Professioni IT, lo stallo non si risolve

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'intervento del presidente di ALSI in merito allo stallo sulla riforma degli ordini e le figure professionali nell'IT

Roma - Il 16 ottobre, la Senatrice Siliquini ha risposto alla Camera alle interrogazioni provenienti da esponenti di AN, DS e SDI, ed ha lasciato perplessi tutti con considerazioni ancora pregiudiziali nei confronti dei 'vecchì laureati in informatica.

Testualmente il Sottosegretario ha detto che l'ipotesi di accesso all'Albo per i vecchi laureati in informatica "... è stata fortemente contestata da una parte del mondo accademico e del mondo professionale degli ingegneri".

Ma può un ordine professionale tenere sotto scacco un Ministero e porre dei veti per l'accesso all'abilitazione di altri 25.000 professionisti?
In riferimento alla parte del mondo accademico citato dal Sottosegretario, c'è da precisare che probabilmente parlava dei Presidi delle facoltà di Ingegneria. Di certo non si riferiva ai Presidi delle Facolta` di Scienze e Tecnologie MFN, né ai Presidenti dei Consigli di Corsi di Studio afferenti alle classi di Laurea Specialistica che assieme all'ALSI, in un paio di occasioni hanno spiegato al GRIN quanto sia ovvio inserire nella Sezione A dell'Albo anche i laureati in SdI ed Informativa da cui le lauree specialistiche derivano.

Verifiche per verifiche, perché non farne una circa i requisiti che "avrebbero" decine di migliaia di ingegneri meccanici ed edili di ogni età, che con un colpo di mano sono divenuti degli abilitati professionisti informatici "Ingegneri dell'Informazione"? Lasciamo da parte il concetto di diritto acquisito (che nel caso del Settore dell'Informazione non è valido perché sono state esplicitate attività nuove rispetto al vecchio ordine) e parliamo di competenze reali, tenendo anche d'occhio la tutela dell'utenza.

Se solo si fosse più sereni, si scoprirebbe che i diritti (acquisiti) per l'esercizio della professione li hanno proprio i dottori in SdI ed Informatica, visto che hanno sempre fatto progettazione e collaudo per sistemi di trasmissione ed elaborazione delle informazioni. Tutti usufruiamo in ogni minuto di veglia di qualche prodotto o servizio informatico generato anche dai dottori in SdI ed Informatica: bancomat, controlli e gestione utenze delle banche, computer e collegamenti ad internet, banca dati dei call center, lettore codice barre delle casse, automatismi per l'ingresso controllato, ecc.

Chiedere se i dottori in SdI ed informatica hanno diritto di accedere all'Albo è incredibile come chiedere se i medici, gli avvocati, gli ingegneri, ecc. possono continuare ad esercitare la loro professione.

Si è chiesto al MIUR nei mesi scorsi il perché di questa discriminazione, e ci è stato risposto che si trattava di un errore del DPR 328/2001 che andava rettificato con una apposita legge. Anche nel dibattito al Senato e alla Camera di luglio il Sottosegretario ha ammesso che è un errore. Se siamo d'accordo che è un errore, correggiamolo e dedichiamoci ad altre questioni.

Un Avvocato, un ingegnere, un medico chirurgo con dieci anni d'esperienza valgono molto di più che un neolaureato della loro facoltà. Per il laureato in Scienze dell'Informazione o Informatica, si ribalta il principio logico che vale per tutti gli altri. E questo avviene perché gli ingegneri stanno dicendo che loro possono progettare tutto il pensabile (i missili, i motori di F1, le navi, gli acquedotti, i sistemi informatici, le centrali nucleari, ecc., come se avessero frequentato 400 materie nel loro corso di laurea), ed i vecchi laureati in informatica non devono poter progettare neanche i soli sistemi informatici.

Il 24 luglio, al Senato ed alla Camera sono stati approvati da maggioranza ed opposizione tre Ordini del Giorno che impegnano il MIUR a risolvere con urgenza il problema dell'accesso dei dottori in SdI ed Informatica all'Albo. A distanza di quasi tre mesi, nulla è accaduto.

E' un danno per l'utenza della New Economy, per i professionisti coinvolti, per il principio di libera concorrenza, per l'economia, per l'immagine delle Istituzioni e per la credibilità stessa dell'Ordine degli ingegneri.

