Tokyo vuole gli indirizzi email degli spammer

Nuova normativa antispam in Giappone: multe salatissime per chi invia immondizia digitale ai cittadini giapponesi, con in più un appello agli altri paesi. Gli spammer industriali se la ridono

Tokyo - Il Giappone ci riprova. A rafforzare l'esistente legge sulle comunicazioni via email arriva una specifica misura antispam che inasprisce le pene per chi ha l'ardire di infangare le mailbox degli utenti nipponici.

giappone e spamCon l'approvazione del nuovo emendamento, chi viene colto a spammare contro utenti giapponesi potrà essere multato fino a 30 milioni di yen (circa 185mila euro) per violazione, una cifra superiore di 30 volte rispetto a quanto previsto in origine dalla normativa. Requisito essenziale perché la sanzione abbia effetto, naturalmente, è che gli spammer vengano individuati e processati. Come ben sanno i lettori di Punto Informatico, però, i grandi spammer, quelli che riescono a inviare in mezzo globo miliardi di messaggi spazzatura, pongono al centro della propria attività proprio la non rintracciabilità. Riuscire a slegare il proprio nome dall'attività spammatoria, trasmettere messaggi per conto terzi, sfruttare le vulnerabilità dei computer altrui per inviare email a nome di altri sono solo alcune delle infinite tecniche messe in campo dai top spammer.

Nel paese del Sol Levante, però, probabilmente per motivi di propaganda politica l'ottimismo antispam è alle stelle. Tanto che la nuova normativa richiede al ministero degli Interni e della Comunicazione di interagire molto di più con i governi degli altri paesi in chiave antispam.
Sebbene di coordinamento internazionale contro lo spam si parli piuttosto vanamente da anni in molti paesi del mondo ricco, il Giappone per ora si limiterà a chiedere agli altri paesi gli indirizzi email e qualsiasi altra informazione abbiano a disposizione sugli spammer che risiedono in quei paesi. Un obiettivo che sa molto di dichiarazione di principio, naturalmente, visto che il grosso dello spam arriva da network di computer controllati da remoto che certo non è detto che denuncino la nazionalità dello spammer. Non solo: molti sono i casi di spam che viene effettuato da botnet master per conto di spammer industriali, e ci sono organizzazioni criminali che contano su questo genere di business. Da qui a ricostruire la filiera dello spam, e persino individuarne i responsabili, il passo è lungo, molto lungo.

Il Giappone, comunque, con la nuova normativa si allinea a quanto già avviene negli Stati Uniti, dove da alcuni anni è in vigore il cosiddetto CAN-SPAM Act, una legge scarsamente efficace nell'individuare gli spammer, assai di più nel rendere più pesanti le condanne per gli spammer che vengono colti con le mani nel sacco.

L'Italia, come noto, è stato uno dei primi paesi, grazie alla sua disciplina sulla privacy, a dar battaglia allo spam. Nel Belpaese la normativa impedisce di trasmettere via email comunicazioni commerciali non richieste dai cittadini. Questo naturalmente non ha alcun effetto sulla quantità e tipologia di spam che circola comunque sulle reti italiche, sull'attività degli spammer al di fuori della posta elettronica, ad esempio nell'invasione di forum e spazi di discussione, e via dicendo.

(fonte immagine)
27 Commenti alla Notizia Tokyo vuole gli indirizzi email degli spammer
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  • Gran parte dello spam viene inviato da possessori di pc infettatti da virus.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pessimismo e fastidio
    > Gran parte dello spam viene inviato da possessori
    > di pc infettatti da
    > virus.

    Esatto. O si cambia protocollo o non se ne esce e direi, non se ne esce.

    Mettere d'accordo tutti per sostituire l'SMTP con qualcosa d'altro e' un lavoraccio dell'accidenti. Restano i palliativi, filtri antispam. RBL, DNSBL ecc. ecc. ecc.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ManyChoices
    > - Scritto da: pessimismo e fastidio
    > > Gran parte dello spam viene inviato da
    > possessori
    > > di pc infettatti da
    > > virus.
    >
    > Esatto. O si cambia protocollo o non se ne esce e
    > direi, non se ne
    > esce.

    Beh, se fai parte di una botnet e cambi sistema operativo ne esci eccome Occhiolino
    non+autenticato
  • Una soluzione fai-da-te è spamcop:
    http://www.spamcop.net
    Permette di inviare denunce agli ISP coinvolti nella catena di spam (origine, computer compromessi, open proxy).

