In Italia tutti contro chi sviluppa videogiochi

Ne parla un developer italiano: racconta la sua esperienza con un paese che sembra far di tutto per impedire a chi ha idee e capacità di emergere. E per affossare un segmento che altrove fa volare l'economia

Roma - Ciao Punto Informatico, sono un appassionato di videogame sin da piccolo e vorrei dire la mia in merito a Videogiochi, come ci si lavora in Italia?. Io un videogame l'ho già creato, e tra l'altro è stato già anche pubblicato da voi un anno fa: si chiama "No One Shoots Forever".

All'interno del videogame c'è la sua storia (Main/credits/history) e mi sembrava interessante conservarla perché in effetti descrive la fatica che ho fatto nel svilupparlo. Sono passato da un gruppo di persone di tutta Italia in contatto via internet (che di fatto è risultato troppo dispersivo) a dover fare cocciutamente tutto da solo.

Premetto che non ho trovato appassionati come me che mi dessero una mano, e così mi sono arrangiato a fare codice, grafica, suoni, level design, beta testing e tutto ciò che occorre per arrivare a quello che considero un buon prodotto freeware (gratuito). Il fatto che dopo 2 anni e qualche mese di lavoro il prodotto sia uscito come freeware era dovuto al fatto che volevo raggiungere un po' di notorietà, non tanto tra i videogiocatori, ma tra le software house italiane che producono videogame. Pensavo, ai tempi, che ci fosse una certa attenzione per gli sviluppatori emergenti... Altro che attenzione, non ci sono nemmeno le software house in Italia!
Inoltre, c'è da dire che le persone che vorrebbero fare videogames sono migliaia... quelle che in realtà ne hanno la capacità e la voglia sono molte meno. Quello doveva essere il mio Vero biglietto da visita!

Purtroppo le cose sono andate diversamente. Ho dovuto sospendere il "videogame coding" (ora lavoro nell'IT finanziario) per mancanza di tempo e per necessità di denaro, ma nessuno (e dico NESSUNO) mi ha mai realmente contattato per propormi un lavoro. Strano, visto che ho ricevuto sulle riviste anche un angolino tutto mio (The Games Machine del 2005 e qualche rivista europea). A nulla sono valsi i download (circa 30.000). La strada in Italia è veramente in salita, direi quasi che è una scalata da alpinisti.

Questo significa anche che tutto cio' che hanno detto i KOALA GAMES è corretto... cercare fondi statali, diventare sviluppatori e publisher allo stesso tempo, insomma, creare da soli questo nuovo settore perché né istituzioni né imprenditoria giovano alla causa.

Prendiamo due aspetti del problema. Ad esempio la questione SIAE, in quanto ho cercato di registrare almeno un software nella mia breve carriera. Ecco come funziona il deposito software in Italia:
1) Il deposito software è facoltativo.
2) I software devono avere un adesivo SIAE su ogni CD, ottenibile solo registrando il software (ma non era facoltativo?). Questa normativa del bollino è persino in CONTRASTO con le direttive europee.
3) Per registrare un software bisogna che il software sia stato "PUBBLICATO", ossia reso pubblicamente in mostra e quindi distribuito ad un cliente.
4) Se mi registro alla SIAE è perché voglio essere sicuro che in caso di PUBBLICAZIONE il software sarà univocamente mio, e nessuno potrà rubarmi l'idea, il CD e quant'altro e diventarne proprietario senza il mio consenso.
5) Se la registrazione va a buon fine (circa 130 euro di spesa!) riceverete la conferma della registrazione con il numero, diversamente... io, diversamente, non ho ricevuto nulla. Né SI, né NO. Per 130 euro una cartolina con scritto: "RIFIUTATO perché..." potevano anche inviarmela.
6) Gli sportelli SIAE di provincia non sanno Nulla di registrazione di SOFTWARE, e gli unici che lo sanno stanno a ROMA, nell'ufficio "Deposito Software".
7) Lo sportello reclami invita a chiamare martedi e venerdi per 2 ore. Peccato che anche in quei giorni e in quelle ore la voce automatica sia la stessa! Pero' non puoi dire alla voce automatica: "Ehi! ma è ADESSO!".

C'è poi la questione burocratica che assale le softwarehouse.
Premessa: il mercato Shareware (dove Shareware è spesso l'UNICA soluzione per le piccole aziende di software che nascono..) è fatto di programmi in versione dimostrativa che vengono sbloccati e diventano pienamente funzionanti registrandosi sul sito, dietro pagamento del corrispettivo importo (su Punto Informatico penso che lo sappiano già tutti, ma chissà che queste parole non arrivino oltre..). Domanda: come puo' uno sviluppatore o piccolo team di sviluppo arrischiarsi ad aprire una Partita IVA, pagare periodicamente un commercialista, autofinanziarsi lo sviluppo (sono anni di lavoro eh...), emettere fatture "a me stesso" (in caso di vendita) e buttare via circa il 50%/60% del prezzo del software in tasse e imposte varie, quando non sa nemmeno se venderà una copia del proprio programma? E non ho parlato dei costi della sede, dell'hardware, del software, e quant'altro occorre.

Si chiamerebbe "rischio aziendale" questo? A me pare proprio si chiami DISFATTA ASSICURATA LEGALIZZATA.

Inoltre va considerato che imprenditori benestanti e indicativamente "anziani" difficilmente finanzierebbero ragazzi giovani o giovanissimi su tecnologie che non conoscono e non capiscono, per raggiungere risultati INCERTI, come la vendita di videogame. Va infatti considerata anche la realtà extra-italiana con cui si va a competere ed è subito sfida ardua e introiti dubbi.

