Giovanni Arata

Italia, quale innovazione nelle Università?

Prima inchiesta di Punto Informatico sullo stato dell'e-didattica. L'Italia messa a confronto con il contesto internazionale. Il MIT fa scuola in mezzo mondo, e gli atenei italiani? Gli studenti parlano di periferia dell'innovazione

Italia, quale innovazione nelle Università?Roma - In principio furono i corsi del Consorzio Nettuno: andavano in onda nel cuore della notte sulle reti televisive nazionali, con riprese a camera fissa, ed offrivano lezioni di materie scientifiche svariate sotto la guida di docenti dall'aria arcigna, e spesso un po' grigia. Eravamo negli anni Ottanta, allora, e nella maggior parte delle case non c'erano personal computer né portatili né, tantomeno, internet. Le università erano le Università, e parlare di "formazione a distanza" appariva ancora come un divertimento per intenditori, o una semplice provocazione.

Da allora, però, molte cose sono cambiate. Le università si sono trasformate, esplorando nuove modalità educative e diversificando la propria offerta didattica; nuovi attori si sono affacciati sul mercato della formazione, facendo una concorrenza spesso serrata alle istituzioni tradizionali. Ma, soprattutto, l'innovazione tecnologica ha stravolto gli schemi educativi più consolidati, moltiplicando gli strumenti e le possibilità a disposizione di docenti e discenti: la formazione a distanza (FAD), fusa e disciolta nel frattempo nel più moderno "elearning", è divenuta realtà, ed oggi costituisce un dato acquisito a (quasi) tutte le latitudini.

Ai giorni nostri, allora, è normale trovare online i materiali didattici di istituzioni accademiche come il MIT di Boston o l'Università di Berkeley, e non appare strano che i docenti invitino i propri studenti a imparare la scrittura attraverso i blog, o a risolvere collaborativamente i quesiti attraverso wiki. Allo stesso modo, non desta meraviglia che grandi player tecnologici come IBM e Google investano robustamente in progetti didattici congiunti con le università o commissionino loro il design e lo sviluppo di piattaforme e-learning integrate.
Negli USA, tutte le università combinano sempre più spesso l'insegnamento in presenza con moduli online. La norma è impiegare i tool e le piattaforme di elearning come supporto per la didattica tradizionale (c.d. enhanced learning), ma si affermano anche esperienze di didattica mista (lezioni in presenza più lezioni a distanza, c.d. blended learning), e si accresce parallelamente anche l'offerta di corsi di laurea interamente online. Secondo il Survey 2007 dello Sloan Consortium, nel 2006 almeno 3,5 milioni di studenti hanno seguito almeno un corso online (+10% rispetto all'anno precedente) e il numero di iscrizioni alle lauree a distanza continua a crescere impetuosamente. Gli atenei trovano nell'offerta FAD la possibilità di entrare in contatto con fasce di "mercato" diversamente non raggiungibili (anziani, disabili, lavoratori più o meno giovani, detenuti), mentre i discenti apprezzano soprattutto gli aspetti di flessibilità e modulazione dei corsi a distanza, che consentono loro di conseguire il titolo di studio senza abbandonare il proprio lavoro o la propria casa (tranne ovviamente per gli esami, tenuti presso la sede universitaria).

In secondo luogo, come accennato sopra, molte università statunitensi hanno cominciato a rendere liberamente disponibili online porzioni o versioni integrali dei loro cataloghi di materiali didattici, secondo la logica dell'Open Access. Con OpenCourseWare (OCW), forse la più nota tra le iniziative di questo tipo, il Massachussets Institute of Technology mette a disposizione di ogni navigatore internet del mondo i documenti (testi, audio, video, slide) relativi a tutti i 1800 corsi del proprio catalogo formativo. OCW viene visitato ogni mese da circa un milione di utenti unici (il 61% dei quali non statunitensi) e fa proseliti in ogni parte del mondo: nel 2006 si contavano 70 mirror sites da tutti i continenti, e molte università impiegano oggi la piattaforma dell'MIT per pubblicare i propri materiali.