    Non saprei dire quanto sia efficace nella lotta globale, per il momento ho ricevuto una decina di email dai vari ISP che dichiaravano di aver interrotto la fornitura, e spesso quando uso spamcop mi ferma la procedura dicendo che l'ISP ha già dichiarato di risolvere il problema.

    Inoltre spamcop mantiene una blacklist che si può sfruttare per classificare meglio lo spam, ed è molto efficace.
  • E in che modo le puniresti? Spiega bene, mi raccomando...Sorride
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > -se è italiana è facile

    Peccato che il 99,99% non lo sia.

    > -se non lo è blocchi le transazioni dall'Italia
    >
    > magari aggiungiamo anche il sito pubblicizzato
    > (il motivo dello spam) all'elenco di quelli
    > censurati per un
    > mesetto.
    >
    > tutto tremendamente 'ingiusto', ma molto fattibile

    Bloccare le transazioni? Esattamente cosa intendi e come la realizzeresti? A me sembra poco (o per nulla) fattibile, ma forse non ho compreso appieno la tua idea Sorride
    La censura per spam è buona solo in teoria: per "fotocopiare" il sito su dominio/server diverso/i è questione di secondi... La censura, inoltre, andrebbe applicata a livello globale (hai presente i proxy?): chi decide? E se qualcuno dei Paesi si rifiuta o non esegue l'ordine (se impartito) per qualche motivo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sniff
    > - Scritto da: unaDuraLezione
    > > -se è italiana è facile

    > Peccato che il 99,99% non lo sia.
    >
    > > -se non lo è blocchi le transazioni dall'Italia
    > >
    > > magari aggiungiamo anche il sito pubblicizzato
    > > (il motivo dello spam) all'elenco di quelli
    > > censurati per un
    > > mesetto.
    > >
    > > tutto tremendamente 'ingiusto', ma molto
    > fattibile
    >
    > Bloccare le transazioni? Esattamente cosa intendi
    > e come la realizzeresti? A me sembra poco (o per
    > nulla) fattibile, ma forse non ho compreso
    > appieno la tua idea
    >Sorride
    > La censura per spam è buona solo in teoria: per
    > "fotocopiare" il sito su dominio/server diverso/i
    > è questione di secondi... La censura, inoltre,
    > andrebbe applicata a livello globale (hai
    > presente i proxy?): chi decide? E se qualcuno dei
    > Paesi si rifiuta o non esegue l'ordine (se
    > impartito) per qualche motivo?


    Non solo, ma sarebbe un gran modo per far fuori i concorrenti : pago uno spammer per fare un po' di pubblicita' alla mia azienda concorrente in modo che le chiudano il sito web.
    krane
    22544
  • contenuto non disponibile
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Visto che ogni nazione dovrebbe fare quello che
    > ho detto, il problema di
    > risolverebbe.
    > Per la 4/5 nazioni 'canaglia' che non lo faranno,
    > si potrebbe esportare da loro un po' di
    > 'democrazia'
    >Angioletto
    >
    > oppure usare le soluzioni alternative che ho
    > citato.

    Esportare la democrazia? In teoria è tutto bello e semplice, ma... prova a farlo in Cina (ad esempio) e poi ne riparliamo A bocca aperta E io intendo sia con le buone che con le cattive... Rotola dal ridere

    > quello che è stato fatto con successo con allmp3,
    > il sito russo che ha visto decimarsi il traffico
    > monetario.

    Parli di *QUEL* sito? Quello contro cui i suoi avversari hanno ottenuto una delle più belle vittorie di Pirro della storia moderna? Newbie, inesperto

    > Perfetto.
    > Ma tutto lo spam precedentemente mandato
    > punterebbe ancora al vecchio sito che è censurato
    > ---> spam non
    > efficace.

    Va bene che ho evitato termini specialistici, però... per fare un redirect ci vogliono due secondi ed è solo uno dei mille metodi per aggirare con stile il tuo invalicabile metodo antispam. Finora nessuno è riuscito a bloccare i milioni di siti con malware di ogni genere per Windows: credi davvero che lo spam venga considerato più importante di trojan e affini? Occhiolino

    > appena il nuovo spam comincia a diffondersi col
    > nuovo indirizzo --> censura sul nuovo indirizzo
    > ---> spam non
    > efficace.

    In teoria, si... ma in pratica si aggira in poco tempo (vedi anche la risposta alla precedente domanda). Inoltre tu presupponi un'efficienza di questi mezzi mai vista nella storia dell'uomo... io la ritengo improbabile, se non impossibile.

    > > La censura, inoltre,
    > > andrebbe applicata a livello globale (hai
    > > presente i proxy?)
    >
    > Ah già scusa... i tontoloni che cliccano sui link
    > di spam usano tutti
    > TOR.
    > Non ci avevo pensato.

