Dal 1867 al 2008, La Stampa scopre il gratis online

Il celebre quotidiano torinese tenta la via della rete. A caccia di lettori, metterà a loro disposizione 150 anni di storia. Ci vorrà più di un anno

Roma - Non è il primo importante quotidiano cartaceo a tentare la via della rete, ma è uno dei primi a provare certe vie in Italia. È La Stampa, la testata torinese che sembra ora sul punto di voler affidare ad Internet il suo archivio storico, per recuperare lettori online e valorizzare un patrimonio informativo che affonda le radici nell'Italia che fu. I primi materiali che verranno resi accessibili gratuitamente "in modo semplice" dovrebbero essere le pagine della Gazzetta Piemontese, cose che risalgono al 1867.

Da allora ad oggi sono quasi 150 anni di storia stampata, un insieme di 2 milioni di pagine per un totale di più di 5 milioni di articoli corredati da quasi altrettanti tra fotografie e negativi. Per consentire la loro consultazione sarà però necessaria una digitalizzazione e una indicizzazione in XML: questo richiederà investimenti e tempo, tanto che si parla dell'autunno del prossimo anno per il lancio del nuovo servizio.

"Un'iniziativa assolutamente innovativa - ha enfatizzato per l'occasione John Elkann, il presidente della società editoriale che gestisce il quotidiano - un primato di cui sono orgoglioso".
Oggi l'archivio del giornale è disponibile online tramite abbonamenti a consumo o a tempo, con costi per 50 accessi, ad esempio, che possono arrivare a 50 euro. "La Stampa - ha dichiarato ieri Elkann - è il primo giornale d'Italia a rendere disponibile sul web il proprio archivio storico. A livello mondiale esistono solo pochi altri esempi, come il Times e il NY Times, i quali pero' non concedono l'accesso gratuito".

la pagina del sito


Come altri quotidiani cartacei che hanno una vetrina online, il sito de La Stampa mette anche a disposizione la versione digitale delle pagine cartacee prodotte ogni giorno, al prezzo di 47 euro per un abbonamento di sei mesi. La novità, dunque, toccherà l'archivio storico: l'abolizione del costo di accesso potrebbe portare ad un aumento considerevole delle letture su quelle pagine, e dunque ad un maggiore "appeal" pubblicitario per l'archivio.
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