Gaia Bottà

Yahoosoft/ Jerry: dai Steve che puoi fare di più

L'offerta di Microsoft non rende giustizia a Sunnyvale: i dirigenti di Yahoo! smontano l'ultimatum di Microsoft e ribadiscono le loro pretese. 40 miliardi di dollari e pochi spiccioli non bastano

Roma - Yahoo! non si svenderà a Microsoft, non si rassegnerà alla scalata ostile di Redmond. Non ora che l'offerta formulata da BigM vale ancora meno di quanto valesse ai tempi del primo contatto: i 44,6 miliardi di dollari che Yahoo! aveva già rifiutato sono diventati 42,2 miliardi, una riduzione dovuta a quella che Microsoft considera una compressione del mercato.

SteveNon è servita l'aggressiva lettera aperta inviata da Steven A. Ballmer ai vertici dell'azienda che vorrebbe ingollare: l'ultimatum di tre settimane, che Microsoft aveva concesso a Yahoo! prima di abbassare l'offerta o di sovvertire il consiglio di amministrazione, non ha intimorito Sunnyvale, che si scaglia in una risposta garbata quanto risoluta e sarcastica.

Roy Bostock, a capo del CdA, e Jerry Yang, CEO Yahoo!, si rivolgono a Ballmer con toni miti e chiamandolo per nome: non ritengono che l'offerta di Redmond sia "generosa" come l'ha definita Steve e per questo motivo la transazione non sta procedendo in maniera "veloce e amichevole" come Steve auspicava. Non che Yahoo! ritenga che l'accordo non si possa negoziare: semplicemente, Microsoft dovrebbe alzare la posta in gioco rinunciando ad avanzare minacce "controproducenti e che non hanno nulla a che fare con quella che si definiva una transazione amichevole". "Continuiamo a credere che la tua proposta non rappresenti il miglior interesse per Yahoo! e per i suoi azionisti" spiegano Bostock e Yang, e precisano, senza lasciare spazio a dubbi, che non avrebbero nulla in contrario a cedere a Microsoft qualora l'offerta rendesse giustizia al valore di Yahoo!.
I due dirigenti di Sunnyvale tengono inoltre a fare chiarezza sul ritratto che Ballmer ha tracciato di Yahoo!. Il CEO di BigM ha accusato l'ambita preda di essersi sottratta al dialogo e di aver sfuggito le negoziazioni amichevoli per tergiversare con altre aziende interessate ad accordi simili. Yahoo! non ci sta e ricorda a Ballmer di aver rifiutato l'offerta ma di essersi aperta al corteggiamento: i dirigenti di Sunnyvale parlano di due appuntamenti nei quali Ballmer "ha potuto condurre discussioni approfondite nella maniera in cui riteneva più opportuna". Piuttosto, Yahoo! attende ancora delle informazioni da Microsoft riguardo alle eventuali ripercussioni dell'acquisizione sul fronte antitrust, informazioni che Microsoft non ha in nessun modo fornito.

Jerry YangYahoo! tiene a mostrarsi sicura di sé, a fronte degli scenari catastrofici prospettati da Ballmer in un momento di difficoltà per le aziende IT: a testimonianza della propria pacata tranquillità, Yahoo! porta piani triennali che prevedono un aumento di valore del 70 per cento, porta il continuo avanzamento sul fronte della competitività e la soddisfazione degli azionisti, le cui pressioni perché l'azienda cedesse a Microsoft sono minimizzate da Yahoo!.

"Siamo aperti a tutte le alternative che sappiano massimizzare il valore per gli azionisti - concludono i due dirigenti - Per essere chiari, ciò include una transazione con Microsoft se l'offerta fosse proporzionata al valore di Yahoo!".

Gli analisti si sfidano a colpi di previsioni: c'è chi ritiene che Microsoft alzerà l'offerta, c'è chi ritiene che Yahoo! cederà, ma sono in pochi a vaticinare che il CdA di Yahoo! si trasformerà in un campo di battaglia.

Gaia Bottà

(Fonte immagini: qui e qui)
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