Dario Bonacina

Spiati al supermercato, col cellulare

Un sistema di rilevazione dei segnali di telefonia mobile permette di tenere sotto controllo gli spostamenti di un cliente all'interno di un negozio. Una minaccia per la privacy? Non necessariamente

Roma - Conoscere le preferenze dei consumatori è un grande vantaggio per chi si occupa di commercio. Poterle monitorare può essere ancora più importante. La Grande Distribuzione Organizzata lo sa bene e oggi ha un'arma in più per profilare i propri clienti: il loro cellulare.

Chiunque si rechi a fare la spesa portandosi appresso il telefonino sa di essere reperibile. Ma crede di esserlo per i propri parenti, amici, colleghi, conoscenti, e per tutti coloro a cui il numero telefonico è noto. Non immagina che il fidato e riservato cellulare, portato nel taschino o in borsa, potrebbe essere utilizzato all'interno di un negozio o di un supermercato per controllare i suoi spostamenti.

Si tratta di un sistema di localizzazione e profilazione sviluppato da Path Intelligence: in un punto vendita vengono installati alcuni rilevatori che consentono - fin dall'ingresso di un nuovo utente nel locale - di censire gli utenti e di seguire gli spostamenti di ciascuno, per controllare che percorso segue e presso quali scaffali si sofferma. E di elaborare conclusioni relative, ad esempio, ai prodotti che suscitano più interesse e a quelli ignorati.
Allargando l'applicazione di questa tecnologia ad un centro commerciale, si può capire quali esercizi catturano maggiormente l'attenzione dei clienti, quanti clienti sono presenti nell'area in un certo orario, e così via.

Il cliente, spiega Times Online, viene localizzato con una tecnologia che effettua rilevazioni periodiche sui segnali emessi dai telefonini. Il sistema localizza e tiene sotto controllo un determinato apparecchio registrandone l'ingresso e gli spostamenti nell'area di copertura dei rilevatori (dotati di piccole antenne paraboliche dislocate sulle pareti del punto vendita). Non è possibile rilevare alcun dato personale in esso memorizzato: l'unica informazione "catturabile" è il codice IMEI, che può ricondurre al paese in cui quel telefonino (e quindi quell'utente) è stato registrato.

La direzione del centro commerciale Gunwharf Quays di Portsmouth, in seguito all'introduzione di questo sistema, ha scoperto che la cattedrale del consumo viene sistematicamente visitata da un'elevata percentuale di clienti provenienti dalla Germania, un'informazione che potrebbe essere utilizzata per offerte e campagne promozionali mirate, o semplicemente per aggiungere una segnaletica in lingua tedesca.

L'Information Commissioner's Office, l'omologo britannico del Garante della Privacy italiano, ha già manifestato alcune perplessità in merito all'utilizzo di questa tecnologia: "Saremmo molto preoccupati se questo sistema dovesse venire utilizzato in abbinamento ad altre soluzioni in grado di rilevare informazioni personali, con l'intento di attuare una profilazione dei consumatori e delle loro abitudini di spesa".

Una possibilità che Path Intelligence esclude, ma che verosimilmente potrebbe essere realizzata con l'ausilio di tecnologie elaborate in collaborazione degli operatori di telefonia mobile, che consentirebbero quindi di incrociare i propri database con i codici IMEI rilevati dai centri commerciali.

Dario Bonacina
13 Commenti alla Notizia Spiati al supermercato, col cellulare
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  • Io pretenderei di poter fotografare l'interno del negozio. Loro possono sempre fare il cazzo che vogliono e i clienti no?

    Per ogni violazione della privacy che diventa norma voglio poter fare altrettanto nei loro confronti
    non+autenticato
  • cosí sará piú facile pianificare un furto...
    MeX
    16899
  • - Scritto da: guandor
    > Io pretenderei di poter fotografare l'interno del
    > negozio.

    Non è possibile farlo semplicemente per motivi di sicurezza: potresti fotografare o riprendere come funziona il sistema di allarme e poi a casa studiartelo con calma per pianificare una rapina.
    Questo fermo restante che se glielo chiedi prima possono comunque acconsentire a farti fare foto o riprese.
  • - Scritto da: guandor
    > Io pretenderei di poter fotografare l'interno del
    > negozio. Loro possono sempre fare il cazzo che
    > vogliono e i clienti no?

    Non è vero che i clienti non possono fare quello che desiderano, attenzione.

    Possiamo scegliere, ad esempio, di evitare i supermercati preferendo la piccola distribuzione.

    Possiamo divertirci un mondo scambiandoci i telefoni cellulari di tanto in tanto.

    Possiamo fermarci davanti alle telecamere facendo espressioni buffe, frivole e/o leggiadre. O - più semplicemente - salutando.

    Possiamo andare a fare la spesa col telefono di nostro figlio, passando *molto* tempo nel reparto frutta & verdura, poi ripassare col nostro telefono facendoci una cultura sui giovani e dintorni.

    ...e l'elenco potrebbe continuare.

    Questo solo per dire che con un pizzico di fantasia si possono rendere inutilizzabili i dati raccolti.


