Quando sparisce un servizio ADSL

I servizi ADSL di T.Net (CitiesOnLine) cessano improvvisamente dopo un'operazione svolta da Telecom Italia. L'azienda spera di poterli riattivare a breve. Ma non è la prima volta che un servizio così salta da un giorno all'altro

Quando sparisce un servizio ADSLRoma - Ci risiamo. Le difficili relazioni tra Telecom Italia e gli altri operatori nonché il non sempre facile coordinamento nei diversi interventi di aggiornamento delle infrastrutture di servizi TLC hanno provocato in queste ore non pochi problemi agli utenti dei servizi ADSL di T.Net, l'azienda che ha rilevato il portfolio di CitiesOnLine.

Come si può leggere in una finestra pop-up piazzata sulla home page del provider nelle scorse ore: "Telecom Italia nella giornata di ieri ha disattivato unilateralmente e senza preavviso i clienti ADSL in capo a Cities On Line". Nessuno di loro, mentre scriviamo, può più utilizzare il proprio accesso broad band.

Quanto è accaduto sorprende anche perché T.Net aveva già richiesto l'attivazione di "nuovi flussi ADSL", attivazione che non è mai arrivata e che si è invece scontrata con l'improvvisa disattivazione dei sistemi attivi. L'annuncio di una "disattivazione unilaterale" suona come una pesante accusa contro Telecom.
E se da un lato naturalmente T.Net si è impegnata a fare il massimo per riattivare al più presto i suoi servizi, dall'altro coloro che hanno scritto a Punto Informatico per segnalare la vicenda si sorprendono per una tale continuata dipendenza dei fornitori alternativi dalle scelte e dalle decisioni dell'incumbent, ovvero di Telecom Italia.

Va detto che episodi simili e persino più gravi in passato hanno provocato enormi problemi a singoli operatori ma anche ad importanti clienti di provider che d'improvviso non hanno più potuto offrire loro i propri servizi. Oltre ai casi di Aexis e Qtel a far rumore fu anche il celebre caso Village, letteralmente "tagliato fuori" insieme a tutti i suoi clienti.
TAG: adsl
27 Commenti alla Notizia Quando sparisce un servizio ADSL
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  • Non se è un fatto generalizzato, ma credo che i problemi della ADSL in Italia stiano venendo al pettine. Stranamente troppo spesso il mio contratto da 4 mb flat, raggiunge la velocità max di 200kb, quando invece la norma tempo fà era di 2,5 mb (meno della stabilita ma non male). Altri casi a me noti nel nord di situazioni in cui ADSL è completamente fuori servizio da circa un mese. E' normale o sta accadendo qualcosa di poco chiaro a noi utenti che comunque continuiamo a pagare un servizio, quando c'è, sempre più scadente quando pubblicizzano addirittura ADSL+2 a 12 MB (tutte palle)?
    non+autenticato
  • vorrei abbonarmi ad ADSL ma sono stata scoraggiata da tutti questi interventi... i piccoli provider convengono perchè danno IP fisso e banda garantita, ma se scompaiono?! Recentemente c'è stato qualche altro caso di provider scomparso con i soldi degli abbonati che erano stati costretti a pagare anticipatamente?
    Grazie
    non+autenticato
  • Mi fa piacere, da ex utente Aexis, trattato come una merdina per circa tre mesi sottolineare che Aexis ha dato la colpa del tutto e per tutto a Telecom ma che quando in settembre abbiamo ottenuto l'ultima bolletta (quella di luglio! di ben 15 euro nonostante il servizio di telefonia - internet era 2 mesi che non funzionava - fosse stato attivo solo 5 giorni) c'era allegato un foglio in cui si diceva chiaramente che Aexis aveva liquidato per bancarotta (ovvero la voce VERA - ma dopo qualche settimana smentita da Aexis stessa con una pagina inquisitoria contro telecom - che gli ex-dipendenti avevano divulgato dopo gli ultimi gravi disservizi).

    Ora: i servizi di Aexis hanno sempre funzionato impeccabilmente sino a che non ha licenziato tutti i dipendenti ed è lentamente naufragata (chidedendo comunque i suoi soldi puntualmente ogni mese).Io qui + che lo zampino di Telecom ci vedo la grande bastardaggine di markettari che, attaccando uno dei Grandi Fratelli della cultura globale, ha potuto chiedere soldi e limitare i danni per l'ennesimo sciacallaggio da new economy (basta mia nonna per capire che non potevi operare ai prezzi di Aexis senza andare in perdita). Sul loro sito provvisorio si assicurava una riapertura prossima e si accusava telecom. Anche il loro negozio aveva un cartello affisso in cui si diceva che i locali erano in ristrutturazione e avrebbe riaperto al più presto. Questo gli ha fatto guadagnare qualche mese per essere meno in rosso e comunque se andate a vedere la dichiarazione di fallimento risale a Luglio (quella ufficiale depositata presso gli organi statali, non quella dei dipendenti)! Proprio quando sito e negozi avevano già chiuso i battenti... Pensate ancora che centri la telecom e non qualche manager paraculo?
    Se si sono contento se arrivo al potere vi mando in siberia e vi assicuro che non avrete Telecom come gestore, quindi tutti contenti, no?

