Supercomputer, SGI e NASA inseguono il petaFLOPS

Le due partner stanno lavorando ad un nuovo supercomputer Linux che fornirà quasi 250 teraFLOPS di potenza elaborativa e getterà le basi per i futuri monster di calcolo di classe petaFLOPS

Roma - NASA ha nuovamente scelto SGI per costruire il suo prossimo supercomputer. Si tratterà si un sistema da oltre 20mila core che sarà utilizzato, fra le altre cose, per simulare e pianificare le prossime missioni spaziali, inclusa probabilmente quella su Marte.

Il nuovo supercomputer, che apparterrà alla linea Altix ICE di SGI, si baserà sui processori Xeon di Intel e sarà in grado di fornire una potenza di calcolo di 245 teraFLOPS: performance che, nell'attuale classifica Top500 dei supercomputer più veloci al mondo, lo collocherebbe al secondo posto dietro il BlueGene/L da 478 TFLOPS di IBM.

Il nuovo Altix sarà poi costituito da oltre 20,8 TB di memoria RAM, all'incirca equivalente a quella di 10mila PC desktop, e da 450 TB di spazio disco, sufficiente - secondo SGI - per archiviare una mole di informazioni cinque volte maggiore rispetto a quella contenuta nella Library of Congress americana.
Il "cervello" software del monster di calcolo sarà SUSE Linux, il cui kernel è stato appositamente modificato da SGI per gestire i 1.204 processori Xeon di cui è formato. SGI afferma di aver già rilasciato le modifiche agli sviluppatori di Linux, in modo che queste possano essere implementate nelle future release del software.

The Register suggerisce che il nuovo supercomputer di SGI potrebbe essere il primo frutto del progetto Pleiades, una iniziativa con cui NASA, SGI e Intel stanno sviluppando le tecnologie necessarie per realizzare supercomputer di classe petaFLOPS già entro la fine del 2009.

Il nuovo supercomputer di SGI affiancherà il precedente modello di Altix utilizzato da NASA, il Columbia: un sistema tuttora in attività che, nell'anno in cui fu reso operativo, il 2004, conquistò la vetta della Top500. Il fatto che Columbia fosse basato su processori Itanium, e il nuovo Altix su chip Xeon, sembra confermare la scarsa competitività di Itanium nei confronti delle CPU x86 anche in un settore di nicchia come quello dell'high performance computing.
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