Gaia Bottà

Zune base di lancio per i nuovi filtri DRM?

Polemiche negli Stati Uniti per i contenuti dell'accordo NBC-Microsoft. La prima evidenzia: sì, stiamo parlando di filtri. La seconda rettifica: no, non proprio, ma quasi

Roma - Zune si gioca la carta delle serie TV, Microsoft tenta di invogliare gli utenti a scegliere il lettore made in Redmond dispensando Battlestar Galactica e SpongeBob ai propri utenti attraverso il proprio store online. Ma una fuga di notizie potrebbe funestare le ambizioni di BigM: NBC ha sommessamente dichiarato che sta lavorando a fianco di Microsoft per sviluppare delle tecnologie di filtering che potrebbero permettere solo la fruizione di contenuti acquistati legalmente.

L'asso nella manica di Redmond, nel quadro del lancio dei nuovi contenuti presso lo Zune Marketplace, sembra essere il patto negoziato con NBC. La media company si era negata ad Apple, non aveva rinnovato l'accordo con cui metteva a disposizione su iTunes Store il proprio nutrito catalogo di serie, privando Apple del 30 per cento dei download di materiale preso in prestito dalla tv. Le motivazioni? NBC chiedeva una più attenta protezione dei contenuti da parte di utenti troppo inclini a sfruttarli, pretendeva che Cupertino sborsasse all'ingrosso cifre proporzionate al successo dei prodotti.

Microsoft potrebbe essersi dimostrata più accondiscendente, pur di catturare l'attenzione di potenziali utenti di uno Zune che ancora naviga a vista: Redmond sembra disposta a sobbarcarsi i costi aggiuntivi richiesti da NBC senza farli pesare sugli utenti. Anche sul fronte della protezione dei contenuti pare che Microsoft abbia deciso di collaborare: Jean-Briac Perrette, dirigente della media company intervistato dal New York Times, si è lasciato sfuggire che le due aziende stanno discutendo di "tecnologie di filtering che permettano di riprodurre contenuti acquistati legalmente e di non riprodurre contenuti ottenuti illegalmente". Si tratterebbe di sviluppare per Zune dei filtri antipirata analoghi a quelli invocati dall'industria dei contenuti e implementati dai portali di video sharing, Soapbox incluso, per individuare il materiale protetto da copyright postato dagli utenti.
Microsoft, in un primo momento, ha alimentato i sospetti. Il New York Times parafrasa le parole del messo di Adam Sohn: il portavoce ha spiegato che Microsoft, bersagliata dalla pirateria, è empaticamente vicina all'industria dei contenuti, e che, sì, si sta esplorando questo tipo di soluzione che potrebbe non consentire agli utenti di rivedere su Zune programmi attinti alla tv.

Ma se NBC crede nel fatto che questo tipo di misure antipirata "nel breve termine possano inimicarsi qualche utente" ma che a lungo andare il consumatore comprenderà che "per fruire di contenuti di valore e per fare in modo che il business sia sostenibile c'è bisogno di sistemi che li proteggano", Microsoft si è affrettata a rettificare.

"Non abbiamo in programma né abbiamo intenzione di implementare nuovi tipi di sistemi di filtering dei contenuti sui prodotti Zune nel quadro dell'accordo di distribuzione di contenuti stipulato con NBC": queste le parole comparse su un post del blog Microsoft Zune Insider. Zune, spiegano gli analisti, deve ancora crearsi un mercato.

Gaia Bottà
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