    Peccato per loro che non sono riusciti a rivendersi il pacco clienti ad altri operatori.
    Ma d'altronde non mi avrebbero certo considerato con loro, visto che una delle cose che odio d + sono le ipocrisie e l'avidità.

    PS: inoltre per sottolineare la grande professionalità di Aexis, questo martire della tirannia della Telecom, leggete in questa pagina come configuravano la loro rete (e cosa i clienti paganti e commerciali si potevano aspettare da loro)
    http://members.xoom.virgilio.it/krimeo2/Bibliocand...
    non+autenticato
  • .....la nostra cara (f*u*c*k) Telekom non avesse ancora il monopolio, perchè, parliamoci chiaro dove puo' stare la concorrenza quando Telekom può offrire un servizio migliore rispetto ad altri provider: sul forum it.tlc.telefonia.adsl se uno deve consigliare un abbo ecco che ti esce con quella T*r*o*i*a di Alice, perchè ti dice che le altre fanno schifo. Per forza, gli altri provider devono sottostare ai prezzi che fa telekom ed ecco che non puo' offrire lo stesso servizio con la stessa qualita di telekozza.
    Finche ci sarà Telekom non ci sarà libertà!!!!! Questi c*a*z*z*o di cavi o sono di tutti o non sono di nessuno!!! sicuro è che non possono essere di cului il quale per mezzo di queste offre anche dei servizi; è ovvio che le sfrutterà prima per se e poi il resto al popolo!!!!!! ma dove stà il garante sulla concorrenza!!!!! ma quando finirà di starci sul groppone Telecozza???!!??!! ancora paghiamo il canone fisso!!! e per fare che? sviluppo? sie l'ADSL è ancora appannaggio di pochi, per non parlare di quel sogno chiamato fibra ottica; ci paghiamo il servizio? sie!!!!!! a me per attaccarmi l'ADSL (sono abbonato Tiscali ed ho il centralino a monte dell'impianto) ho dovuto aspettare 2 mesi una m*e*r*d*a di tecnico subappaltato da telekozza per farmi portare a casa sto' c*a*z*z*o de splitter, che costa 140000 care vecchie lire (è un pezzo di plastica dove attacci i 2 fili del telefono e scappa il plug da attaccare al modem); e poi, per installarlo ho fatto tutto da solo che il tecnico i cavi non li passa...... m*a*v*a*f*f*a*n*c*u*l*o* telecozza e chi si ostina a difenderla, ancora non vi è successo niente per protestare ma aspettate e vedrete........ prima o poi con telekozza ci si sbatte tutti!!!!!!!!!!
    pis75etyahoopuntocom
    non+autenticato


  • > Finche ci sarà Telekom non ci sarà
    > libertà!!!!! Questi c*a*z*z*o di cavi o sono
    > di tutti o non sono di nessuno!!! sicuro è
    > che non possono essere di cului il quale per
    > mezzo di queste offre anche dei servizi; è
    > ovvio che le sfrutterà prima per se e poi il
    > resto al popolo!!!!!! ma dove stà il garante
    > sulla concorrenza!!!!! ma quando finirà di
    > starci sul groppone Telecozza???!!??!!

    se non sbaglio era con prodi che fu svenduta ai privati , o sbaglio? (ma tutti all'epoca erano felici perchè si realizzavano le privatizzazioni e perchè le offerte al pubblico facevano guadagnare un botto di soldi in pochi giorni)
    non+autenticato
  • Ogni opinione é lecita...ma prima di gridare contro Telecom..in alcuni casi é meglio essere informati....e penso che Fedr0 sia una persona di sicure capacità segnalando questo articolo...smettiamola di fare quelli che urlano sempre contro tutti e tutto e iniziamo a parlare solo con dati alla mano.
    "
    L'azienda? Me la tengo in affitto
    di Paolo Magnano

    Cities On Line in liquidazione è il grande "flop" della new economy etnea. Ma il Comune ha trovato la soluzione: locazione. E chi sarà il locatario? Un'altra ditta dell'ex titolare di Cities


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    In data 09.08.02 l'assemblea dei soci di Cities On Line S.p.A ha deliberato la messa in liquidazione volontaria della società e la concessione a terzi in affitto del ramo d'azienda, nominando quale liquidatore della società?
    Inizia così, con una finestra che si apre clickando sul sito http://www.citiesonline.it, la lapide "pop up" che dichiara la morte del sogno new economy della nostra regione.

    Che Cities On Line fosse stata pompata dai mezzi è fuor di dubbio, come è successo per tutte le recenti esperienze nell'high tech. Solo un anno fa un comunicato stampa, rimbalzato dovunque, annunciava un aumento di capitale di 4 mld (in ITL) e la prossima quotazione in borsa.

