Alfonso Maruccia

AllofMP3.com, RIAA abbandona la crociata

Sconfitta o vittoria? Le interpretazioni divergono, ma un fatto appare certo: l'industria discografica statunitense ha dismesso la causa legale contro lo store russo di MP3 a prezzi stracciati

Roma - Questa volta la telenovela AllofMP3.com è davvero finita. Braccato, perseguito dai potentati economici del mercato del disco statunitensi, tagliato fuori dai maggiori circuiti finanziari e infine risorto dalle proprie ceneri in nuovi siti spara-MP3, l'anti-iTunes russo non è più l'interesse principale di RIAA, che ha fatto decadere le accuse con cui aveva dato vita ad una causa legale che ha infiammato le cronache informatiche per un anno e mezzo.

Le major della musica si sono dunque dovute arrendere all'impossibilità concreta di porre un freno alla distribuzione di brani non autorizzati - o presunti tali - da parte di Media Services LLC? Tutt'altro: "Abbiamo abbandonato il caso contro AllofMP3.com perché il sito è defunto e non più in affari. Questa è una buona notizia e un risultato positivo" ha dichiarato un portavoce di RIAA commentando il fatto.

In effetti, AllofMP3.com è da tempo "out of business", e il portale sembra essersi trasformato in una sorta di rassegna stampa di notizie sulla imperante guerra del copyright tra industria e operatori di rete non allineati allo status quo. Una rassegna che, ironicamente, include anche la notizia della dismissione della causa di RIAA contro AllofMP3.com stesso.
Della promessa, fatta tempo fa, di ripristinare il fluire di brani musicali a costi modici ancora non si vede una traccia concreta, e a questo punto appare improbabile un ritorno in grande stile del vecchio store tale e quale a come era un tempo. Anche perché nel frattempo Media Services non ha mai interrotto le vendite, sfruttando canali alternativi come MP3sparks grazie ai quali lo "spirito" di AllofMP3.com ha continuato a vivere. Così come hanno continuato a circolare i soldi ancora presenti negli account attivi sul precedente portale.

La lettura positiva della vicenda da parte di RIAA non prende dunque in considerazione quella che è la realtà effettiva, mostrando anzi di volerla tralasciare del tutto per indugiare nelle minacciose dichiarazioni di intenti che tanto piacciono all'organizzazione. "Il governo russo dovrà presto prendere in seria considerazione la necessità di perseguire chi si trova dietro AllofMP3.com", dicono da RIAA, mostrando evidente fastidio per l'assoluzione dell'ex-proprietario del portale Denis Kvasov nell'agosto del 2007.

Alfonso Maruccia
20 Commenti alla Notizia AllofMP3.com, RIAA abbandona la crociata
Ordina
  • Hanno interrotto la battaglia perchè non ne hanno tirato fuori nulla di buono. Hanno ottenuto la chiusura di un sito e ne è semplicemente nato un'altro.
    Sono consapevoli che nulla possono fare.. gli rode.. e non accettano di buttarci ancora soldi.

    Fanno passare questa interruzione come se fosse una vittoria, quando invece si tratta solo di una sconfitta!
    Ottimo!
    non+autenticato
  • ...che quei siti paghino le royalties ai detentori? Cioè è vero che un album costa 2 dollari, ma 2 dollari che mettono in tasca dei truffatori (al pari della RIAA)...a sto punto se bisogna scaricare illegamente tanto vale farlo senza fomentare dei criminali!
    non+autenticato
  • Io ci credo. Perché mi risulta che un artista prende meno di un dollaro da ogni CD venduto.
    non+autenticato
  • Non hanno mai avuto bisogno della SIAE.

    Se volevano campare facevano concerti oppure realizzavano opere su commissione.

    Il P2P ha fatto si che stronzi come i Police, i Genesis e tanti altri tornassero finalmente a lavorare, facendo concerti, per poter mantenere il tenore di vita raggiunto grazie alle royalties.

    SorrideAngiolettoFan LinuxIndiavolatoGeekArrabbiatoFicosoRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 29 maggio 2008 09.59
    -----------------------------------------------------------
  • In effetti il tuo ragionamento, per quanto non direttamente verificabile, non fa una piega.
  • - Scritto da: korova
    > Non hanno mai avuto bisogno della SIAE.
    >

    Erano mantenuti dalle famiglie regnanti (dallo Stato diremmo noi, dal Popolo direbbero i Sovietici)

    No, non avevano bisogno della SIAE. Dio si occupava di loro, per mezzo dei suoi rappresentanti su questa Terra.

    Lo diciamo all'Unto del Signore?
    O spieghiamo a Ramazzotti che dovrà accontentarsi di 4.000€/mese passati da un ministero?
    E alla Universal che quello che è suo è nostro?

    Ma soprattutto chi spiegherà alla Tatangelo che non è Paganini (e, putroppo, lei ripete....)?

    Occhiolino
    non+autenticato
  • Fai ridere xè non capisci quanti milioni di euro un gruppo serio fa SOLO di concerti (I police con il tour per la reunion hanno tirato su la bellezza di 52mln di dollari 52 MILIONI DI DOLLARI, MILIONI, lo ripeto così capisci. Meno di 20 concerti. Meno di 20 giorni di lavoro. 52 milioni.)

    Poveri cantanti, poveri milionari, è proprio vero se campassero solo di concerti morirebbero di fame.

    Ma nn farmi il piacere.
    non+autenticato
  • Mozart ha sempre avuto alti e bassi per via della sua musica innovativa.
    Nessuna famiglia lo manteneva, si guadagnava il pane a differenza dei cantanti attuali che, fatta una musica, ci lucrano sopra anche dopo morti.
    non+autenticato
  • Sarò sincero: questa parola mi è rimasta davvero indigesta. Sì, perchè sono sempre stato contro il P2P e il commercio illegale di musica. Se io scrivo una canzone e faccio i soldi e ne detengo il copyright, esigo che mi vengano corrisposte le royalty.

    Ora, se proprio si vuole mettere fine a questi potentati economici (giusti o sbagliati, questo non c'entra con il discorso), come mai gli artisti non mettono in circolazione i propri prodotti attraverso un sito web, social networking o quant'altro? Nessuno li obbliga a essere scritturati da BMG, Virgin o chi altri.

    La verità? con I potentati economici i cantanti guadagnano in proporzione poco, ma sempre una fortuna.

    Sinceramente credo che Mariuccia e non solo siano particolarmente di parte. Questo non giova a Punto Informatico. Da un quotidiano di informazione stat sempre più diventando di opinione.
  • - Scritto da: supervacuum
    > Sarò sincero: questa parola mi è rimasta davvero
    > indigesta. Sì, perchè sono sempre stato contro il
    > P2P e il commercio illegale di musica. Se io
    > scrivo una canzone e faccio i soldi e ne detengo
    > il copyright, esigo che mi vengano corrisposte le
    > royalty.
    >

    E il risultato è che adesso è vietato cantare una canzone con gli amici davanti al fuoco, e se i bambini di Chernobyl osano cantare "Viva la gente" quando passa un prode funzionario SIAE, si beccano la multa. Oh, e quando compro un disco rigido, la SIAE si becca parte dei soldi perché da un lato si suppone che io il disco lo usi per copiare musica, dall'altro se poi lo faccio davvero violo la legge.
    Capisco quello che dici degli artisti e dei loro guadagni, e sarei anche parzialmente d'accordo, ma qua si sta arrivando all'assurdo.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)