Germania, Nokia paga per chiudere

L'azienda si piega alle insistenze dei sindacati per avere il via libera alla chiusura dell'importante stabilimento di Bochum

Roma - Il 30 giugno chiuderà lo stabilimento tedesco di Nokia a Bochum e dopo una lunga contesa tra l'azienda e i sindacati, il colosso dei telefonini ha deciso di mettere sul piatto 200 milioni di euro.

Questa cifra consentirà di rendere meno gravosa la situazione economica ai dipendenti dell'azienda che rimarranno senza lavoro.

Nokia come ben sanno i lettori di Punto Informatico ha deciso di chiudere Bochum perché produceva il 6 per cento dei prodotti Nokia contro un costo del lavoro pari al 23 per cento del totale dell'azienda. La rilocalizzazione delle attività in Romania consentirà di abbattere quel costo di quasi 10 volte.
Il governo del lander tedesco in cui si trova lo stabilimento ha chiesto a Nokia la restituzione di quasi 70 milioni di euro che erano stati assegnati all'azienda negli anni '90 come agevolazioni per l'attivazione dell'impianto e l'occupazione che questo avrebbe provocato nella regione. Nokia ha da subito chiarito di non avere alcun obbligo in tal senso e di non voler restituire alcunché di quella sommma.
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