economia criminale che esportiamo in tutto il mondo, la cementificazione di tutto il territorio.

    Non possiamo farci niente , gli italiani a stragrande maggioranza vogliono questo, perchè , bisogna ammetterlo, in Italia si vive benissimo..

    Però non capisco lo stupore davanti a queste notizie, anzi , non capisco proprio queste notizie.

    Per carità , è la mia opinione.
  • grazie della risposta, però temo che ci sia anche un problema di scarsi investimenti privati nella ricerca dovuto più ad un sistema economico basato sulle piccole e medie imprese, che ad un sistema disorganizzato .

    E' anche questa, per carità, è una mia opinione.
  • Beh, come si sente dire, se sei uno bravo, studia in italia ma vai a lavorare all'estero che in italia ci sono poche possibilità che la tua bravura venga notata, dato che spesso nei posti di rilievo ci stanno persone di "rilievo" e non persone brave.
    non+autenticato
  • Contraddico un pochettino la tua convinzione che in Italia vi siano storici preparati.
    Visto che personalmente, leggo libri antichi, e poi magari leggo anche i moderni, ci trovo una enorme ignoranza su tanti argomenti: su date, fatti ed episodi.
    La causa?
    Semplice.
    Per scrivere un libro di storia e rispettare i diritti di autori ed editori, la si "riscrive" quindi si cambiano i significati dei fatti. E' una catena "degenerativa". Man mano che il tempo passa, dalla "storia" (abbastanza veritiera dei testi medioevali) si va verso la favola.
    Gli scrittori non rileggono i testi antichi poichè spesso occorre una notevole fatica e tempo per traslare libri, nonchè codici e pergamene.
    Quindi leggono i testi di tizio e caio scritti dal 1800 in poi. Riscrivendoli "rifatti" oltre tutto letti da una fonte che contiene già errori e rimaneggiamenti.
    Fra 100 anni i testi di storia saranno "fumetti".
  • E la colpa di chi sarebbe, dei giovani tra gli 8 e 14 anni? O della scuola e di una classe dirigente assurdamente mediocre, inefficiente ed inefficace? Siamo nelle mani di giornali che poche volte praticano il vero giornalismo, a favore di servilismo meschino e idiota?.Siamo nelle mani di una tv malata, arrivista e vergognosa. Siamo in brutte mani: o cambiamo in fretta, TUTTI, oppure... beh è triste pensare ad una situazione più negativa di quella attuale!
    non+autenticato
  • Voglio ringraziare tutti i professori e i ministri dell'"anti-istruzione", che ci hanno ridotti in questo stato!

    Presto diverremo come gli operai cinesi, ignoranti e fieri di essere sfruttati dal sovrano di turno...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Colui Che
    > Voglio ringraziare tutti i professori e i
    > ministri dell'"anti-istruzione", che ci hanno
    > ridotti in questo
    > stato!
    Mah, diamo anche la colpa agli studenti che anziché studiare stanno davanti alla playstation e ai genitori ben contenti di farglielo fare.

    I professori bene o male sono gli stessi (non è che ci sia tutta questa rotazione del personale), eppure negli ultimi anni gli studenti studiano sempre meno: sarà che internet, la tv, i videogiochi hanno spostato gli interessi?
    E' diminuita la concentrazione degli studenti, così come la necessità di avere poche informazioni superficiali e sommarie (vedi i vari wiki, blog...) ha cancellato lo studio approfondito a favore di una veloce lettura in rete.

    La colpa di tutto questo non è dei ministri, ma delle persone. Non diamo sempre la colpa agli altri.
    non+autenticato
  • I professori hanno le mani legate da leggi che tutelano la tracotanza e l'ignoranza dell'alunno e non il rispetto verso gli istitutori e le istituzioni scolastiche in generale. I ministri sono emanazioni della nostra volontà, lì ove si trovano ce li abbiamo messi noi in qualche maniera, più o meno direttamente. Non vedo vie d'uscita ragionevoli per questa situazione, potrà solo degradare se non si prendono provvedimenti drastici verso i quali si solleverebbero le associazioni per i diritti dei figli di papà ignoranti, che l'hanno sempre vinta.
    non+autenticato
  • E' incredibile questa notizia !

    E dire che pensavo che dopo i vari amici, grandi parenti vari, isole sperdute etc... i giovani avessero imparato che solo lo studio può dare qualcosa.

    E' ancora più strano in un paese dove solo il merito viene valorizzato e non esistono le raccomandazioni.

    Ma poi perchè , quando un ricercatore guadagna quella popo di cifra di 800 euri, mentre un calciatore si sistema per tutta la vita , perchè scegliere di fare il calciatore e rinunciare a fare il ricercatore ?

    Mah, certo che voi italiani siete proprio strani eh ?
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