Gabriele Niola

WebTheatre/ Video, quei premi sono superati

di Gabriele Niola - Il fatto è che il video online vive (e soffre) dell'overload informativo che affligge qualsiasi altro contenuto in rete, e questo rende molto più complesso seguire tutto ciò che esce e trovare i filmati più meritevoli

Roma - Il mondo delle premiazioni, quelli che gli americani genericamente chiamano "awards", rimane sempre un passo indietro rispetto alla realtà dell'evolversi di ciò che dovrebbe premiare. Non fanno eccezione in questo senso i Webby Awards, quelli che il New York Times con non poca semplificazione chiama "gli oscar della rete", premi che dal 1997 ormai sono annualmente dati alle figure e agli exploit più rilevanti della rete. Da qualche anno naturalmente i Webby Awards hanno cominciato a prevedere anche una sezione per il video.

CelebutantesIl problema però è che le categorie sono quanto di più inefficace e ritardatario sia possibile. Non solo i premi (per la sola sezione video) sono tantissimi, ma sono anche spesso molto poco definiti, categorie come Short Comedy o Reality da sole potrebbero comprendere l'80% di tutto ciò che è in rete, ma sono anche riempiti con contenuti molto arretrati.
Un paio di esempi valgano per tutto: a vincere nella sezione Animation è stato 30 seconds Bunnies, una serie di video umoristici che fanno il riassunto dei film più famosi in pochi secondi con dei conigli come protagonisti, una serie che fu un prodotto sensazionale anni fa e il cui linguaggio è superato. O ad esempio, nella sezione Drama Series la scelta del pubblico è stata Lonelygirl15. Ancora. E non che il vincitore ufficiale della categoria sia meglio!

Si tratta di West Side ed è un altro ottimo esempio di cosa non vada con i premi come i Webby. Si tratta di una serie per la rete molto recente come produzione che parte da uno spunto interessante: raccontare una storia western metropolitana moderna con un occhio all'estetica (un bellissimo bianco e nero saturo e contrastato), ma poi lo fa con dei tempi da cinema autoriale e con una durata sovradimensionati per internet. Già seguire un solo episodio è un'impresa. E questo sarebbe il vincitore, cioè non ci sarebbe di meglio.
Il fatto è che il video online non è qualcosa che può essere trattato come gli Oscar, dove si premia o il più amato dal pubblico o il prodotto più autoriale tra quelli amati dal pubblico (cioè tra quelli che hanno incassato di più), il video online vive (e soffre) dell'overload informativo che affligge qualsiasi altro contenuto della rete, e questo rende molto più complesso seguire tutto ciò che esce e trovare i filmati valevoli un premio. Lo sanno bene quelli di YouTube che con i loro Awards ogni anno arrancano ma in virtù del fatto che loro SONO il video online e che chiunque deve passare attraverso la loro piattaforma, riescono comunque a portare in rete una serie categorie e di materiale valevole.

I Webby Awards invece, nati troppo tempo fa in un'epoca in cui internet non era ciò che è adesso, non riescono a rendere conto della realtà del mutare dei contenuti della rete. Una cosa come Celebutantes non troverebbe mai lo spazio che merita eppure è tra i prodotti migliori dell'anno passato.
Si tratta di una miniweb serie di 4 episodi che ha fatto da trailer per il lancio di un omonimo libro con una produzione di primo piano che ha visto dietro la macchina da presa McG, il regista di "Charliès Angels più che mai". È un ottimo esperimento che allarga il concetto (già esistente) di trailer di un libro e comincia a mischiare seriamente il linguaggio del cinema con quello della rete, partendo stavolta dal cinema. I 4 episodi sono infatti diretti come parti di un film, solo con qualche piccolo aggiustamento per la rete, più che altro relativo alle inquadrature, il resto infatti (montaggio, fotografia, scene, musiche, dialoghi ecc. ecc.) è tutto da cinema puro.

Altra ottima opera che non poteva trovare spazio sui Webby Awards, ma che è uno degli indicatori più importanti per capire dove stiamo andando e in quale fase ci troviamo dell'evoluzione del video online, è Viralcom, una web serie che costituisce il primo prodotto di Studio 2.0, la neonata sezione di Time Warner dedicata unicamente alla produzione di video online.
Viralcom racconta della vita immaginaria di uno studio di produzione che realizza i video virali, vi compaiono molte "star" diventate tali con i viral video (come Tay Zonday di Chocolate Rain), e si pretende che ciò che vediamo e pensiamo sia UGC in realtà sia un'abile costruzione a tavolino di una casa di produzione. Più facile da vedere che da spiegare, il risultato è a tratti molto divertente e soprattutto è il primo prodotto che riflette sul mezzo stesso, cioè il web video che comincia a fare considerazioni sul web video. Per fare un paragone con un vecchio medium, si può dire perchè la televisione arrivasse alla neotelevisione (cioè la tv che mette in scena e riflette su se stessa) si è dovuto aspettare 45 anni quando nel 1989 è nato Blob.

CELEBUTANTES EPISODIO 1


VIRALCOM EPISODIO 1


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