Luca Annunziata

Il prosciutto crudo è taggato

Il Consorzio San Daniele lavora ad una mappatura in radiofrequenza della sua produzione. Per garantire la tracciabilità e combattere la contraffazione

Roma - Garantire al consumatore la bontà e la autenticità di quello che mangia. Senza sorprese spiacevoli sulla provenienza del cibo. È quanto si propone di fare il Consorzio San Daniele, l'ente che riunisce i produttori del salume a marchio DOP di origine friulana: per riuscirci punta sulla tecnologia, con l'introduzione dei tag RFID nella filiera di produzione.

Una serie di splendidi esempi di prosciutto San DanieleIl progetto è nato nel 2005, e ha iniziato le sperimentazioni nel 2006 in due fabbriche del Consorzio. Nel corso dell'anno successivo i tecnici hanno attentamente vagliato i dati raccolti, e dimostrato l'efficacia del sistema. Con l'utilizzo di tag ISO 15693 operanti a 13,56 megahertz è possibile tenere traccia del prodotto lungo l'intero iter di produzione: ciò garantisce al produttore la completa osservanza delle regole di lavorazione, e permette al consumatore di avere maggiore fiducia nel marchio.

Gli RFID, infatti, si sarebbero dimostrati un valido strumento per prevenire la contraffazione. Ora, tuttavia, si pensa già di estendere il loro impiego all'analisi dei flussi produttivi, al fine di ottimizzare il processo di lavorazione e migliorare la qualità complessiva degli stabilimenti.
All'interno del tag applicato sul prosciutto è contenuto unicamente un numero di identificazione (ID): a quest'ultimo viene associata una scheda biografica completa del prodotto, che contiene anche le informazioni sul suino da cui proviene. Data di nascita, alimentazione seguita, e tutto quanto può essere utile per dimostrare la bontà dell'affettato. (L.A.)

(fonte immagine)
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