Alfonso Maruccia

Spagna, arrestati i defacer latitanti

Hanno messo a nudo decine di migliaia di siti web, ma l'aver toccato il portale di un noto partito politico spagnolo è risultato fatale: la polizia li ha braccati e infine arrestati in 4 diverse città del paese

Roma - Il defacing, l'arte del vandalizzare pagine web per i motivi più diversi, è talvolta condotta dalle crew di defacer senza un preciso scopo. Il gruppo spagnolo "D.O.M Team" ne ha invece fatto una vera e propria impresa industriale: in due anni i cracker sono riusciti ad attaccare circa 21mila siti web. Nei giorni scorsi sono però stati arrestati dai cybercop iberici.

È stato sgominato uno dei gruppi più attivi nel settore, sostiene la polizia spagnola, composto da cinque membri: due di loro sono minorenni, di 16 anni, e gli altri di 19 e 20 anni. Ricco e variegato il bottino dei ragazzi, che nel corso del tempo hanno fatto breccia nella sicurezza di siti ospitati negli USA, in America Latina e Asia.

Tra i casi più clamorosi il gruppo conterebbe il defacing del portale della NASA, la società nazionale di telecomunicazioni venezuelana e l'operatore spagnolo Jazztel. Scorribande non confermate né smentite dagli agenti spagnoli, che si limitano a fornire pochi, essenziali dettagli sulla vicenda.
Il punto di non ritorno nei confronti delle autorità, o per dirla con CrunchGear il pestaggio dei piedi sbagliati, il D.O.M. Team lo ha raggiunto il marzo scorso, quando ha imbrattato il codice del portale del partito politico Izquierda Unida all'indomani delle elezioni nazionali del 9 marzo. Da quel momento in poi i ragazzi sono stati braccati, individuati e infine arrestati nelle città di Barcellona, Burgos, Malaga e Valencia.

In contatto l'un l'altro solo attraverso la Rete, i defacer avevano rapporti anche con altri gruppi in America Latina e altrove, sostiene la polizia. Raggiunti dal quotidiano di Madrid El Mundo in occasione dello squatting del sito a sfondo politico, i ragazzi hanno tenuto a precisare di non considerarsi delinquenti, quanto semplici appassionati di tecnologie informatiche con una forte predilezione nel mettere a nudo, a vantaggio degli amministratori, le vulnerabilità dei siti web presi di mira. Una tesi che con ogni probabilità tenteranno di far valere anche in tribunale.

Alfonso Maruccia
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