Ecco perché i Koala Games stanno attenti ai contributi REGIONALI (beati loro, figuriamoci se dovessimo attendere quelli NAZIONALI), persuadono investitori a finanziarli (non so come né con quali pratiche voodoo), si massacrano di ore di lavoro e producono in tempi strettissimi dei videogame didattici.

Concludo da programmatore dicendo che io mi rifiuto a priori di fare videogame in tempi strettissimi, anche perché li considero FORME D'ARTE moderna, e l'arte ha bisogno del suo tempo.

Ora è meglio che abbassi i toni e torni a fare il mio caro freeware... ma "se mi impegnassi seriamente a fare videogame, questa mail l'avrei scritta in inglese, non di certo in italiano...."

Lord Hol Napult
171 Commenti alla Notizia In Italia tutti contro chi sviluppa videogiochi
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  • benvenuto in italia caro il mio game coder , purtroppo questa e' la relata del nostro paese , i videogiochi "moderni" richiedono una certa parte di know-how e anche ricerca e sviluppo cosa che in italia non si fa ...

    i fondi statali come dici tu a mio giudizio non servirebbero a nulla visto che dovremmo prendere in considerazione i modelli stranieri UK (Ubisoft, Virgin)
    e USA ..in cui lo stato non e' coinvolto, per smuovere veramente le cose . Ti faccio riflettere su un punto , siamo uno dei primi paesi al mondo per PIRATERIA INFORMATICA (io non acquisto un CD originale da anni perche' mi sto impegnando a mio modo per far fallire MAFIE come la SIAE )
    , in questo contesto se hai un idea e le capacita devi solo emigrare come hanno fatto due miei amici, USA e Japan
    questi sono i paesi ledaer nel esttore che interessa a te.. qui e triste a dirlo ma scrive software gestionale nel linguaggio di turno rende molto di piu che sviluppare videogiochi! ciao
    non+autenticato
  • Devo sposare a pieno la tua esperienza. Il mondo è duro e le istituzioni prima pensano a stare in piedi e a beare loro stesse e poi semmai ai cittadini e agli scopi per cui dovrebbero essere sorte. Che altro dire? Speriamo nella fortuna!
    non+autenticato
  • credevi che era diverso ?
    personalmente .. sviluppo solo con software house estere
    ..... e BASTA!!!

    Sei uno in gamba ... ma per lo stato o altri null'altro !!!
    .. i tuoi amici con cui collabori : prima o poi ti fottono.

    solo uno di noi puo' capirti!!!!!!!1
    nell'open quando fai qcosa non devi chiedere nulla in cambio

    Ciao e continua così.

    citazione :
    {la cosa piu' brutta quando piangi è che l'unica persona che potrebbe consolarti è quella per
    la quale stai piangendo}
    non+autenticato
  • Salve a tutti,
    sono 6 anni che con sacrifici finalmente stiamo per lanciare una nostra piattaforma per sale giochi con giochi ITALIANI !

    www.play.on.it
    http://www.youtube.com/watch?v=oeeDMln2AJk

    vi và di unirvi ?
    play_on_it (AT) yahoo.it
    Sorride

    Saluti,
    Angelo
    non+autenticato
  • E' improponibile che cervelli come quello del nostro Lord Of Napult non siano "sfruttati" a dovere..il problema è uno solo secondo me:
    il sistema italiano è sbagliato ma non solo per quanto riguarda l'informatica..ma in generale..siamo troppo troppo indietro rispetto agli altri..
    e perchè secondo voi?
    perchè non sappiamo cosa vuol dire il progresso..
    lo sviluppo...
    è ora di svegliarsi e non vivere per una sola cosa:
    "SOLDI SOLDI SOLDI SOLDI"
    quanti ragazzi come il nostro Programmatore non si mettono in all'opera per la paura di "buttare" soldi per tasse e imposte varie??
    quanti secondi voi?
    ma al governo cosa gliene frega?
    tanto ci sono quelli che ci provano e gli "regalano" soldi..
    e sono "tutti" contenti...
    non+autenticato
  • > E' improponibile che cervelli come quello del
    > nostro Lord Of Napult non siano "sfruttati" a
    > dovere..il problema è uno solo secondo
    > me:

    problema, quanti soldi saresti disposto a pagare un suo programma/gioco ?

    > il sistema italiano è sbagliato ma non solo per
    > quanto riguarda l'informatica..ma in
    > generale..siamo troppo troppo indietro rispetto
    > agli altri..

    il metodo degli italiani e quello di evitare di pagare.

    > e perchè secondo voi?

    perhè se posso non pagare neanche il tram, non lo pago.

    > ma al governo cosa gliene frega?

    il governo, non sa neanche di questo aspetto.

    poi devi considerare che la politica del malcontento funziona da decenni, quindi perchè cambiare?
  • - Scritto da: pippo75
    > problema, quanti soldi saresti disposto a pagare
    > un suo programma/gioco
    > ?
    Niente, perchè? serve chiederlo?
    Però potrei fargli un offerta per collaborare ad un progetto con altre persone e magari tirar fuori un gioco molto più bello, tanto ho visto che da solo almeno qualcosa la sa tirar fuori, e non solo aria dalla bocca

    > poi devi considerare che la politica del
    > malcontento funziona da decenni, quindi perchè
    > cambiare?

    Squadra che perde non si cambia... ops ma non era quella vincente?
    Wolf01
    3342
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