All'interno dell'Unione Europea, la Commissione punta con convinzione sull'elearning per raggiungere i cosiddetti "Obiettivi di Lisbona" e promuovere il molto pubblicizzato "apprendimento continuo" (LifeLongLearning) in tutti i paesi aderenti. In un recente seminario virtuale tenuto presso il Consiglio d'Europa, alcune delle realtà europee più progredite nel settore hanno portato la propria esperienza, raccontando di come operino e di come stiano attrezzandosi di fronte alle nuove sfide poste dalle reti sociali del c.d. "web 2.0". Troviamo così che nel vecchio continente si affermano esperienze ormai consolidate di università a distanza, come la britannica Open University che "serve" 150.000 iscritti e sta sul mercato da oltre 12 anni. Ma ci sono anche Atenei tradizionali (la FernUniversität di Hagen e la Università di Lòdz sono due esempi) che si sono già attrezzati per rendere disponibili online i loro materiali didattici, riorganizzare le modalità di svolgimento delle lezioni, offrire corsi di laurea online.

In Finlandia (fonte: ELUE Report) lo stato investe ogni anno 9 milioni di euro per lo sviluppo di progetti elearning universitari, e i 21 atenei del paese si sono riuniti in un consorzio (la Finnish Virtual University) per gestire al meglio esigenze e risorse disponibili. In Francia, d'altra parte, molte istituzioni universitarie hanno "fatto rete" in "campus digitali" consortili (fonte: ELUE Report) per impiegare al meglio i fondi statali e sviluppare insieme nuovi progetti sulle frontiere della FAD.
40 Commenti alla Notizia Italia, quale innovazione nelle Università?
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  • CNU - FIRENZE- “ CULTURA e INNOVAZIONE: LA UNIVERSIITA’ PER IL SUPERAMENTO DELLA CRISI”
    Il Convegno Convegno CNU del Venerdi’ 23 Marzo 2009 c/o Aula Magna Polo Scientifico di Sesto F.no , impostato sul tema generale della CREATIVITA’ ed INNOVAZIONE ,vuol essere una occasione di ampio confronto sul futuro della Universita' per comprendere come superare la crisi, innovando la Universita’, contro lo scetticismo contemporaneo sulla capacita della scienza e della cultura nell' ideare opere nuove per nuove esigenze. A tal fine il convegno vertera' sulle " Linee culturali e sindacali e culturali per il superamento della crisi di sistema delle Universita' volendo rilanciare , nell' Anno Internazionale Galileiano 2009, una rinnovata sfida per l’ innovazione e creativita’ allo scopo di individuare le strategie piu’ consone a governare i cambiamenti economici, sociali, scientifici e culturali del III Millennio.
    Scaletta preliminare del programma di interventi .
    9.30 - Apertura . Saluto Autorita' ( Antonio Bianchi, Direttore Dip.Chimica + altre autorita invitate )
    Prevista relazione MIUR –PON- Ricerca- Comunicazione.
    INTEVENTI ( ½ ora ciascuno)
    MATTINA 23 / MARZO/ 2009 ( or 10.30 – 13.00 )
    1) Tito Arecchi : ( Istituto Nazionale di Ottica Applicata-CNR & Universiita Firenze )
    “GALILEO NELLA UNIVERSITA del III MILLENNIO”
    2) Vito Cappellini : (Ingegneria elettronica Universita Firenze Co-Chairman of the EVA group)
    “Scienza ed Arte nella Economia della Conoscenza”
    3) Paolo TargettiTristePresidente Accademia di Belle Arti di Firenze)
    “Incontro Universita’ Impresa… missione impossibile ? “
    4) Vincenzo Vecchio : ( Presidente CNU-Firenze- Agraria Universita di Firenze)
    “Fondazioni Universitarie : CNU - gruppo di ricerca sul tema “
    5) Alberto del Bimbo –( Ingegneria Informatica Universita Firenze )
    “Il trasferimento dell’ innovazione tecnologica in una moderna Universita’ “

