Luca Annunziata

Ecocho, debutto a singhiozzo

Un motore di ricerca ecologico. Che devolve parte dei ricavi in favore della riforestazione. Ma in Italia, al momento, non funziona

Roma - Si chiama Ecocho ed è il primo motore di ricerca a zero emissioni. Niente filtro antiparticolato o energie rinnovabili: semplicemente Ecocho promette di piantare due alberi ogni mille ricerche effettuate attraverso la sua interfaccia. Peccato che, almeno in Italia, Ecocho al momento risulti non raggiungibile.

La pagina di errore visualizzata tentando di accedere alla versione italiana di EcochoA quanto pare il progetto, partito dall'Australia, non ha fatto i conti con il successo che avrebbe potuto ottenere. I domini ecocho.com ed ecocho.it al momento (ore 15:00) risultano entrambi irraggiungibili: al loro posto, il navigatore vedrà una pagina con la testata rossa (come quella mostrata nell'immagine), che lascia intendere che si sia verificato qualche problema con il dominio o con il traffico diretto sui server. Nella giornata di ieri, comunque, primo giorno ufficiale della versione internazionale di Ecocho, è già stato raggiunto il traguardo dei 60 alberi da piantare.

Come raccontato dai suoi creatori, Ecocho punta a raccogliere una percentuale significativa dei centinaia di milioni di ricerche che ogni anno vengono effettuate solo in Australia. Per non parlare, con il lancio delle nuove versioni in 13 lingue, di tutti gli accessi a Yahoo! e Google (i due motori più celebri di Internet e accessibili tramite l'interfaccia del motore ecologico) che vengono effettuati in tutto il mondo: raccoglierne solo una piccola parte potrebbe significare già molto.
Chi proprio non potesse fare a meno di provare a contribuire alla salute del pianeta, può in alternativa dare un'occhiata alla versione australiana del sito. In attesa che la localizzazione italiana ed internazionale torni in linea. (L.A.)
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