Gaia Bottà

Questi robot hanno un cervello di insetto

Reagiranno agli stimoli ambientali, apprenderanno sulla base dei propri errori. Un progetto finanziato dall'Unione Europea

Roma - Si muoveranno agili nell'ambiente, reagiranno a suoni, ostacoli, a qualsiasi tipo di stimolo. Analizzeranno i propri comportamenti e svilupperanno le migliori strategie per far ticchettare le loro zampette robotiche nella maniera più efficiente. Sono i robot in fase di sviluppo nel contesto dei progetti SPARK e SPARK II: finanziati dall'Unione Europea, si alimentano della partecipazione di numerose aziende e atenei, fra cui l'Università di Catania.

Gregor IIII ricercatori si sono concentrati sullo studio del funzionamento del cervello degli insetti: i robot di SPARK ne ricalcheranno le dinamiche, saranno dotati di sistemi cognitivi artificiali che consentiranno loro di reagire all'ambiente che li circonda, di apprendere dettagli sulla realtà e di adattarsi ad essa a partire dagli stimoli che li colpiscono.

Ad animare i robot, l'architettura software SPARC: consentirà alle macchine di delineare dei pattern in grado di classificare e analizzare il mondo a partire dalle percezioni visive, uditive e tattili raccolte dai sensori con cui saranno equipaggiate. Muovendo da questi schemi, i roboinsetti trarranno delle risposte comportamentali, a loro volta analizzate dal software che li anima: sulla base di questi dati i robot potranno portare a termine dei compiti via via più complessi adattandosi al meglio alle condizioni ambientali nelle quali sono immersi.
Le applicazioni? Ancora non sono state definite: il progetto proseguirà fino al 2011 e finora si parla di far intervenire i robot in aree poco ospitali per gli esseri umani, di impegnarli in missioni di salvataggio e di pattugliamento. (G.B.)

(fonte immagine)