    ORE 13.30 – Pranzo dei relatori al Faculty Club



    - Pomeriggio (15.30 - 18.00 )

    6)- Francesco Pavone- ( Fisica applicata -Biotecnologie- Universita di Firenze )

    “Punti di forza e di debolezza della Universita Italiana : ricerca di base o ricerca applicata”

    7) -Vincenzo Schettino ( Chimica Fisica Universita di Firenze )

    “Sistemi efficaci di valutazione della efficienza ricerca “



    8) – Sandro Rogari -( Scienze Politiche Universita' di Firenze -Prorettore alla Didattica )

    “Analisi critica dell' attuale modello di formazione e nuovi modelli di alta professionalita “

    9) Paolo Manzelli -( Responsabile CNU – Immagine e Relazioni )

    “Ruolo della Universita nella societa della conoscenza per la innovazione e lo sviluppo”

    10)– Riccardo Nencini – Presidente Consiglio Regionale della Toscana
    “Proposte politiche per il rinnovo della Universita' Pubblica” .

    P.S. - 0re 21.00 - CENA Sociale CNU – tema : MUSICA E VINO

    - Sono richieste e sollecitate collaborazioni ed adesioni alla iniziativa : Ref. pmanzelli@gmail.com


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    PAOLO MANZELLI
    Director of LRE/EGO-CreaNet – University of Florence
    DIPARTIMENTO DI CHIMICA ,
    POLO SCIENTIFICO 50019 -SESTO F.no- 50019 Firenze- Via Della Lastruccia 3 -room: 334: Phone: +39/055-4573135 Fax: +39/055-4573077
    Mobile: +39/335-6760004
    E-mail: LRE@UNIFI.IT ;
    pmanzelli@gmail.com
    http://www.wikipazia.org
    http://www.egocreanet.it/Postnuke/html/
    http://blu.chim.unifi.it/group/education/index.htm...
    http://www.edscuola.it/lre.html
    http://www.egocrea.net/

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    non+autenticato
  • Anche L'Ateneo di Chieti da tempo è presente con i corsi online.


    http://www.unidav.it
    non+autenticato
  • http://www.laureaonline.polimi.it/
    Tra i primi in Italia.

    A proposito, se qualcuno pensa che bisogna andare all'università per sapere cosa è RSS o Ajax, o non ha capito cosa si studia in università, o non sa cosa è RSS e Ajax. Da noi si studia duro. Per gli altri c'è sempre il CEPU.
    non+autenticato
  • Qualcosa di bello ed utile si fa anche in Italia ed all'insegna dell'Open Access. Nessuno ci avrebbe scommesso una lira, ma nella città della spazzatura c'è un gioiellino di nome Federica (federica.unina.it), ci hanno lavorato giovani laureati con dedizione grandissima. La versione 2.0 sarà pronta a settembre con con oltre 120 corsi, nuovi materiali ed opzioni
    non+autenticato
  • si la mano amicaA bocca aperta itaGlia = pattume = scoria del mondo
    non+autenticato
  • Sì. Finalmente anche in Italia si muove qualcosa. Io quest'anno sono riuscita a seguire i corsi grazie al sito e-learning della mia università. La Federico II di Napoli. Il sito http://www.federica.unina.it/ ha materiali predisposti direttamente dai docenti e, grande e apprezzata novità, è tutto open access!
    La cosa bella è che chiunque può collegarsi per giungere ad informazioni scientificamente corrette ed orientarsi nel mondo universitario.
    non+autenticato
  • Mi pare una fotografia abbastanza realistica della situazione, anche se il titolo è sbagliato: sarebbe più adatto "innovazione didattica nelle Università".
    Riguardo le possibili giustificazioni, il fatto che l'Italia rispetto agli altri paesi sviluppati investa una briciola del PIL in università non è certo indifferente.
    non+autenticato
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