Luca Annunziata

Il Bluetooth super-risparmioso

Bassi consumi e grandi capacità di trasferimento dati. È la magia di Wibree, il protocollo di trasmissione inventato da Nokia e ora pronto all'impiego in medicina

Roma - A due anni dalla sua nascita, la sua prima apparizione in un chip: è Wibree, la tecnologia di comunicazione senza fili a corto raggio derivata dal Bluetooth, inventata da Nokia. A mostrare un'anteprima di quello che un modulo ULP (ultra-low powered) sarà in grado di fare ha pensato la britannica CSR, in un convegno medico in terra lussemburghese.

Nato come un protocollo di trasmissione a bassa velocità, Wibree era poi stato integrato lo scorso anno nel più ampio consorzio che sovrintende allo sviluppo di Bluetooth: le due tecnologie sono perfettamente complementari, e la loro fusione ha dato vita ad un nuovo standard, chiamato appunto ULP, che ora - in perfetto orario rispetto alla tabella di marcia fissata - è pronto per invadere il mercato.

Quanto mostrato da CSR non è altro che un chip dual-mode, capace cioè di operare sia in modalità ULP che come ricetrasmettitore Bluetooth 2.1. Nel primo caso, tuttavia, invece di sfruttare tutti e 32 i canali normalmente impiegati nella trasmissione delle informazioni attraverso questa connessione wireless, un chip ULP si limita a sfruttarne solo 3. Questa variante, unita alla capacità di trasferire grosse quantità di informazioni in un brevissimo lasso di tempo, grazie ad una procedura semplificata di abbinamento tra ricevitore e trasmettitore, rende ULP molto più parco nei consumi e più rapido nel trasferimento dei dati.
Secondo i dati diffusi dall'azienda britannica, il chip appena presentato sarebbe in grado di consumare 10 volte meno di un esemplare della generazione precedente, e potenzialmente riuscirebbe a trasmettere le informazioni 50 volte più veloce di qualsiasi altro dispositivo fin qui prodotto. Per l'azienda, il primo settore a giovarsi di tanta grazia potrebbe essere quello degli strumenti elettromedicali: un pacemaker, ad esempio, potrebbe funzionare per 10 anni alimentato da una semplice pila a bottone, e il paziente potrebbe tenere sotto controllo il proprio cuore attraverso l'orologio da polso.

La commercializzazione dei nuovi chip è attesa entro la fine del 2008.

Luca Annunziata
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