Crediamo che sia un danno anche per il Governo.
Gli esponenti politici di ogni schieramento, infatti, manifestano una solidarietà e sensibilità crescente nei confronti dei "vecchi" dottori informatici, e tutti sembra sperino che il MIUR trovi il coraggio di dire agli ingegneri di lavorare con serenità e lasciar lavorare anche gli altri professionisti. Se i professionisti informatici hanno un Albo che li riconosce ed abilita professionalmente, in esso devono poter accedere anche i dottori in SdI ed i dottori informatici, per poter competere alla pari e vivere in tranquillità del loro lavoro.

dott. Alessandro Labonia
Presidente Nazionale ALSI
TAG: italia
66 Commenti alla Notizia Professioni IT, lo stallo non si risolve
Ordina
  • anche ai laureati in ingegneria.
    dopo un atteggiamento persecutorio subito da me ad opera dell'ente previdenziale inarcassa (mi chiedevano una cifra assurda, intorno ai 10milioni di lire, in contributi senza che io avessi esercitato), che ignora cosa siano la riservatezza dei dati personali e le 2 leggi di Bassanini, mi sono cancellato dall'ordine e non ne consiglio a nessuno l'iscrizione, e di andarsi ad iscrivere ad un altro equivalente nell'unione europea.
    per evitare le loro continue molestie ho cambiato residenza non comunicandola neanche ai miei genitori, al fine di evitare ulteriori contatti persecutori.
    scienzati dell'informazione, evitateli.
    non+autenticato
  • L'albo professionale, a mio avviso, non è altro che l'estrapolazione ad alto livello del "branco". Il senso di appartenenza ad un gruppo di persone "chiuso" accomunato più o meno dagli stessi interessi dove poter sopravvivere e distinguersi, lasciando fuori gli altri. I lupi, i leoni, le scimmie, hanno tutti un branco a cui appartenere. E in tutti i branchi esiste il capobranco, cioè il "Presidente". Un vero uomo va oltre queste meschinità che secondo me sono egoismi mascherati da buone intenzioni e non ha bisogno dell'appoggio del "branco" o di sentirsi parte di un albo per poter svolgere la propria professione. L'intelligenza e le capacità non te le dà l'albo. Quest'ultimo semmai serve soltanto per proteggersi dalle paure del mondo e dall'isolamento. L'albo è la dimostrazione che l'uomo deve fare ancora tanta strada per elevarsi dalla sua miseria animalesca.
    non+autenticato
  • il titolo serve perchè il proprio lavoro sia difendibile legalmente, specialmente a livello di periti, altrimenti gli smanettoni staranno sempre lì a rubarti il lavoro, quando tu hai speso i bei soldi per studiare.
    Per i laureati è più difficile questo rischio, ma no è impossibile che qualche fuori corso, che la materia ormai la conosce, possa far perdere anche a loro qualche occasione.
    non+autenticato
  • Fino a quando ci saranno gli ingegneri non ci sarà spazio per voi informatici.
    Grazie Siliquini (Moratti).

    Prima ero di sinistra adesso sono di destra Sorride

    P.S. Dovrebbero fare anche con i nuovi laureati in informatica, che a parer mio più del Commodore 16 non sanno usare.
    non+autenticato


  • - Scritto da: ahahaha
    > Fino a quando ci saranno gli ingegneri non
    > ci sarà spazio per voi informatici.
    > Grazie Siliquini (Moratti).
    >
    > Prima ero di sinistra adesso sono di destra
    > Sorride
    >
    > P.S. Dovrebbero fare anche con i nuovi
    > laureati in informatica, che a parer mio più
    > del Commodore 16 non sanno usare.

    Sono un ingegnere, sono di destra e tu stai rompendo i coglioni.

    P.S. Forse tu sai usare il Commodore 16, ma di certo non il cervello...
    non+autenticato

  • - Scritto da: ahahaha
    > Fino a quando ci saranno gli ingegneri non
    > ci sarà spazio per voi informatici.
    > Grazie Siliquini (Moratti).

    Sono Ingegnere anch'io, ma post come questi mi fanno schifo e contribuiscono ad alimentare la nostra guerra tra poveri.
    non+autenticato
  • > Sono Ingegnere anch'io, ma post come questi
    > mi fanno schifo e contribuiscono ad
    > alimentare la nostra guerra tra poveri.

