I cellulari hanno invaso mezzo mondo

Il mercato della telefonia mobile è in crescita, soprattutto nei paesi emergenti. Parallelamente, l'ITU constata le difficoltà dell'espansione della connettività broad band, che potrebbe sospingere la crescita dei mercati emergenti

Roma - Lo strumento di comunicazione globale? Se si considera il livello di diffusione in tutto il mondo è indubbiamente il cellulare: gli utenti di telefonia mobile sparsi nel globo alla fine del 2007 hanno toccato quota 3,3 miliardi, raggiungendo un tasso di penetrazione del 49% sulla popolazione mondiale. Lo evidenzia un rapporto diffuso dall'ITU (International Telecommunications Union).

Circa la metà della popolazione mondiale ha dunque un telefonino e il settore è ancora in espansione: il mercato che registra la crescita più rapida è rappresentato da nazioni dell'Africa e, più in generale, oltre due terzi di tutti gli utenti mobili sono cittadini di paesi emergenti. Un trend positivo, secondo l'ITU, che testimonia uno sviluppo dell'economia di queste aree. A fronte di un tasso di crescita globale che si attesta intorno al 22%, nel periodo 2005-2007 in Africa gli abbonamenti ai servizi mobili sono aumentati del 39% e in Asia del 28%, con India e Cina in pole position (nel medesimo periodo hanno registrato rispettivamente 154 e 143 milioni di nuovi utenti).

In Africa, in particolare, i telefoni cellulari regnano sovrani sul mercato delle TLC: le utenze mobili rappresentano quasi il 90% del mercato della telefonia. "La crescita costante del settore delle comunicazioni mobili - si osserva inoltre nel rapporto - si differenzia dalla staticità del settore della telefonia fissa". Cresce la telefonia, ma - sottolinea l'ITU - persiste un significativo digital divide per quanto riguarda la connettività ad Internet, soprattutto sul fronte della banda larga.
I paesi industrializzati rappresentano il 66% delle utenze broad band che però ammontano complessivamente solo al 16% della popolazione mondiale; nei mercati emergenti solo l'1% dei cittadini è dotato di connettività ad Internet veloce, ma questo valore rappresenta di fatto il 38% della popolazione globale. Questa risorsa, commenta l'ITU, soprattutto in questi paesi, potrebbe rappresentare un elemento di fondamentale importanza per la diffusione di nuove tecnologie e servizi innovativi. Il rapporto evidenzia come Cile, Senegal e Turchia siano mercati in cui la maggior parte dell'utenza connessa ad Internet dispone di connettività a banda larga.

"Affinché il maggior numero possibile di persone possa giovarsi dei benefici del broad band, i Governi dovranno fare la propria parte per assicurare la diffusione e la disponibilità di tecnologie di connettività ad alta velocità, che dovranno essere rese più accessibili ed abbordabili" ha concluso l'ITU con un'esortazione rivolta alle istituzioni.
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