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NoLogo/ Utenti liberi o utenti gestiti?

di Mafe de Baggis - Parlano in rete su forum e gruppi di discussione, si scannano a vicenda e in certi ambienti pretendono che chi li ha realizzati li protegga da diverbi troppo accesi o attacchi personali. Come sopravvivere?

Roma - Ti è mai capitato di essere attaccato, insultato, offeso e magari minacciato? Non è piacevole, certo, soprattutto quando la persecuzione è ingiustificata o è difficile da evitare: telefonate anonime, inseguimenti, pettegolezzi, scenate. Online capita molto spesso di subire fastidiosi attacchi personali, anche se la natura della rete rende molto più facile far letteralmente scomparire dal proprio orizzonte chi esagera, con strumenti sia tecnologici (ignore, block, stop etc) sia di puro buon senso. Non accettare le provocazioni, è noto, fa scomparire abbastanza rapidamente i troll.

i trolliniNonostante questa relativa facilità di gestione dei disturbatori la maggior parte delle persone oggetto di attacchi personali in rete tende a reagire se provocata e soprattutto a pretendere l'aiuto dello staff dell'ambiente digitale in cui l'attacco è avvenuto. È successo di recente su Twitter: Ariel Waldman ha denunciato la mancanza di collaborazione da parte dello staff nel proteggerla da molestie subite, nonostante nelle condizioni di servizio ci si impegnasse a farlo. A peggiorare la situazione, Twitter ha anche modificato poco dopo quelle condizioni di servizio, suscitando le reazioni sdegnate di moltissimi commentatori, tra cui il rispettato web designer Jeffrey Zeldman.

Evan Williams, il fondatore di Twitter, ha reagito dicendo che la modifica delle condizioni di servizio era stata decisa ancora prima di questo incidente, proprio per evitare situazioni ambigue in cui è molto difficile capire perché due persone litigano. Nel caso di Ariel Waldman, per esempio, le molestie riportate dal punto di vista di Twitter non erano così gravi da giustificare la rimozione dell'account.
A mio parere l'errore di Twitter non è stato di aver rifiutato di mettersi in mezzo, ma al contrario di aver ingenerato l'equivoco di poter fare da paciere in caso di discussioni personali impossibili da gestire per terze persone non coinvolte dall'inizio, anche se super partes.

Succede molto spesso: dopo tanti anni di gestione di community piccole e grandi ho imparato a mie spese che quasi sempre i problemi non nascono da limitazioni della libertà, ma dalle aspettative di molti utenti di protezione e censura nei confronti di terzi. Questo succede soprattutto quando una community viene progettata senza tenere conto delle diverse sensibilità di chi la frequenterà.

Dietro ogni ambiente di community capace di autoregolamentarsi e di soddisfare le diverse esigenze delle persone che scelgono di frequentarlo, c'è un piccolo miracolo di ingegneria sociale, che può essere spontaneo e quasi inconscio o progettato a tavolino. Quando dietro una community ci sono l'istinto e la passione di un singolo o di un gruppo di amici, l'alchimia necessaria si sviluppa quasi sempre spontaneamente, senza richiedere particolari accorgimenti.
Diverso è il caso in cui invece lo stimolo iniziale proviene da persone che non saranno sempre coinvolte nella vita quotidiana della community e che quasi sicuramente avranno esigenze, bisogni e aspettative diverse da quelle dei partecipanti: diventa indispensabile creare quindi un sistema sociale che permetta ai proponenti di vivere con tranquillità la libertà degli iscritti, in una logica di indirizzo e mai di controllo.

Non è possibile pretendere responsabilità e autodisciplina quando si pretende di controllare i comportamenti degli utenti: viceversa, in una situazione di piena e totale libertà gli utenti non possano aspettarsi che il community manager faccia loro da balia e da poliziotto insieme. Twitter ha cercato di fare le due cose insieme e, per sua sfortuna, si è trovata sotto i riflettori proprio mentre stava decidendo di cambiare strada in direzione della totale autonomia dei suoi iscritti.

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18 Commenti alla Notizia NoLogo/ Utenti liberi o utenti gestiti?
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  • PErché i blog sono personali, sono come dei salotti, mentre altri spazi sono come piazze. e' lì che si pone il problema...
  • A parte il fatto che si continua - come sempre, lo sento da almeno 15 anni - a non distinguere tra trolling e flaming, che sono cose molto diverse (e no, troll4ever, non concordo), per me il problema e' molto semplice.

    Giacomo, tolte le comunita' che hanno "un marchio" a cui puo' essere divertente tirare qualche sputo (una testata, il blog di un giornalista famoso, un'azienda), se il clima diventa caldo e' perche' c'e' qualcosa che non va.

    Mettersi a moderare forse lenisce il sintomo, ma non risolve il problema, che rimane.

