Alfonso Maruccia

Difesa randomica, il nuovo credo di L.A.

Sembra un gioco d'azzardo, e invece Ŕ un serissimo progetto per implementare meccanismi di sicurezza adeguati agli sfuggenti pericoli del nuovo terrorismo globalizzato

Roma - Può il principio dell'imprevedibilità trasformarsi nel migliore alleato delle forze di polizia preposte al controllo degli aeroporti USA? Secondo l'opinione del Teamcore Research Group, dell'Università della California del Sud, sicuramente sì. Sponsorizzato dal Department of Homeland Security statunitense, il team ha lavorato alla realizzazione di un sistema di gestione della sicurezza e delle emergenze randomizzato. Destinato a sfuggire alle capacità previsionali di eventuali nemici dello stato. Il suo primo terreno applicativo e all'aeroporto di Los Angeles.

Assistant for Randomized Monitoring over Routes (o ARMOR), questo il nome del progetto, è un software che tiene traccia di tutte le posizioni in cui avvengono controlli di routine ai passeggeri, ispezioni a sorpresa dei veicoli con il supporto, eventuale, del fiuto dei cani. In caso di possibili allarmi per attentati terroristici, le forze dell'ordine inseriscono i dati sugli obiettivi e il livello di rischio: il software li analizza e il risultato è una lista di probabili luoghi in cui andare a individuare le minacce estratta con un calcolo probabilistico basato su algoritmi matematici appositi.

Uno dei vantaggi di ARMOR sarebbe la sua apparente impermeabilità a eventuali attacchi di cracking e compromissione: anche qualora i terroristi riuscissero a mettere le mani sul sistema non potrebbero comunque a ricavarne il proverbiale ragno dal buco. "Persino se ottenessero il software e tutti gli input - sostiene Tambe - sarebbe come lanciare 50 dadi e voler prevedere la combinazione con cui mostreranno le facce".
La sicurezza dovrebbe insomma aumentare, e ARMOR servire a rispondere con maggiore efficacia - e in sostanza ad armi pari - all'imprevedibilità dell'agire dei terroristi. Il sistema è stato finora testato su un periodo di trial di sei mesi presso il Los Angeles International Airport (LAX), e gli ufficiali sono stati soddisfatti del risultato al punto da aver autorizzato l'installazione permanente del software nella struttura.

"Quello che l'aeroporto stava facendo non era realmente statisticamente casuale; semplicemente si mischiavano le cose insieme" ha dichiarato il professor Milind Tambe, il professore della UCS che è uno dei principali artefici di ARMOR. "Quello che hanno adesso è una reale randomizzazione sistematica" continua Tambe, la cui collaborazione con Praveen Paruchuri ha portato infine allo sviluppo del codice alla base del sistema.

Le possibilità offerte da ARMOR sembrano attirare le dovute attenzioni da parte degli specialisti della security USA in epoca Bush jr., e, secondo quanto afferma il professor Tambe, nuovi soggetti interessati si sono fatti avanti inclusi altri aeroporti, agenzie governative e società private.

Alfonso Maruccia
11 Commenti alla Notizia Difesa randomica, il nuovo credo di L.A.
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  • Con tutti quelle inutili richieste continue quando cerchi di installare software o fare qualsiasi altra cosa i terroristi si rompono le scatole e lasciano perdere.
    non+autenticato
  • Lo sanno tutti che chiunque non segua la politica usa diventa un terrorista: è la cosa più prevedibile del mondo
    non+autenticato
  • quando serve un pretesto per un'invasione, ecco l'attentato

    quando ci sono elezioni e é in vantaggio una parte sgradita, ecco l'attentato ( o il video con terroristi già morti, ora con barba ora senza, tinti con l'hennè, manca solo con una cotoletta di maiale in mano)

    quando c'é da accontentare una componente xenofoba di un governo, ecco gli arresti di attentatori in fieri con prove dichiarate inoppugnabili tipo gatorade o piantine di stazioni fs (rilasciati poi in sordina con tante scuse per l'errore)

    quando c'é da mettere una contro l'altra le componenti di una nazione invasa in corso di ricomposizione etnica, ecco gli attentati

    più prevedibili di così...
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonymous
    > quando serve un pretesto per un'invasione, ecco
    > l'attentato
    >
    > quando ci sono elezioni e é in vantaggio una
    > parte sgradita, ecco l'attentato ( o il video con
    > terroristi già morti, ora con barba ora senza,
    > tinti con l'hennè, manca solo con una cotoletta
    > di maiale in
    > mano)