    Non sono serviti gli annunci di assunzione per 300 persone, che poi altro non erano che giovani da formare con i soldi del Fondo Sociale Europeo (corsisti, non dipendenti!), non è bastato il mega finanziamento della 488 per cablare la Catania Palermo (graduatoria 2001, 36 mld inutilmente spesi! Primo progetto approvato in Sicilia, ecco dove vanno a finire i soldi) e "creare il primo (e ormai inutile) hub multimediale del mediterraneo". A Mazzara del Vallo come sui Docks di Londra, tra i pescherecci grandi cablaggi.

    Non è facile capire e trovare responsabilità quando finisce un'azienda, è già difficile vederle quando questa cresce; ma dello sboom nell'ICT se ne parla proprio male

    Crollano tutti: gli internet provider, i portali generalisti, le grandi web agencies; tutto ciò che mette altri "on line" e nessuno se ne accorge. E' una morte silenziosa, uno stillicidio di gente che fa la valigia in pieno "downsizing". Tutti, invece, al capezzale della grande Fiat che lascia Termini Imerese (ma che è già morta dieci anni fa e per mano della stessa Fiat); tutti a cercare soluzioni per le grandi imprese di costruzioni, un muratore lo metti ai "ratteddi" di famiglia, un web editor dove lo siedi?.

    E vai a cercare una nuova idea politica ed economica di "Etna Valley"; un nuovo progetto che sostituisca nell'immaginario collettivo i traguardi raggiunti in precedenza. E' un ordine politico - dimenticare l'Etna Valley - e tutti annaspano tra termini e sillogismi.

    Cities On Line, Internet e Telecommunication Company, viene fondata nella Catania dalle uova d'oro nel 1995 da Francesco Mazzola, un uomo dalle notevoli qualità tecniche e dall'intuizione facile. Oggi vedrebbe tra i suoi azionisti Credem spa, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e il Fondo di Investimento Raffaello. Cities On Line fornisce soluzioni basate su Internet per le aziende e al 31/12/00 chiude il bilancio con un fatturato di 5,7 mld. (ITL) e 72 dipendenti e varie filiali nel territorio nazionale.

    Sono numeri che farebbero rabbrividire qualsiasi analista aziendale abituato a fare i conti nel consumer market tradizionale. Nel latte e i suoi derivati con 150 mld di fatturato sei un nanerottolo e non superi i 30 dipendenti; ma nella new economy no, portano alla promessa di raddoppio del fatturato nel giro di un anno e un fiume di denaro dalle banche. Parola d'ordine: quotazione in borsa. Il mercato in questo caso è un perfetto sconosciuto.

    E le banche poi dichiarano "fine"; fine dell'avventura! Con buona sorte degli attuali 33 dipendenti che stanno già fondando le prime nuove società, che si andranno a sommare con le migliaia già esistenti e che andranno a rimpinguare l'offerta in un mercato senza domanda e che non ha ancora capito che la differenza tra un sito web e un depliant non è solo nel risparmio sulle spese tipografiche.

    Ma è finito veramente il sogno multimediale siciliano? Metabolizzeremo immediatamente la scomparsa del pallone gonfiato Cities On Line perché voleva troppo e in questo mercato la tradizione è nel "sottoscala"?

    Non crediamo, perché la vicenda Cities On Line è saldamente in mano all'assessore Ilario Floresta che a capo di una giusta task force comunale, tra annunci e riunioni, tra business plan e trattative segrete, tra tute arancioni e comunicati stampa, ha trovato la soluzione decisiva: affittiamo un ramo dell'azienda! Lui sì che se ne intende, nelle telecomunicazioni le sue intuizioni sono state sempre vincenti.

    Tutti ad applaudire la soluzione migliore, grande idea, salvati tutti i livelli occupazionali, si dice così. Se non fosse che un pezzo di Cities On Line spa va in affitto alla T.Net srl con sede a Catania, costituita in tutta fretta il 20 agosto del 2002 e di proprietà di? Francesco Mazzola.

    non+autenticato
  • Ehm, ti ringrazio, ma il merito del link all'articolo è tutto di Lippo, io non centro assolutamente nulla.Sorride

    - Scritto da: waves
    > Ogni opinione é lecita...ma prima di gridare
    > contro Telecom..in alcuni casi é meglio
    > essere informati....e penso che Fedr0 sia
    > una persona di sicure capacità segnalando
    > questo articolo...
    non+autenticato
  • La cosa è molto preoccupante, anche perchè non si capisce piu' nulla. Continuo a telefonare a Cities e loro assicurano che a breve avranno ripristinato il tutto, ma leggendo articoli come questo nasce ovviamente un sospetto. A questo punto credo che sia Telecom stessa che debba fare un chiarimento sia per difendersi sia per dare un po' di chiarezza a questa faccenda .........ma forse mi illudo che accadrà, come al solito gli utenti, i consumatori saranno gli ultimi a sapere la verità, a loro spese ovviamente. Resta il fatto che io cmq ho provato sulla mia pelle in ambito lavorativo le disfunzioni e il menefreghismo di telecom (2 anni per fare una voltura di una linea!)ma a parte tutto vorrei capirci qualcosa e avere notizie certe. Speriamo bene Ciao a tutti
    non+autenticato
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