Spam wireless, decide il marketing

di A. Massucci. La Direct Marketing Association americana vuole impedire che proposte commerciali non richieste raggiungano gli utenti di telefonia mobile. E propone il Listone

Roma - C'è da sperare che i soci della potente Direct Marketing Association (DMA) americana non solo sappiano quello che stanno facendo ma anche che lo facciano rispettando gli utenti di telefonia mobile. Perché dalle decisioni di un gruppo di industrie americane può dipendere, e non poco, quanto accadrà in Italia e in Europa.

La DMA ha infatti determinato che per il successo delle proprie iniziative commerciali, che vengono promosse come rispettose dell'utenza internet e di quella mobile, è necessario impedire che i telefonini siano bombardati da messaggi di spammer senza scrupoli. Quando questo avviene, e avviene in misura crescente proprio come già da anni accade sulla telefonia fissa, secondo le rilevazioni della DMA si producono effetti disastrosi, come la pioggia di accuse su aziende che in realtà operano in trasparenza.

Scopo nobilissimo, dunque, ma anche meta di difficile realizzazione. Per ottenere una sorta di "protezione totale", la DMA non ritiene sufficienti le leggi americane sulla privacy e ha dunque lavorato per identificare addirittura 280 milioni numeri di cellulare esistenti e futuri che dovranno essere "schermati" da messaggi pubblicitari.
Da quanto descritto si tratta di una sorta di listone "opt-out" che sarà poi dato in licenza alle singole imprese del marketing che potranno così evitare di commettere rischiosi errori, inviando proposte commerciali a utenti che non le hanno richieste. Il "Listone" sarà collegato ad un registro di riferimento per le imprese, continuamente aggiornato, che lo potranno adottare al prezzo di 500 dollari al mese.

Soluzione possibile? Forse, anche se dal novembre del 2003 gli utenti americani potranno trasferire su un unico numero mobile anche il numero del proprio telefono fisso di casa, una comodità che renderà impossibile distinguere il cellulare "da proteggere" dal telefono fisso, che non viene protetto dalle normative con la medesima efficacia...

E in Italia? Per il momento sono limitati i casi in cui gli utenti mobili si sono lamentati di indebito spam sui propri cellulari, casi di cui Punto Informatico si è occupato. C'è anche qualcuno che propone un listone italiano ma la speranza è che, almeno da noi, le normative sulla privacy garantiscano anche in futuro una sufficiente schermatura. Ogni scommessa è benvenuta.

Alberigo Massucci
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