markvp

S.P.A.M. test by McAfee, la prova definitiva

Un singolare esperimento, per dimostrare che 30 giorni da leone online non sono privi di conseguenze. L'ideatore: aumenterò la consapevolezza del problema spam

Roma - Disporre di 250 sterline da spendere liberamente con una carta di credito. Avere un PC connesso alla rete completamente sprotetto, privo di firewall, antivirus e antispyware. Creare un indirizzo email nuovo di zecca - quindi sconosciuto - e poterlo usare liberamente, iscrivendosi a ogni sorta di servizio, comprese alcune online pharmacy, alla ricerca di pilloline azzurre, di metodi per prolungare le notti di sesso e di aumentare il piacere dell'alcova. E quant'altro, a fantasia, libera di volare e sognare.

Cos'è, un incubo? No, assolutamente: è il progetto S.P.A.M. (Spammed Persistently All Month, "spammati" persistentemente per tutto il mese), un'idea di McAfee che, alla sola condizione di tenere un accurato diario blog dell'attività svolta, con l'aiuto di alcuni volontari vuol dimostrare cosa può accadere in 30 giorni caratterizzati dalla negligenza più disinvolta e dall'inetta e assoluta assenza di (auto)controll> sulla propria attività online.

Nella prima settimana di test i volontari si iscriveranno a ogni possibile "incredibile offerta gratuita" che incontreranno. La settimana successiva acconsentiranno ad attingere all'impazzata ad ogni sito che offre "download di musica gratis". Nella terza dovranno invece cercare di diventare ricchi, iscrivendosi a ogni programma per "guadagnare da casa, online, eccetera". Alla quarta settimana si passa alla fase drugs and pills.
In tutto, saranno cinque volontari per dieci paesi diversi a prender parte all'esperimento. Non avranno freni di alcun tipo e impiegheranno PC completamente vergini, su cui - precisa SecurityPro News - "c'è installato Windows XP (e non Vista?...)".

Dave DeWaltL'ideatore di questa iniziativa è Dave DeWalt di McAfee. Dice: "Questo esperimento aumenterà la consapevolezza del problema dimostrando come una dieta di 30 giorni a base di spam è controproducente per la salute online".

Appuntamento, dunque, a tra qualche settimana. Naturalmente, sarà bene consultare i blog del progetto dotandosi di protezioni ultra-aggiornate: non si sa se i partecipanti a S.P.A.M. avranno o meno cura di bloggare le loro esperienze da un PC diverso da quello usato per l'esperimento...

Marco Valerio Principato

(fonte immagine)
8 Commenti alla Notizia S.P.A.M. test by McAfee, la prova definitiva
Ordina