Alfonso Maruccia

Console, PS3 consuma troppa elettricità

Tutti i prodotti di punta dell'hi-tech consumano tanto, troppo secondo i consumatori australiani. Che li sezionano e sentenziano: una console non può consumare più di 24 ore di frigorifero. No?

Roma - PlayStation 3, la console Sony che doveva ridefinire il settore videoludico e invece arranca nelle vendite dietro alle rivali Nintendo Wii e Microsoft Xbox 360, è bersaglio costante di allarmi da parte di ambientalisti e associazioni di consumatori. Dopo averne evidenziato la tossicità dei materiali costruttivi, ora ne parlano come di un infernale aggeggio mangia-corrente, capace di pesare sulla bolletta molto più di qualsiasi altro elettrodomestico.

reti elettricheIl gruppo australiano Choice, la più grande associazione di consumatori del paese che consta di 200mila soci, ha messo alla frusta alcuni apparati domestici e ora afferma che peggio di PS3 proprio non si può fare. Prendendo in considerazione i consumi di un anno intero, tenere accesa la console senza utilizzarla costerebbe all'utente australiano l'equivalente di circa 230 euro, vale a dire 5 volte di più della spesa necessaria a far funzionare 24 ore al giorno un frigorifero di medie dimensioni.

Velenose, dispendiose e ora pure pericolose per la salute della bolletta delle famiglie, le console continuano a essere sezionate anche in quegli ambiti non direttamente pertinenti con le tradizionali tematiche del divertimento interattivo. A rafforzare il primato negativo di PS3 ci pensa poi ancora una volta Wii, a cui si attribuisce il consumo del 10% dell'energia del prodotto concorrente di Sony.
PS3 pesa dunque in bolletta, suggerisce Choice. Un sovrapprezzo necessario, si dirà, per sfamare il vorace "mostro" di energia al cuore della console, quel processore Cell usato anche negli apparati medici, nei supercomputer e nei cingolati militari di nuova generazione, ma che in un periodo di recessione energetica acquista secondo i consumatori una rilevanza inedita.

Dietro PS3, come maggiori elettrodomestici brucia-soldi e mangia-corrente si piazzano i televisori al plasma, capaci di consumarne 4 volte in più della controparte analogica. Al terzo posto vengono poi i monitor di quei PC capaci di succhiare energia anche da spenti.

Gli iMac di Apple, che tra l'altro integrano già un display, sono al contrario più virtuosi e consumano due terzi della corrente che serve a un PC desktop medio senza lo schermo. Parlando infine dei suddetti monitor per computer, Choice ha verificato che gli LCD fanno risparmiare un buon 50% di corrente sugli schermi a tubo catodico.

L'hi-tech consuma dunque tanto, troppo rispetto agli elettrodomestici "low-fi", e Choice sostiene che tutte le industrie di settore dovrebbero essere sottoposte al rating dei consumi, già standardizzato da tempo per i monitor nelle specifiche Energy Star, per permettere ai consumatori di scegliere con maggior oculatezza e tenendo bene a mente il rischio che si corre se si tiene accesa la console per un tempo prolungato.

Alfonso Maruccia
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