    Wow, tu si' che sei figo, queste cose le hai lette sul sito di Giulietto Chiesa?
    non+autenticato
  • Questo e' l'ennesimo sistema che non verra'utilizzato da nessuno,ma che serve solamente a dimostrare che l'amministrazione usa sta facendo il massimo per sconfiggere il problema del terrorismo e quindi che il pericolo di attacchi terroristici e' piu' vivo che mai.
    Non penso che il terrorismo sia un problema cosi' grave cosi' come viene descritto. L'amministrazione usa ha convenienza a sostenere tutta la sua gravita' in quanto devono tener viva in ogni modo la paura della gente e per farlo usano lo spauracchio del terrorismo. Tenendo la gente impaurita possono restringere la loro libertà,in nome di una falsa maggior sicurezza [ma c' e' chi dice che chi rinuncia alla libertà per una maggior sicurezza non merita ne libertà ne sicurezza]. Varare nuove leggi per restringere le libertà individuali e' un lucroso business e diminuisce il pericolo che la gente si ribelli. Inoltre la paura costante di essere in pericolo e' stata creata artificiosamente con il crollo delle torri gemelle (avvenuto secondo me,non per colpa di terroristi,ma su progetto voluto dall'amministrazione usa stessa) con lo scopo principale di attaccare l' iraq (per prendere il possesso del suo petrolio,non per cacciare saddam accusandolo di possedere armi di distruzione di massa...infatti non e' mai stato provato che lui le avesse,anzi l'amministrazione usa si e' anche scusata di aver sostenuto una tesi fasulla,e guarda caso lo ha fatto quando l' iraq era saldamente nelle loro mani...) e chiedere agli stati europei di partecipare a suddetto attacco,in quanto se non lo avessero fatto,anche loro sarebbero stati colpiti dai terroristi,e poi qualche grande papavero statunitense ha detto che l' europa era in debito con gli usa in riguardo alla seconda guerra mondiale,quando e' stato grazie a questi ultimi che l' europa ha ritrovato la sua libertà. sapendo questo,come avrebbero potuto rifiutare agli usa l'appoggio nell'attacco dell' iraq ?
  • Condivido questo e altri discorsi simili se non per un particolare vitale, i terroristi sono pericolosi. Non politicamente, visto che proprio come per le BR alla fine servono piu' al loro nemico che a quelli che dicono di difendere. Ma lo sono praticamente, nel senso che un attentato e' sempre dietro l'angolo e quando capita la gente rilegge i vostri discorsi e li rifiuta solo perché avete sottovalutato un singolo dettaglio.

    Il discorso da fare è: il terrorismo per definizione vuol ottenere risultati dal terrore. Ebbene l'unico risultato dev'essere la cattura dei responsabili. esecutori, mandanti. Punto. Perché se si accettano o propugnano conseguenze di qualsiasi altro tipo, guerre, poteri straordinari, ritorsioni, il terrorismo diventa una leva formidabile.
    Nelle mani o di fanatici o di qualcuno abbastanza furbo da usarli per la propria agenda.
    non+autenticato
  • 1) sono piu' terroristi quelli che cercano di imporre la loro democrazia che fa acqua da tutte le parti agli altri con la forza o coloro che cercano di difendere la loro identita' nell'unico modo che gli rimane,cioe' il terrorismo,visto che uno scontro diretto per difendere il loro territorio dall'invasione non e' possibile ?

    2) e' vero che gli attentati sono dietro l'angolo,perche' nei paesi arabi conquistati ci sono delle etnie che ancora non si rassegnano ad essere assimilate,ma penso che questo problema sia sopravvalutato apposta dall'amministrazione usa,proprio per una ben congegnata strategia del terrore messa su dall'amministrazione bush che serve per legittimare in anticipo ogni azione di controllo dei territori che sono stati conquistati. La mia tesi si tiene in piedi,se pensi che i veri responsabili degli attentati,tipo bin laden,non sono mai stati presi,anzi e' da un bel po' di tempo che non se ne parla nemmeno piu'.
  • questo post l'ho già letto..6 per caso anti-americano? comunque credo che questi software siano inutili; l'uomo crede in questo modo di avere tutto sotto controllo, ma non sarà mai così, l'imprevedibilità esisterà sempre...
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    Modificato dall' autore il 18 aprile 2008 08.54
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  • Caro quasi omonimo, l'obiettivo del progetto descritto non è "acvere tutto sotto controllo", ma cercare di ovviare ad un problema da sempre insito in qualunque sistema di controllo: la prevedibilità.
    Se neanche io so quale percorso prenderò per raggiungere una destinazione, nessun'altro potrà prevederlo. In linea di principio è un metodo che rende estremamente difficile prevedere le mosse dell'avversario.
    Ovviamente, nn risolverà il problema, ma è un passo avanti rispetto ai ridicoli controlli fissi che posso studiare per mesi fino a inventare soluzioni per evitarli.
  • hahaha mi viene da ridere al pensiero...i terroristi che usano un software come quello dei paladini della gustizia,cosi' gli uni attaccano a casaccio luoghi protetti a casaccio sperado che casualmente non ci si becchi.
    Fico...
    Oltretutto le decisioni prese A CASO sono si non prevedibili ma anche facili all'errore.
    Rischi di fare le cose sbagliate proprio nel momento in cui le dovresti fare usando l'intuito e l'esperienza.
    Comnque faccio notare che in usa dopo l'11 settembre non ci sono stati altri attentati,a cosa lo dobbiamo?A Bush? o forse solo al fatto che quello se lo sono preparato per anni?
    E il prossimo SE lo faranno sicuraente sara' ancora una volta talmente ben studiato da far saltare qualsiasi RANDOMIZZAZIONE.
    non+autenticato