    Ma dai che come me godi a vedere queste persone che si dimenano.
    Sii leale e non fare troppo il fiscale.
    Via dal mondo gli informatici.
    A proposito io mi laureo a Dicembre in ingegneria elettronica indirizzo telecomunicazioni e farò guerra spietata agli informatici puri.
    non+autenticato


  • > Ma dai che come me godi a vedere queste
    > persone che si dimenano.

    Ma smettila!
    non+autenticato
  • Gioca alla guerra, ma rimani pur sempre un pagliaccio che non rende onore alla sua categoria. Ciao
    non+autenticato
  • Ragazzi,

    sono Ingegnere e mi occupo di Informatica da sempre, molto prima di conseguire la laurea. Sono iscritto all'Albo, anche nel ramo dell'informazione. Vorrei dire la mia: quel che gli Ing. contestano, in genere, non e' la possibilita' che Dott. in Informatica, dott. in Scienza dell'informazione, e Periti Informatici possano avere un Albo che consenta loro di lavorare _in perfetta parita' di diritti e doveri_ con gli Ingegneri. Anzi cio' e' auspicabile e risponde alle regole del piu' elementare buon senso. No, quel che si contesta e' la possibilita' che costoro possano iscriversi all'Albo degli Ingegneri settore dell'informazione. Quello e' riservato agli Ingegneri, che hanno un percorso formativo (migliore o peggiore che sia) diverso e del tutto specifico. Vi immaginate se i dott. in Scienze Politiche volessero entrare a far parte dell'ordine degli Avvocati? O di quello dei commercialisti? Se pretendessero di poter accedere al loro esame di Stato? Via, sarebbe impensabile! Allora come va affrontata la questione: che ognuno abbia il proprio Albo, pazienza se vi dovesse essere sovrapposizione di competenze (accade gia' ogg tra geometri, Architetti, Ingegneri, Periti Ind.li e nessuno se ne lamenta), e che non vi siano particolari restrizioni o vantaggi contro o a favore dell'uno o dell'altro Albo "informatico" nell'esercizio della professione in questione. Ma a ognuno il suo.
    Per Scano: la laurea e' una certificazione della _persona_, piu' che delle sue conoscenze. Anche qui non facciamo confusione tra le abilita' tecniche in un campo specifico e la formazione generale (anche umana e professionale) che puo' derivare da una laurea...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Faberio
    > Ragazzi,
    >
    > sono Ingegnere e mi occupo di Informatica da
    > sempre,

    si, infatti ricordo che al posto del biberon usavi un condensatore

    > molto prima di conseguire la laurea.
    > Sono iscritto all'Albo, anche nel ramo
    > dell'informazione.

    Ed è per questo che sei "informato"?


    > Vorrei dire la mia: quel
    > che gli Ing. contestano, in genere, non e'
    > la possibilita' che Dott. in Informatica,
    > dott. in Scienza dell'informazione, e Periti
    > Informatici possano avere un Albo che
    > consenta loro di lavorare _in perfetta
    > parita' di diritti e doveri_ con gli
    > Ingegneri. Anzi cio' e' auspicabile e
    > risponde alle regole del piu' elementare
    > buon senso.

    Tra le rihe, il "buon senso da voi programmato"

    > No, quel che si contesta e' la
    > possibilita' che costoro possano iscriversi
    > all'Albo degli Ingegneri settore
    > dell'informazione.

    A si', vero hai ragione. Un dot informatico dovrebbe iscriversi all'albo dei verduroli. Ma cosa sta scrivendo questo. ah già è un ing anzi no è un ing-albo

    > Quello e' riservato agli
    > Ingegneri, che hanno un percorso formativo
    > (migliore o peggiore che sia)

    "migliore o peggiore che sia" ... siamo alla frutta.

    > diverso e del
    > tutto specifico.

    Ma de che!

    > Vi immaginate se i dott. in
    > Scienze Politiche volessero entrare a far
    > parte dell'ordine degli Avvocati?

    A si, perchè oggi la giustizia con che mix credi sia composta!


    > O di
    > quello dei commercialisti?

    Lascia perdere che non sai nemmeno cosa stai scrivendo.

    > Se pretendessero
    > di poter accedere al loro esame di Stato?
    > Via, sarebbe impensabile! Allora come va
    > affrontata la questione: che ognuno abbia il
    > proprio Albo,

    ... delle figurine! Gli albi non devono esistere e quelli rimasti debbono essere tolti. Solo le capacità a distiguere da chi sa fare e da chi no.
    Null'altro.

