Luca Annunziata
mercoledì 4 giugno 2008

Se l'Italia fosse fibra e fosse wireless

Cosa serve al Paese? Punto Informatico ne parla con due esponenti del mondo accademico e dell'impresa

Dello stesso parere anche Quintarelli, che parla di "rete come ambiente comune" e di "concorrenza sui servizi". "Tutti gli operatori devono concorrere ai costi di ammodernamento per la costruzione della rete di domani" prosegue, perché il punto, inutile negarlo, è proprio questo: "Il tempo di realizzazione di certe infrastrutture (come le reti in fibra ottica, ndr) è lungo, mentre la domanda è istantanea: ai clienti interessa che la telefonia costi poco oggi, ma se tra dieci anni l'Italia vuole sopravvivere bisogna che si doti di collegamenti dati adeguati".

Quintarelli non esita a definire la fibra un "fattore abilitante di crescita economica". Per l'imprenditore, dotarsi di questo tipo di tecnologia è un fatto di "interesse pubblico e politico", poiché occorre "pianificare lo sviluppo di questo tipo di infrastrutture". Nella situazione attuale nessuno potrà o vorrà farsi carico dell'ammodernamento, poiché sarebbe difficile se non impossibile ottenere una remunerazione adeguata a coprire le spese sostenute.

Per Fuggetta lo scorporo della rete e la separazione tra trasporto IP e servizi sono divenuti "ineludibili". Quintarelli, da parte sua, ribadisce: "Bisogna separare la rete dai servizi, costruire cioè un terreno comune sul quale giocare secondo le regole della concorrenza". Lo stesso presidente dell'Authority TLC si è espresso in questo senso, e l'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, aveva accennato a questa possibilità: i tempi potrebbero dunque essere maturi per questo passo.
Certo, chi debba gestire questa rete resta un nodo da sciogliere: difficile pensare ad uno stato che entra di nuovo in gioco, se non per investire in specifiche aree e garantire l'ammodernamento. Ma una volta compiuto questo passo, forse sarebbe più opportuno lasciare spazio al mercato, e permettere a società private di rilevare l'infrastruttura e renderla una fonte di profitto attraverso la vendita agli operatori: "Il pubblico non deve diventare un gestore - chiarisce Fuggetta a Punto Informatico - deve favorire la nascita e la crescita delle infrastrutture e garantire l'accesso alle stesse".

Un altro punto cruciale sarà decidere quali siano le infrastrutture su cui investire. Se è nota la posizione di Quintarelli in favore della fibra, lo è altrettanto quella di Fuggetta sulle reti wireless: "Sono rimasto stupito da quanto accaduto nell'ultimo anno. Come molti altri pensavo che il WiFi avrebbe messo in crisi la tecnologia telefonica: credevo che l'UMTS non avesse le capacità trasmissive per competere con il WiFi, ma quello che è successo è che in un anno si è passati dai 300Kb ai 40Mb del HSPA, con una capillarità di diffusione impensabile per le reti wireless".

E il WiMax? Dipenderà probabilmente dal tipo di richiesta dell'utenza e dalle caratteristiche del territorio. "In futuro probabilmente non ci sarà una sola tecnologia - chiarisce il CEO del CEFRIEL - ci sarà competizione tra diverse offerte per la clientela residenziale e quella nomadica: si tratterà di mercati paralleli convergenti". Vale a dire che chi a casa usa la fibra, quando è in movimento potrebbe desiderare qualche altro tipo di connettività. Quel che è certo è che occorra valutare con attenzione le scelte di investimento: "Chi dice che il WiFi oggi sia la scelta giusta? Il 3G è più diffuso del WiFi, che senso ha costruire una nuova rete? Lo stato dovrebbe intervenire per aiutare chi non riesce ad accedere a queste reti, stimolare la domanda".

Dove massimizzare gli investimenti, dunque? Quintarelli indica la fibra, una scelta che garantirebbe sia l'ammodernamento che l'affidabilità della rete, nel presente e in prospettiva. Concorda Fuggetta, ma ci tiene a precisare: "C'è bisogno di una strategia complessiva di sistema paese: tutte le altre nazioni ne hanno una, ed è indubbio che si debba puntare ad un impegno complessivo dell'intero assetto produttivo per evitare di cadere in errori che possano condurre a situazioni fortemente negative".

a cura di Luca Annunziata
8 Commenti alla Notizia Se l'Italia fosse fibra e fosse wireless
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  • "C'è bisogno di una strategia complessiva di sistema paese: tutte le altre nazioni ne hanno una, ed è indubbio che si debba puntare ad un impegno complessivo dell'intero assetto produttivo per evitare di cadere in errori che possano condurre a situazioni fortemente negative".