    Mi stupisce che Mafe, dopo anni di community (e mi piacerebbe sapere quali, perche' dopo C6, dove peraltro faceva la capra espiatoria e non la cerbera, non la si e' piu' vista da nessuna parte), ancora sia ferma li', a dire che gli utenti devono essere moderati.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
    non+autenticato
  • Forse dovremmo partire da questo...se il blog e' un posto dove uno dice la sua e tutti gli altri reagiscono ,positivametne o negativamente , a cio' che leggono e' una cosa, se vi regna il caos allora si snatura e diventa qualcosa di diverso.
    Quindi se apri un blog, dovresti anche prenderti la responsabilita' di gestirlo in modo tale che non vi siano disordini capaci solo di ingenerare malessere in chi cera di postare le sue idee in maniera democratica e pulita.
    Daltronde un blog serve a poco se ci sguazzano troll inutili e dannosi,gente che entra solo perche' non sa' cosa fare della propria esistenza.
    Tempo fa la gente si trovava in piazza,discuteva anche an imatamente ma con RISPETTO e se qualcuno eccedeva il risultato era qualche calcio nel culo o la PACIFICAZIONE a mezzo ordine costituito.
    Nel blog chi dovrebbe pacificare?Li non si arriva a menare le mani ma la lingua puo' essere estremamente tagliente e fare ancora piu' male.
    SERVE qualcuno che mantenga l'ordine per un disquisire fruttuoso e creativo,dei trol francamente non se ne sente certo la necessita' e non portano nulla di buono.
    Tutti devono poter dire la loro ma con RISPETTO...altrimenti fuori dalle bolas!
    non+autenticato
  • Credo che al di là di come gestirli, questi problemi rivelino ancora una volta come negli ambienti online siamo capaci di emozionarci, arrabiarci, tenere il muso, esprimere solidarietà al pari degli ambienti "offline", e credo che anche questo siao un piccolo miracolo di ingegneria socile in rete.

    Lo dico per chi pensa che la rete sia una versione "povera" dei rapporti umani.

    Finalmente un articolo di Mafe che posso quotare sul mio blog dopo tanto tempo...
    Sorride
  • il *vero* trolling non è flame e questo in veramente pochi lhan capito. Il *vero* troll non ti manda a cagare direttamente lo fa con stile.


    Luttazzi e' un troll. Perche' il trolling e' satira pungente e se poi qualcuno se la piglia, aho come dicono a roma "ripigliate!".

    In una comunita' moderata:
    - passano solo certe idee (come l'informazione contemporanea, e' moderata e travaglio e grillo li senti su youtube non in tv)
    - non c'e' posto per i troll ma solo per i perfettini.

    In una comunita' LIBERA
    - vi e' ampio spazio di idee. ricordiamo che OGNUNO ha il diritto di esprimere le proprie idee (anche nathan purtroppo)
    - se il flame rimane piu o meno non tollerato (l'autoregolamentazione portera' ad evitare ad esempio gli insulti pesanti aggratis ma ti lascera il tuo sacrosanto diritto di esspressione) il trolling diventa la vera e propria anima della community con il suo taglio piccante proprio come la satira odierna

    lunga vita ai troll!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Memedesimo
    > il *vero* trolling non è flame e questo in
    > veramente pochi lhan capito. Il *vero* troll non
    > ti manda a cagare direttamente lo fa con
    > stile.
    >
    >
    > Luttazzi e' un troll. Perche' il trolling e'
    > satira pungente e se poi qualcuno se la piglia,
    > aho come dicono a roma
    > "ripigliate!".
    >
    > In una comunita' moderata:
    > - passano solo certe idee (come l'informazione
    > contemporanea, e' moderata e travaglio e grillo
    > li senti su youtube non in
    > tv)
    > - non c'e' posto per i troll ma solo per i
    > perfettini.
    >
    > In una comunita' LIBERA
    > - vi e' ampio spazio di idee. ricordiamo che
    > OGNUNO ha il diritto di esprimere le proprie idee
    > (anche nathan purtroppo)
    >
    > - se il flame rimane piu o meno non tollerato
    > (l'autoregolamentazione portera' ad evitare ad
    > esempio gli insulti pesanti aggratis ma ti
    > lascera il tuo sacrosanto diritto di
    > esspressione) il trolling diventa la vera e
    > propria anima della community con il suo taglio
    > piccante proprio come la satira
    > odierna
    >
    > lunga vita ai troll!


    Quoto! Ficoso

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    Modificato dall' autore il 03 giugno 2008 09.12
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    non+autenticato
  • Alle volte mi da' fastidio per ritrovare un post interessante dover passare da 1000 che sono scemenzai.