    > pazienza se vi dovesse essere
    > sovrapposizione di competenze (accade gia'
    > ogg tra geometri, Architetti, Ingegneri,
    > Periti Ind.li e nessuno se ne lamenta), e

    Regole massoniche. La contradizione è veramente il tuo forte.

    > che non vi siano particolari restrizioni o
    > vantaggi contro o a favore dell'uno o
    > dell'altro Albo "informatico" nell'esercizio
    > della professione in questione. Ma a ognuno
    > il suo.

    De che!

    > Per Scano: la laurea e' una certificazione
    > della _persona_, piu' che delle sue
    > conoscenze.

    Se leggo ancora esempi se farsi operare o meno da un medico laureato o meno, orbene, ricordiamoci quanto ha scritto Faberio, ora in avanti citando "l'ing secondo faberio"

    > Anche qui non facciamo
    > confusione tra le abilita' tecniche in un
    > campo specifico e la formazione generale
    > (anche umana e professionale) che puo'
    > derivare da una laurea...

    Umana! Ho incontrato tanti professionisti laureati ma mai, al momento della parcella, hanno effettuato una deduzione a titolo di "titolato in umanità".

    E questi sono gli ing.? Chissà i dot, ecc. ecc.

    Ras
    non+autenticato
  • >> No, quel che si contesta e' la
    >> possibilita' che costoro possano iscriversi
    >> all'Albo degli Ingegneri settore
    >> dell'informazione.

    >A si', vero hai ragione. Un dot informatico >dovrebbe iscriversi all'albo dei verduroli. Ma >cosa sta scrivendo questo. ah già è un ing anzi >no è un ing-albo

    Al di la' della tua infantile ironia, credo che il senso di quello che ho scritto e' chiaro: cosa c'entra un non-Ingegnere con l'Albo degli Ingegneri? Se poi sei contrario agli Albi in assoluto, e' una cosa diversa e potrei anche essere d'accordo.
    > Vi immaginate se i dott. in
    > Scienze Politiche volessero entrare a far
    > parte dell'ordine degli Avvocati?

    >>A si, perchè oggi la giustizia con che mix >>credi sia composta!

    Non delirare, non e' produttivo. Trovami un avvocato laureato in Scienze Politiche. Se questi ultimi operano in qualche maniera nel campo della giustizia (e ce ne sono), lo fanno senza essere iscritto all'Albo degli Avvocati. Esattamente cio' che dicevo io a proposito degli Informatici che vogliono iscriversi all'Albo degli Ing.


    >... delle figurine! Gli albi non devono esistere >e quelli rimasti debbono essere tolti. Solo le >capacità a distiguere da chi sa fare e da chi no.
    >Null'altro.

    Questo e' un altro discorso, e ti ho gia' detto che potrei essere d'accordo. Qui pero' si stava discutendo se fosse legittimo che dei non-Ing si iscrivessero all'Albo degli Ing. Impara a separare i piani del ragionamento.

    > E questi sono gli ing.? Chissà i dot, ecc. ecc.

    Sei un discreto qualunquista.

    Buona giornata.