    Infatti ==> http://news.wintricks.it/web/dal-web/25709/taglio-.../

    ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
    non+autenticato
  • Mah io vedo parlare di velocita enormi 40 mega 100 mega e mi viene solo da piangere hihiihihi.Qui da me niente wimax niente wifi niente 3g next generation solo una strabellissima e super efficente alice 7 mega(be si perche 20 sono troppi) con il suo up a 480 e dico bene 480 ghghhhg(che poi tra le altre cose nn si capisce visto che qui da mesia infostrada e fastweb in wholesale danno offerte almeno a 512)che cada in due giorni e nn scherzo ben 240 cadute di portante(cosa quasi normale per telecom con un snr ballerino tra 11 e 6)e pensare che sono fortunato perche a pochi km da me han ancora il 56 cacca ed il tutto nn in una zona sperduta dell'africa(forse li stanno meglio)ma in toscana grossetto loc bagno di gavoranno).IL bello che fa ridere e che la regione toscana ha fatto partecipare ad un banda per lo sviluppo delle banda larga con soldi europei la stessa telecom artefice unica di questa bellissima situazione mah):bello wimax 70 mega bella fibra 100 mega o 10 mega bella eutelia 10 mega bella la dsl 20 mega bella hdspa a 40 mega etc etc peccato che da me ste cose nn arriveranno mai.........
    non+autenticato
  • Certo, è normale ormai il telefono fisso è stato soppiantato dal cellulare....
    Molti tengono il doppino telefonico quasi esclusivamente per accedere ad internet....Poi in italia la copertura reale dell' adsl è al 50%....
    Logico che molti disdicano il fisso....

    Bas
  • Perche' invece di attaccare berlusconi non proviamo a pensare a perche' prodi abbia svenduto telecom per metterla in mano ai soliti compagni di merende.
    Colanino,provera e & solo profitti sulle spalle di noi poveri cittadini.
    non+autenticato
  • in fibra e Wi-Fi anzichè nella kakata del digitale terrestre (diretta a far guadagnare €€€€€ al SOLO testa d'asfalto!!!) A QUEST'ORA IL PAESE AVREBBE UNO SVILUPPO MAGGIORE!!!!
    Arrabbiato
    Ma tanto chissenefrega visto che agli italioti interessano LE PARTITE ED IL GF?????
    Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: aaaaa
    > in fibra e Wi-Fi anzichè nella kakata del
    > digitale terrestre (diretta a far guadagnare
    > €€€€€ al SOLO testa d'asfalto!!!) A QUEST'ORA IL
    > PAESE AVREBBE UNO SVILUPPO
    > MAGGIORE!!!!

    Eh già, figuriamoci se qualcuno non faceva un intervento a sproposito tirando in ballo Berlusconi...

    E comunque il digitale terrestre è stato adottato da tutti i paesi in Europa. Forse il digitale terrestre in Finlandia è per far guiadagnare Berlusconi???
    non+autenticato
  • Il futuro, attualmente, è la fibra ottica. Tutte le altre tecnologie su cavo di rame e via radio sono destinate a saturarsi ma potrebbero andare bene come aiuto nelle zone difficilmente raggiungibili.
    Se penso alla fine che ha fatto il Progetto Socrate (la cablatura fine dentro le case con la fibra ottica) gestito da Telecom a fine anni 90 (in casa ho tutt'ora la terminazione) forse la questione potrebbe essere se sia meglio avere una struttura pubblica che controlli tale rete invece che un soggetto privato. Un po' come il GARR che controlla le reti della ricerca. Ovviamente si dovrebbe trovare un meccanismo per sottrarre tale struttura al controllo dei politici per evitare che si riempa di raccomandati incompetenti ed avere sempre la possibilita' da parte degli utenti di cacciare a calci in culo i dirigenti in caso di malfunzionamenti.
    Penso ad una rete i cui proprietari siano gli utenti stessi.
    Probabilmente una utopia ma gia' ci sono degli esempi nel mondo di utenti che si sono consorziati e hanno costruito l'infrastruttura di rete da se.
    non+autenticato
  • L'unica coraggiosa (fino a un certo punto...) a investire in fibra ottica è stata Fastweb, fino a quando non ha dovuto arrendersi all'inerzia imperante in ItaliaTriste
    Da fortunato possessore di fibra (quella di FW, appunto) posso dire che è davvero molto superiore ad una ADSL. La banda in download dichiarata (10 Mbit) è inferiore ai 20 Mbit dichiarati da molte ADSL, ma è infinitamente più stabile: poichè la banda teorica offerta dalla fibra è molto elevata, i 10 Mbit sono tali in ogni situazione e a prescindere dal traffico e dalle "ore di punta". L'unico difetto è che l'IP fornito è privato, ma questo non è dovuto alla fibra ma a come è strutturata la rete di FW (anche le loro ADSL hanno questo difetto). La fibra è davvero il futuro, senza nulla togliere a WiFi e compagnia bella.
    non+autenticato