    Dei forum moderati potrebbero assicurare la qualita', dei forum liberi viceversa una maggiore liberta'. Uno puo' scegliere gli uni o gli altri e va correttamente informato quando entra a cosa va incontro. Se si infila in un forum "ruota libera" non puo' lamentarsi piu' di quanto potrebbe fare uno che alle 3 di notte si metta a passeggiare con il Rolex in una nota via malfamata.

    Piu' di tutto gradirei pero' una terza via, ognuno scriva quel che gli pare ma ci sia un qualche sistema di feedback modello ebay anche per la qualita' dei post (magari preceduto da una registrazione con un bel questionario a punteggio, per un posto come PI - e in genere per quelli tecnologici - non sarebbe male, quindi potresti sapere che in realta' stai parlando con un tizio che a malapena sa distinguere un pc da un microonde). In base a quello uno puo' leggere gli interventi piu' interessanti e di gente che ha riscosso consensi piuttosto che trovarsi impelagato in inutile flame.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ManyChoices
    > Alle volte mi da' fastidio per ritrovare un post
    > interessante dover passare da 1000 che sono
    > scemenzai.
    >
    > Dei forum moderati potrebbero assicurare la
    > qualita', dei forum liberi viceversa una maggiore
    > liberta'. Uno puo' scegliere gli uni o gli altri
    > e va correttamente informato quando entra a cosa
    > va incontro. Se si infila in un forum "ruota
    > libera" non puo' lamentarsi piu' di quanto
    > potrebbe fare uno che alle 3 di notte si metta a
    > passeggiare con il Rolex in una nota via
    > malfamata.
    >
    > Piu' di tutto gradirei pero' una terza via,
    > ognuno scriva quel che gli pare ma ci sia un
    > qualche sistema di feedback modello ebay anche
    > per la qualita' dei post (magari preceduto da una
    > registrazione con un bel questionario a
    > punteggio, per un posto come PI - e in genere per
    > quelli tecnologici - non sarebbe male, quindi
    > potresti sapere che in realta' stai parlando con
    > un tizio che a malapena sa distinguere un pc da
    > un microonde). In base a quello uno puo' leggere
    > gli interventi piu' interessanti e di gente che
    > ha riscosso consensi piuttosto che trovarsi
    > impelagato in inutile
    > flame.

    I feedback tra utenti generano sistemi di "mafie", amicizie che non valutano l'effettiva qualità dei commenti. Un esempio: blogo.it. I vari autoblog, tvblog, etc etc hanno un sistema di voto tra utenti che ha creato delle caste chiuse dove chi la pensa diversamente viene semplicemente sommerso di voti negativi. Infatti stanno variando di nuovo il sistema di voto. Inoltre il multinick che è tanto diffuso su PI mi permetterebbe di votarmi da solo.
    La valutazione di conoscienza dell'argomento invece mi pare una bella idea, peccato che google ti permetterebbe di scavalcare persone più competenti.

    Appello a Paolo De Andreis : www.forumdeitroll.it, sai cosa fareOcchiolino
    non+autenticato
  • > I feedback tra utenti generano sistemi di
    > "mafie", amicizie che non valutano l'effettiva
    > qualità dei commenti.

    Nessun sistema e' perfetto, comunque se uno ha tanti amici e' sicuramente simpatico e una brava persona dopotutto in un certo senso e' un indice di qualita', la faccenda delle mafie gia' mi piace meno (io sono un imbecille, tu anche, trucchiamo le votazioni e diamoci credito l'un l'altro). Ma forse meglio che niente, uno forse riesce a capire la ragnatela mafia e si difende da solo

    > La valutazione di conoscienza dell'argomento
    > invece mi pare una bella idea, peccato che google
    > ti permetterebbe di scavalcare persone più
    > competenti.
    >

    Beh le cose non devono mica escludersi, puo' essere integrativo del sistema a votazione. Circa google se uno va a cercarsi le risposte gia' impara qualcosa, quindi almeno lo costringi a fare un po' di lavoro che di spararle e poi, davvero c'e' cosi' tanta gente che si prende la briga di sembrare uno competente senza capire una mazza per rompere le scatole. Se e' cosi' oltre che rompere inutilmente a dei poracci direi che il problema piu' grosso e' il suo, ma niente di meglio da fare che sembrare quello che non si e' per passarsi il tempo?????

    PS Peraltro si potrebbe istituire un sistema di reclamo, ovvero se proprio uno e' ignorante come una capra ma ha truccato il test da qualche post si vede, ergo puo' essere segnalato e bastonato da chi gestisce il post (che diventa quindi semi-moderato, certo che se fai agratis e con poca pubblicita' e hai 100.000 post al giorno ...)
    non+autenticato
  • la qualità del servizio è un concetto che va molto di moda ultimamenteA bocca aperta
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