    non+autenticato
  • Il problema è un altro.
    Vedi, oramai il motivo per cui gli ingegneri non vogliono i rappresentanti delle scienze informatiche nel loro albo si conosce, ed è in fondo quello che hai detto tu.
    Ma gli informatici stessi fino ad un paio d'anni fa non volevano! Avevi mai sentito richieste del genere anni fa?
    Il problema sorge nel momento in cui si legge che i laureati in informatica del nuovo ordimento possono iscriversi all'albo... e i vecchi no! Si lotta contro questa differenza di trattamento. E non sul fatto che gli informatici possano o no entrare nell'albo degli ingegneri, perchè questo ormai è un fatto acquisito (ma solo per quelli del n.o.).
    I laureati del vecchio ordinamento non vogliono entrare a far parte dell'albo per poter scrivere 'ing.' sul biglietto da visita, ma perchè questo è l'unico modo che hanno per continuare a fare il lavoro che da sempre fanno.
    Nel momento in cui un ambito professionale non è regolamentato, allora quello che conta sono i titoli di studio e l'esperienza acquisita. Nel momento in cui, però, lo si regolamenta aggiungendoci un 'albo' (inteso come 'albo di ingegneria settore dell'informazione'), qualcosa cambia!
    Per firmare un progetto, bisognerà appartenere all'albo.
    Per fare un concorso pubblico, bisognerà appartenere all'albo.
    Dove prima veniva richiesta la laurea, verrà richiesta l'appartenenza ad un albo.
    Soluzione facile, creare un altro albo.
    Fattibilità..nulla!
    La UE ha vietato all'Italia di creare nuovi albi.
    E poi scusa... nel resto del mondo come funziona? I laureati in computer science possono tranquillamente iscriversi all'albo degli ingegneri! Solo in italia si è creato questo problema!
    E chi potrà entrare allora in questo settore dell'albo degli ingneri?
    Chi si laurea in computer science nella comunità europea, può venire in Italia ed iscriversi.
    I laureati in ingegneria (anche civile, edile etc etc) del vecchio ordinamento (quindi anche vecchio vecchio.. tipo laureati nel 1960) possono iscriversi in questa sezione pur non avendo competenze di nessun tipo in questo ambito.
    Hai capito qual'è il problema ora?
    Ed è troppo facile rispondere a tutto questo con un "non capite? Albo degli ingegneri agli ingegneri! Il problema è semplice!"
    non+autenticato
  • Si', ho capito il problema. Impostato cosi', non avete ovviamente tutti i torti. Solo che, se non e' semplice dire: "L'Albo degli Ing. ai soli Ing", nemmeno lo e' dire: "Siccome non abbiamo un Albo, e siccome la UE ci impedisce di averlo, ci iscriviamo al vostro". Capisco che siete in un vicolo cieco, lo capisco davvero e mi sembra una grossa e somma ingiustizia, ma non potete pensare di risolverla andando a iscrivervi in un Albo che non vi appartiene. Chiaro che, per lo stesso principio, non approvo nemmeno l'iscrizione dei laureati in Informatica (N.O.) ne' tantomeno quella dei laureati in CS stranieri. Tra l'altro, diciamolo francamente, l'iscrizione all'Albo degli Ing. comporta tutta una serie di effetti, come dire, collaterali: ad esempio il laureato in Informatica avrebbe diritto di voto nell'elezione dei rappresentanti del Consiglio dell'Ordine e, diciamolo senza mezzi termini, nessun Ing ha interesse che un dott. in Informatica decida per lui chi vi sara', che so, in commissione parcelle o in commissioni (il 99% lo sono) strettamente legate alla professione tipica di Ingegnere (Civile). Certo che c'e' anche una difesa dei propri interessi e dei propri privilegi, chi lo nega!
    A mio avviso, la vostra legittima battaglia andrebbe condotta su altri terreni:
    - esigere che la legge si accontenti della sola laurea specifica (Ingegneria, Informatica, Scienza dell'Informazione o altro titolo equivalente) senza richiedere l'inutile iscrizione ad un Albo;
    - pretendere, in deroga alla legge UE o con una qualche finezza all'italiana, l'istituzione di Albi (o come si vorranno chiamare) specifici per le vostre lauree. Se ce ne fosse la volonta', e questa fosse corroborata dal buon senso, son convinto che nulla osterebbe!

    Questo per quanto concerne la disputa tra Ing. e dott. in Informatica. Chiaro che rimarrebbe cmq aperta la questione dei Periti Informatici e di tutti coloro che, pur avendo competenze e capacita', non hanno titolo specifico. Ma e' tutt'altro argomento.

    Il dibattito e' interessante, mi auguro di poterlo proseguire civilmente.

    Fabrizio.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Faberio
    > Si', ho capito il problema. Impostato cosi',
    > non avete ovviamente tutti i torti. Solo
    > che, se non e' semplice dire: "L'Albo degli
    > Ing. ai soli Ing", nemmeno lo e' dire:
    > "Siccome non abbiamo un Albo, e siccome la
    > UE ci impedisce di averlo, ci iscriviamo al
    > vostro".

    Non vorrei che pensassi che gli iformatici si sono svegliati solo oggi che il pasticcio e' stato fatto.
    Sono diversi anni che si chiede a gran voce l'istituzione di un albo degli informatici ed erano state presentate diverse proposte di legge in tal senso (tra l'altro nessuno si era mai sognato di escludere da tale albo gli ingegneri informatici, saremo degli stupidi?). Non si e' mai riusciti ad ottenere nulla soprattutto per la questione dell'UE.
    Il compromesso che e' stato trovato era quello di creare i diversi settori dell'albo degli ingegneri e far iscrivere a quello dell'informazione anche i laureati in SdI. Se vai a chiedere al ministro che aveva preparato la legge ti dira' che era cosi' (nel senso che lo ha dichiarato pubblicamente).
    Purtroppo la legge non era chiara su questo punto e il nuovo governo (il nuovo ministero diciamo, visto che ci sono discordanze all'interno della stessa maggioranza) ha interpretato la legge in modo restrittivo permettendo l'accesso solo ai nuovi laureati.

