Andersen, schiaffo alla RIAA

La mamma anti-RIAA decide di rinunciare alle accuse di ricatto e minacce, ma riparte con quelle di associazione a delinquere

Roma - Tanya Andersen, protagonista del più importante procedimento legale che coinvolge le major della discografia statunitense (RIAA) e un cittadino privato, ha deciso di cambiare le carte in tavola.

Vista la difficoltà di far passare le proprie accuse alla RIAA, quelle in particolare di costituirsi come associazione criminale dedita ad una serie di attività illegali tra cui il ricatto, Andersen avrebbe deciso di rinunciare ad alcune di queste.

Nello stesso tempo, sarebbe pronta a far partire nuove denunce che disegnano RIAA come associazione a delinquere e che accusano le major di aver abusivamente intentato procedimenti legali fumosi.
L'offensiva della Andersen è legata alla sostanziale assoluzione della donna in un giudizio precedente: è quella sentenza che le ha dato il "carburante" per tentare di rivalersi sulla sua accusatrice, RIAA appunto.