    Ironia (fuori luogo) a parte, ti faccio notare che hai malinterpretato (volontariamente?) la mia frase. I proxy non sono TOR e sono più diffusi di quel che pensi; comunque, intendevo che li userebbero i creatori di spam per aggirare i blocchi pendenti sui loro siti del _BIP_ (se la restrizione fosse solo locale e non globale). Ti assicuro che quelli non sono tontoloni Sorride
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Per quale motivo la Cina non dovrebbe aderire
    > alla richiesta di punire gli spammerd,
    > poi?

    Lo ha spiegato Duda: in breve, perché ci sono interessi monetari e non solo da parte di quegli stessi paesi in cui vivono gli spammer.

    > in due parole *DOVEVI SBATTERTI* per stargli
    > dietro...
    > tu credi che qualcuno si sbatterebbe per
    > l'allungapene da 3
    > inches?

    Non era facile, ma pur sempre possibile Sorride Secondo me ci sono anche persone interessate "all'allungapene da 3 inches" (vedi sopra).

    > Ascolta: girala come vuoi, ma il sito che viene
    > visitato, quello con su il prodotto da comprare,
    > quello che ha https (che costa) per pagare, da
    > qualche parte
    > sta.
    > Puoi fargli tutti gli alias del mondo, tutti i
    > redirect dle mondo, ma se filtri quello iniziale,
    > quando clicki su un alias, o su redirect, quel
    > sito non lo
    > vedi.
    > punto.

    Sei libero di non crederci, ma quello che affermi come verità assoluta servirebbe a poco (se non nulla).

    > > Finora nessuno è riuscito a bloccare i
    > > milioni di siti con malware di ogni genere per
    > > Windows
    >
    > Nessuno ha voluto farlo con forza.
    > Quanto credi che sarebbero durati se avessero
    > pubblicizzato pedoporno (a meno che non fossero
    > siti esca,
    > ovviamente)?

    Meno, ma alcuni sarebbero ancora in piedi. O credi che attualmente non esista nemmeno un sito con video e/o immagini pedopornografiche? Puoi cercare di distruggere quanto e come vuoi certe cose, ma ne sfuggiranno sempre un po'... Così otterrai sempre e solo delle vittorie di Pirro Sorride
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • E' che gli spammer sono POCHISSIMI (se confrontati con i milioni di email spazzatura quotidiani), se esistesse realmente un dipartimento che lavorasse in modo RAPIDO per la tracciabilita' delle email segnalate e che condannasse i responsabili senza processi annosi e infruttuosi, lo spam verrebbe ridotto di una percentuale a due cifre nel giro di un anno. La "irrintracciabilita'" e' solamente una scusa per giustificare il non operato delle forze dell'ordine in tal senso, per carita' non che non ci sia altro di piu' importante da fare (e che quindi manchino i mezzi) ma che lo si dicesse chiaramente.

    Io se segnalo una email spammatoria, mi aspetto che dall'altra parte ci sia qualcuno che riceve la mia segnalazione e che la elabori immediatamente (utopia), visto che un singolo operatore e' potenzialmente in grado di gestire centinaia di pratiche quotidianamente. Visto che gli spammer (e scammer) sono sempre gli stessi, ben presto le organizzazioni che ne tengono le redini verrebbero individuate e "azzerate".

    Segnalo lo spam > ne individuo l'origine > blocco l'accesso a internet all'origine (se e' un privato con una backdoor, e' giusto che impari a proteggersi, com'e' giusto che io abbia conseguito la patente per guidare una autovettura).

    Se il responsabili risiedono in un paese che non collabora > via quel paese dalla connettivita' internazionale e che si spammassero "internamente".

    Per ultimo (e qui mi aspetto un coro critiche), che mettessero le email a pagamento, pure 1 centesimo a email, in modo che chi ne invia milioni al giorno, almeno non possa piu' farlo gratuitamente, oltre l'innegabile vantaggio che chi ha il computer "bucato", finalmente si preoccuperebbe della propria sicurezza con l'arrivo della bolletta "spammosa".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giulio Guidetti
    > E' che gli spammer sono POCHISSIMI (se
    > confrontati con i milioni di email spazzatura
    > quotidiani), se esistesse realmente un
    > dipartimento che lavorasse in modo RAPIDO per la
    > tracciabilita' delle email segnalate e che
    > condannasse i responsabili senza processi annosi
    > e infruttuosi, lo spam verrebbe ridotto di una
    > percentuale a due cifre nel giro di un anno. La
    > "irrintracciabilita'" e' solamente una scusa per
    > giustificare il non operato delle forze
    > dell'ordine in tal senso,
    ah già se gli smammer sono in burundi la polizia italiana ci può fare molto vero?