    L'alsi continua a proporre l'istituzione di un nuovo albo, che sarebbe la soluzione ideale. Ha proposto anche l'istituzione di un quarto settore all'interno dell'albo degli ingegneri. Ma se si continua a rispondere picche a queste proposte noi PRETENDIAMO E NE ABBIAMO IL DIRITTO di poter continuare a fare il nostro lavoro e se per farlo occorre essere iscritti all'albo degli ingegneri dobbiamo poterlo fare.

    > ... Tra l'altro,
    > diciamolo francamente, l'iscrizione all'Albo
    > degli Ing. comporta tutta una serie di
    > effetti, come dire, collaterali: ad esempio
    > il laureato in Informatica avrebbe diritto
    > di voto nell'elezione dei rappresentanti del
    > Consiglio dell'Ordine e, diciamolo senza
    > mezzi termini, nessun Ing ha interesse che
    > un dott. in Informatica decida per lui chi
    > vi sara', che so, in commissione parcelle o
    > in commissioni (il 99% lo sono) strettamente
    > legate alla professione tipica di Ingegnere
    > (Civile).

    Mi spieghi una cosa? Un nuovo laureato in Ing. Inf. potra' iscriversi solo all'albo relativo e non potra' lavorare nell'ambito civile.
    Costui votera' anche per le commissioni strettamente riguardanti quest'ambito?
    Se si mi spieghi qual'e' la differenza con un laureato in SdI? Un diritto di nascita?
    Il fatto che la sua laurea si chiama scienze invece che ingegneria? Non e' la formazione visto che i nuovi ingegneri informatici non avranno in ambito civile.

    > Certo che c'e' anche una difesa
    > dei propri interessi e dei propri privilegi,
    > chi lo nega!
    > A mio avviso, la vostra legittima battaglia
    > andrebbe condotta su altri terreni:
    > - esigere che la legge si accontenti della
    > sola laurea specifica (Ingegneria,
    > Informatica, Scienza dell'Informazione o
    > altro titolo equivalente) senza richiedere
    > l'inutile iscrizione ad un Albo;

    Per farlo occorre eliminare il settore dell'ingegneria dell'informazione. Siete disposti ad accettare il fatto che i nuovi ingegneri informatici non possano iscriversi ad un albo?
    Perche' anche la sola esistenza dell'albo crea una disparita', se non altro di immagine, che non e' in alcun modo giustificata dalla formazione.

    > - pretendere, in deroga alla legge UE o con
    > una qualche finezza all'italiana,
    > l'istituzione di Albi (o come si vorranno
    > chiamare) specifici per le vostre lauree. Se
    > ce ne fosse la volonta', e questa fosse
    > corroborata dal buon senso, son convinto che
    > nulla osterebbe!

    Ripeto, lo abbiamo chiesto in passato, continuiamo a chiederlo e continueremo a farlo in futuro, ma finora senza successo. Tra l'altro non sarei tanto sicuro che l'albo degli ingegneri veda di buon occhio la creazione di un albo degli informatici separato.

    > Questo per quanto concerne la disputa tra
    > Ing. e dott. in Informatica. Chiaro che
    > rimarrebbe cmq aperta la questione dei
    > Periti Informatici e di tutti coloro che,
    > pur avendo competenze e capacita', non hanno
    > titolo specifico. Ma e' tutt'altro
    > argomento.

    Visto che ne parli le proposte di albo fatte dagli informatici prevedevano la possibilita' di iscrizione per tutti quelli che gia' lavorano nel settore, sanando la situazione passata e quindi senza togliere diritti a nessuno. Sul fatto che si dica "d'ora in poi per iniziare a fare questo lavoro e' necessario questo percorso formativo" mi sembra piu' che giusto.

