Linux all'attacco dell'industria DVD

I sostenitori di Linux in occasione del LinuxWorld hanno potuto esprimere tutto il proprio disappunto per l'atteggiamento censorio e minaccioso dell'industria del cinema

New York (USA) - Al LinuxWorld le majors di Hollywood hanno evitato di mandare propri rappresentanti. Un vero peccato perché i sostenitori di Linux sono gli avversari numero uno delle iniziative di minaccia e censura che l'industria del cinema ha attivato in queste settimane contro il software DeCSS. La sensazione è che si sia voluto evitare uno scontro che avrebbe visto perdenti proprio gli industriali.

Le majors, infatti, temono il programma sviluppato di recente e diffuso su tutta la rete (da cui vogliono toglierlo a colpi di citazioni giudiziarie), creato per consentire ad alcuni utenti Linux di sfruttare il DVD sui propri sistemi. Un software, però, che la Motion Picture Association of America ha voluto attaccare ritenendolo "pericoloso" e capace di sviluppare una maggiore "pirateria" sulle produzioni di Hollywood.

Al LinuxWorld i sostenitori del DeCSS hanno avuto spazio per dire la loro, affermando tra l'altro che le denunce che la MPAA ha rivolto contro i siti che hanno pubblicato il DeCSS, mette a rischio tutti gli sforzi per portare il DVD alla piattaforma open source per antonomasia, Linux appunto.
Tra i molti che si sono espressi, rimane centrale l'opinione di Eric Raymond che sul tema ha scritto: "non è un problema di pirateria. Si possono piratare DVD anche con una macchina di stampa come accade proprio adesso in certe zone dell'Asia. La crittazione dei DVD non riguarda la privacy, è solo un sistema per controllare il mercato dei lettori DVD".

La comunità Linux, comunque, sembra intenzionata a perseguire il porting dei DVD sulla piattaforma open source, come dimostra la vitalità dell'iniziativa LIVID (Linux Video and DVD Initiative), il cui problema centrale rimane la interoperabilità e la gestione. Ai reporter di Ziff-Davis, il "capoprogetto" Matthew Pavlovich ha affermato che "la questione centrale riguarda il controllo su un formato di tecnologia. Al momento, i consumatori che guardano un disco DVD non possono neppure saltare le dichiarazioni dell'FBI o la pubblicità".