    per carita' non che non
    > ci sia altro di piu' importante da fare (e che
    > quindi manchino i mezzi) ma che lo si dicesse
    > chiaramente.
    >
    > Io se segnalo una email spammatoria, mi aspetto
    > che dall'altra parte ci sia qualcuno che riceve
    > la mia segnalazione e che la elabori
    > immediatamente (utopia), visto che un singolo
    > operatore e' potenzialmente in grado di gestire
    > centinaia di pratiche quotidianamente. Visto che
    > gli spammer (e scammer) sono sempre gli stessi,
    > ben presto le organizzazioni che ne tengono le
    > redini verrebbero individuate e
    > "azzerate".
    seeee tutto così facile!
    le email non sono materiali e non sono tracciabili e controllabili come quelle reali


    >
    > Segnalo lo spam > ne individuo l'origine > blocco
    > l'accesso a internet all'origine (se e' un
    > privato con una backdoor, e' giusto che impari a
    > proteggersi, com'e' giusto che io abbia
    > conseguito la patente per guidare una
    > autovettura).
    >
    che? ma siamo scemi? bloccarmi internet coattamente???e come la patente? lo usano anche i bambini! anche loro?


    > Se il responsabili risiedono in un paese che non
    > collabora > via quel paese dalla connettivita'
    > internazionale e che si spammassero
    > "internamente".
    >
    bella come cosa...e se chi non vuole lo spam si staccasse semplicemente da solo il cavo? problema risolto!


    > Per ultimo (e qui mi aspetto un coro critiche),
    > che mettessero le email a pagamento, pure 1
    > centesimo a email, in modo che chi ne invia
    > milioni al giorno, almeno non possa piu' farlo
    > gratuitamente, oltre l'innegabile vantaggio che
    > chi ha il computer "bucato", finalmente si
    > preoccuperebbe della propria sicurezza con
    > l'arrivo della bolletta
    > "spammosa".

    già fai bene ad aspettarti critiche visto che non sai nemmeno come funziona il protocollo per le mail!
    non si POTRA' MAI METTERE A PAGAMENTO LE EMAIL perchè basterebbe cambiare protocollo e usarne uno nuovo libero da costi vari!
    i server mail possono essere installati da chiunque e dovunque, sono semplici programmi collegati alla rete nè più nè meno dei server web!
    non+autenticato
  • .....quanto la fanno lunga sti gialli.

    Che usino Thunderbird al posto di O.L. Express come fanno tutti quelli che non vogliono spam!!! Geek

    > E' Gratis
    > E' Open Source
    > E' Multilingua
    > E' Multipiattaforma

    ...che ci vuole Indiavolato


    Fan Linux
    non+autenticato
  • Da quando l'open source blocca lo spam ?
    non+autenticato
  • Da quando ha il filtro.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Thunderbird ce l'ha. Non l'ha inventato la Mozilla, ma ne implementa uno molto efficace (altro che Outlook o Outlook Express/Windows Mail).
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: Giulio Guidetti
    > E' che gli spammer sono POCHISSIMI (se
    > confrontati con i milioni di email spazzatura
    > quotidiani), se esistesse realmente un
    > dipartimento che lavorasse in modo RAPIDO per la
    > tracciabilita' delle email segnalate e che
    > condannasse i responsabili senza processi annosi
    > e infruttuosi, lo spam verrebbe ridotto di una
    > percentuale a due cifre nel giro di un anno.

    Secondo te la Polizia Postale italiana che potere ha su un residente della Corea del Sud, e su un Cinese e su un Russo o Bielorusso, metti tu il nome del paese che vuoi.

    Sono d'accordo che forse non c'e' nemmeno tutta questa volonta', ma nel momento in cui ci fosse occorrerebbe un approccio trasnazionale e piena collaborazione di governi stranieri. Mi sa che e' difficilotto.

    Il discorso di pagare un costo ogni mail e' una proposta di molti (per esempio anche di MS e a questo proposito chi parla di protocolli alternativi ecc. ecc. sbaglia, se tutti adottassero il sistema funzionerebbe eccome). Basterebbe pero' cambiare un po' il protocollo di posta che e' stato pensato in tempi in cui non si pensava che sarebbe potuto succedere questa cosa.

    Ma il problema e' sempre quello di mettere d'accordo tutti e rammentando la strada dell'IPv6 la vedo molto, molto molto dura. Ci terremo lo spam per un pezzo.
    non+autenticato