    "La fantasia sconfiggerà il potere. E una risata lo seppellirà"
  • Per triangolare una posizione ci deve essere trasmissione di segnale dal cellulare.

    Il cellulare NON trasmette di continuo, anzi, trasmette sporadicamente se non si sta telefonando.

    Quindi come si può seguire un cellulare nei piccoli spostamenti?

    Forse si potrebbe indurlo con un sistema che simulasse di essere una cella telefonica e interagisse in maniera da farlo trasmettere.

    A parte che non so se esista un metodo per costringere un cellulare a trasmettere (qualcosa tipo un ping o che funzioni da ping), mi pare decisamente troppo ai limiti del tollerabile dalla legge e dalla gente.

    Tanto per cominciare così facendo il cellulare non avrebbe più campo all'interno del supermercato. Non so quanti ne sarebbero felici.

    Adesso che ci penso giusto ieri sono andato all'Italmark e non c'era campo!Sorride))
    non+autenticato
  • - Scritto da: ugo ugo
    > Per triangolare una posizione ci deve essere
    > trasmissione di segnale dal
    > cellulare.

    Funziona così: partendo dalla cella a cui è attaccato e sapendo la quantità di segnale con cui trasmette (che è dipendente da quella con cui riceve), e sapendo con quale segnale gli hanno risposto l'ultima volta le celle vicine (che sono più lontane comunque di quella a cui è attaccato) si può restringere il campo ma comunque si è nell'ordine almeno di diversi metri, ad esempio si può sapere che sta in un condominio ma difficilmente si può sapere il piano e ancor meno l'appartamento. A meno, ovviamente, di non aver seguito chi ha in mano materialmente quel cellulare o di raccogliere informazioni su di lui/lei (es. se si sa che abita lì è probabile che sia dentro casa).
    Quanto più è ampia la copertura della cella, tanto più non si può dire con precisione il punto (che comunque non è mai preciso, ma c'è uno scarto di diversi metri).

    P.S. per sapere quali prodotti vengono più venduti e quali ignorati c'è un modo molto più semplice e cioè controllare gli scontriniSorride (di cui deve rimanere per legge la copia nella cassa) o anche, con un po' più di fatica, vedere le rimanenze a fine giornata
  • Ottima osservazione! Ma il loro interesse è di conoscere anche ciò che vai a guardare senza acquistare.. un dato inutile a parere mio.. boh
    non+autenticato
  • Ti posso assicurare (perche' me ne occupo per lavoro) che in Italia non esiste niente del genere e la mancanza di campo con l'esterno e' dovuta alle strutture. Esiste campo per la radiofrequenza interna perche' molti dispositivi di lavoro la utilizzano. Per rilevare cosa viene comprato e il percorso che viene fatto all'interno di un esercizio commerciale vengono usati metodi molto efficaci senza andare minimamente a toccare la privacy dei clienti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > - Scritto da: ugo ugo
    > > Per triangolare una posizione ci deve essere
    > > trasmissione di segnale dal
    > > cellulare.

    [....]

    > Quanto più è ampia la copertura della cella,
    > tanto più non si può dire con precisione il punto
    > (che comunque non è mai preciso, ma c'è uno
    > scarto di diversi
    > metri).

    Il problema che poneva ugo ugo era diverso.
    L'aggancio alla cella da parte del cellulare lo pone in in uno stato di stand-by per quanto riguarda la trasmissione.
    Stand-by che viene interrotto sporadicamente o per la segnalazione di "esistenza in vita", o perché il segnale della cella è diminuito sensibilmente, o perché si ricevono i dati di un'altra cella.
    Quindi cosa induce il cellulare a trasmettere frequentemente al fine di far rilevare gli spostamenti tra gli scaffali?

    > P.S. per sapere quali prodotti vengono più
    > venduti e quali ignorati c'è un modo molto più
    > semplice e cioè controllare gli scontriniSorride (di
    > cui deve rimanere per legge la copia nella cassa)
    > o anche, con un po' più di fatica, vedere le
    > rimanenze a fine giornata

    In realtà i supermercati sanno in tempo reale cosa passa per le casse, mentre quello che vogliono sapere è cosa "attira" l'attenzione del cliente che passeggia tra gli scaffali, al fine di stabilire il miglior metodo per presentare una promozione ad esempio.

    Io però l'avrei fatta più semplice, magari con un RFID nei carrelli, nei cestini e anche nelle buste di sicurezza che usano per sigillare le borse dei clienti nei centri commerciali.
    Mah... forse c'è una difficoltà tecnica che io non vedo...

    Saluti
    Giank.
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    Modificato dall' autore il 19 maggio 2008 09.07
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  • Questo potrebbe già esserci.. no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giancarlo Ruberti

    > Io però l'avrei fatta più semplice, magari con un
    > RFID nei carrelli,

    questo c'e' (e non da poco tempo)
    non+autenticato
  • o per profilare meglio i clienti incrociando gli scontrini con i nominativi dati dalle cate fedeltà
    non+autenticato
  • E infatti in un paio di centri commerciali, qui dalle mie parti, non c'è campo. Dici che dipende da questa tecnologia?
    non+autenticato