    Andra Polci
    non+autenticato
  • Rigrazio Andrea Polci per aver arricchito il mio intervento con delle precisazioni che approvo. (ma quasi totalmente.. è vero che stanno tentando di buttare fuori anche quelli del n.o... ma ancora questo non è successo e non posso prevedere il futuro)

    Condivido quello che dici, Faberio, sul fatto che gli ingegneri vogliono preservare i loro diritti e posso anche capirli. Ma, ti dico sinceramente, non conosco la struttura organizzativa all'interno del nuovo albo degli ingegneri e quindi non so quanto possa uscire dal suo settore d'appartenenza il potere decisionale di un ingegnere iscritto all'albo. Pensavo comunque che le decisioni riguardandi uno specifico settore, le prendesse il settore stesso e non tutti insieme.
    Voglio che tu capisca comunque che la maggior parte dei laureati in scienze informatiche non voleva finire nell'albo degli ingegneri! Diciamo che c'è stata messa! Da sempre l'alsi ha lottato per un albo che regolamentasse il settore della IT e che fosse stratificato in modo da poter accogliere i professionisti di ogni backgroud culturale.
    Una soluzione come questa sarebbe ben vista dagli informatici.. ma finora abbiamo ottenuto (o ci hanno dato) questo.. e come Andrea Polci ricorda nel suo intervento da adesso in poi, per come stanno le cose, se non si è iscritti a quel settore dell'albo non si possono firmare progetti riguardanti IT. Questo è inaccettabile per un informatico.
    Una cosa che alla fine di questo discorso dovrebbe apparire chiara è che la maggior parte degli informatici entrerebbe all'interno dell'albo degli ingegneri controvoglia, consapevole di entrare in casa d'altri, ma consapevole anche che è l'unica soluzione possibile per come stanno ora le cose.
    non+autenticato
  • > dico sinceramente, non conosco la struttura
    > organizzativa all'interno del nuovo albo
    > degli ingegneri e quindi non so quanto possa
    > uscire dal suo settore d'appartenenza il
    > potere decisionale di un ingegnere iscritto
    > all'albo. Pensavo comunque che le decisioni
    > riguardandi uno specifico settore, le
    > prendesse il settore stesso e non tutti
    > insieme.

    Non e' cosi'. Tutte le decisioni sono prese da tutti gli iscritti.

    > Voglio che tu capisca comunque che la
    > maggior parte dei laureati in scienze
    > informatiche non voleva finire nell'albo
    > degli ingegneri! Diciamo che c'è stata
    > messa! Da sempre l'alsi ha lottato per un
    > albo che regolamentasse il settore della IT
    > e che fosse stratificato in modo da poter
    > accogliere i professionisti di ogni
    > backgroud culturale.

    Approvo in pieno.

    > Una cosa che alla fine di questo discorso
    > dovrebbe apparire chiara è che la maggior
    > parte degli informatici entrerebbe
    > all'interno dell'albo degli ingegneri
    > controvoglia, consapevole di entrare in casa
    > d'altri, ma consapevole anche che è l'unica
    > soluzione possibile per come stanno ora le
    > cose.

    Capito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luigi
    > Il problema è un altro.
    > ...
    > Ma gli informatici stessi fino ad un paio
    > d'anni fa non volevano! Avevi mai sentito
    > richieste del genere anni fa?
    > Il problema sorge nel momento in cui si
    > legge che i laureati in informatica del
    > nuovo ordimento possono iscriversi
    > all'albo... e i vecchi no! Si lotta contro
    > questa differenza di trattamento.

    Non e' esattamente questo il problema.
    E' vero che nessuno fino a qualche tempo fa aveva chiesto di iscriversi all'albo degli ingegneri (e mica progettavamo case noi) ma il cambiamento non e' derivato tanto dal fatto che i nuovi laureati possono farlo, quanto dal fatto che con la riorganizzazione dell'albo sono state assegnate al settore dell'igegneria dell'informazione competenze che prima non erano previste.
    Fino alla riforma per fare un progetto informatico non era richiesta l'iscrizione a nessun albo, ora si.
    E' questa l'origine del problema.

    > E non sul
    > fatto che gli informatici possano o no
    > entrare nell'albo degli ingegneri, perchè
    > questo ormai è un fatto acquisito (ma solo
    > per quelli del n.o.).

    Non ci conterei troppo sul fatto che sia una cosa acquisita. Gli ingegneri stanno facendo forti pressioni per sbatterli fuori, e visto chi c'e' al ministero il rischio e' concreto.

    > I laureati del vecchio ordinamento non
    > vogliono entrare a far parte dell'albo per
    > poter scrivere 'ing.' sul biglietto da
    > visita, ma perchè questo è l'unico modo che
    > hanno per continuare a fare il lavoro che da
    > sempre fanno.

