Seagate punta il mirino sugli SSD?

Il celebre produttore di hard disk ha trascinato in tribunale un produttore americano di dischi a stato solido, contestandogli la violazione di diversi brevetti. C'Ŕ chi teme si tratti dell'inizio di una guerra legale agli SSD

Scotts Valley (USA) - Solo poche settimane fa il CEO di Seagate, Bill Watkins, aveva ventilato la possibilità che la propria azienda denunciasse alcuni dei produttori di dischi a stato solido (SSD) per la violazione di certi brevetti relativi allo storage. Detto e fatto. Nelle scorse ore l'azienda ha infatti annunciato l'avvio di un'azione legale nei confronti di STEC, un produttore californiano di SSD e altri dispositivi di memoria flash.

Seagate contesta a STEC la violazione di alcuni brevetti relativi alla correzione degli errori, ai sistemi di backup della memoria e all'interfacciamento dei dispositivi di storage con i computer. Il celebre produttore di hard disk non è sceso nei dettagli, limitandosi a dire che in passato avrebbe cercato, ma senza successo, di raggiungere un accordo con STEC. Secondo quanto riportato da DailyTech, però, quest'ultima negherebbe di essere mai stata contattata da Seagate in passato.

STEC bolla le accuse di Seagate come "assolutamente infondate", e afferma che quest'ultima avrebbe intrapreso la via del tribunale esclusivamente perché percepisce gli SSD come una incombente minaccia al proprio business.
Anche tra gli analisti c'è chi ritiene che questa causa potrebbe essere l'inizio di una campagna legale di Seagate contro i produttori di SSD. Campagna a cui potrebbe aderire anche Western Digital, una delle società che, insieme a Seagate, detiene più brevetti relativi alle tecnologie di storage.