    Giustissimo. Tutto quello che scrivi dopo e' corretto.

    Andrea Polci
    non+autenticato

  • > Non e' esattamente questo il problema.
    > E' vero che nessuno fino a qualche tempo fa
    > aveva chiesto di iscriversi all'albo degli
    > ingegneri (e mica progettavamo case noi) ma
    > il cambiamento non e' derivato tanto dal
    > fatto che i nuovi laureati possono farlo,
    > quanto dal fatto che con la riorganizzazione
    > dell'albo sono state assegnate al settore
    > dell'igegneria dell'informazione competenze
    > che prima non erano previste.
    > Fino alla riforma per fare un progetto
    > informatico non era richiesta l'iscrizione a
    > nessun albo, ora si.

    Bene, sono d'accordo sulla sostanza del problema. Non concordo sui mezzi che vorreste utilizzare per risolverlo: non potete pretendere l'iscrizione ad un Albo non vostro. Per risolvere un vostro problema,ne create uno a noi. Capite o no che avreste potere decisionale su tutte le scelte dell'Ordine, non solo sul settore dell'Informazione? E questo e' semplicemente illogico, non essendo voi Ingegneri. Eventualmente, concentrate la vostra battaglia sull'abolizione del settore informazione all'interno dell'ordine degli Ing., se pensate che questo possa creare ingiustificate disparita' e/o sul riconoscimento della semplice laurea come titolo abilitante (mi trovereste del tutto d'accordo!). Pur avendo compreso, e in gran parte condividendo, le vostre motivazioni, quella di entrare in un ordine che gia' solo per sua stessa denominazione (per non parlare di competenze e formazione del tutto diverse) raccoglie solo Ingegneri e' una soluzione che proprio non riesco ad accettare.

    Saluti.

    Fabrizio.
    non+autenticato
  • Faberio,

    tieni conto che il DPR328 e' all'origine di tutti i problemi, e tutte le proteste sono incentrate su questo provvedimento.
    Ora al governo stanno giustamente pensando di riscriverlo daccapo (rivedendo tutta la normativa per l'accesso alle professioni), e lo stanno facendo proprio in questi giorni (hanno iniziato dal 15 ottobre). Anche se apparentemente sembra probabile una soluzione che accontenti un po' tutti, io ho la netta impressione che gli attuali rappresentanti delle commissioni stiano combinando un casino ancora maggiore del DPR328 stesso... Se ti cerchi su Internet i resoconti del lavoro di queste commissioni (personaggi chiave sono Vietti e Siliquini) vedrai che quello che si prospetta non è particolarmente allettante per nessuno, ingegneri compresi.
    Bye,
    S-Gerry.

    - Scritto da: Faberio

    > E questo e' semplicemente
    > illogico, non essendo voi Ingegneri.
    > Eventualmente, concentrate la vostra
    > battaglia sull'abolizione del settore
    > informazione all'interno dell'ordine degli
    > Ing., se pensate che questo possa creare
    > ingiustificate disparita' e/o sul
    > riconoscimento della semplice laurea come
    > titolo abilitante (mi trovereste del tutto
    > d'accordo!). Pur avendo compreso, e in gran
    > parte condividendo, le vostre motivazioni,
    > quella di entrare in un ordine che gia' solo
    > per sua stessa denominazione (per non
    > parlare di competenze e formazione del tutto
    > diverse) raccoglie solo Ingegneri e' una
    > soluzione che proprio non riesco ad
    > accettare.

    non+autenticato
  • non parliamo poi delle conoscenze che vengono certificate...
    l'unico a guadagnarci e l'ente che certifica...
    e sta corsa alla certificazione fa male a tutti...un tempo niente era certificato e il mondo funzionava lo stesso...ora anche per respirare devi prendere la certificazione...e che *****...
    non+autenticato
  • e chi ha mai detto che si "deve" prendere le certificazioni?

    Sono altri i titoli che, secondo i vigenti progetti di legge, DEVONO essere in possesso del professionista per poter lavorare.
    non+autenticato
  • l'utente se non ti conosce personalmente si basa sul titolo di studio.

    se lavori in nero, inoltre non puoi nemmeno difendere i tuoi diritti

    a questo servono i titoli, se poi qualcuno li usa come cresta ci pensa la concorrenza a levargliela.
    non+autenticato
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