Gaia Bottà

Google denunciata per pubblicità ingannevole

Mazzate da una utente: con gli spot di BigG non è possibile pubblicizzare armi e tabacco, ma si può dare visibilità a servizi mangiasoldi per il telefonino. Si minaccia la class action

Roma - Google assicura ai propri utenti che gli annunci mostrati insieme ai risultati di ricerca provengono da inserzionisti fidati, ma in realtà veicola pubblicità capace di trarre in inganno gli utenti. Questa l'accusa scagliata da una donna che aveva sfruttato Google per cercare, mediante il proprio smartphone, una suoneria per arricchire il proprio telefonino: si è ritrovata inondata da messaggi a pagamento.

"Guidata dai profitti, Google si è rifiutata di far rispettare le proprie policy relative ai servizi ad abbonamento per telefonini" questa la denuncia di Jenna Goodard. Si è affidata ai risultati a pagamento posizionati fra le ricerche di Google e, una volta compilato il modulo online per fruire di un servizio pubblicizzato come gratuito, si è ritrovata con una bolletta stellare.

La colpa di Google? Essere il motore di ricerca più popolare del mondo e veicolare attraverso i propri programmi di advertising dei link a questi servizi, essere il gatekeeper che indirizza gli utenti verso servizi poco trasparenti.
L'accusa di Goodard passa per quelle che BigG chiama norme per i contenuti. Sono numerosi i limiti imposti ai contenuti pubblicizzati dagli inserzionisti: non si possono reclamizzare vendita di armi, prodotti che aiutano a superare esami tossicologici, siti che offrono gioco d'azzardo, materiale pedopornografico, documenti falsi o articoli pirotecnici. È però possibile dare visibilità ai servizi d'iscrizione per i cellulari, a patto che nella pagina principale illustrino agli utenti con chiarezza e trasparenza le condizioni del servizio che offrono. In caso contrario, BigG minaccia di procedere alla rimozione dell'annuncio.

Ma quella di Google, sostiene Goodard, non è che una promessa: BigG non si preoccupa di verificare che i servizi che pubblicizza si presentino in maniera trasparente, non rinuncia a raggranellare inserzionisti anche qualora non rispettino le condizioni per veicolare la pubblicità attraverso AdWords. Con questa convinzione, affiancata dai propri avvocati, la donna sta cercando di far assurgere a class action la propria denuncia. La battaglia legale di Google è appena iniziata: c'è chi suggerisce che BigG non abbia di che temere, c'è chi ricorda come nell'ufficio del Procuratore Generale della Florida sia in corso un'indagine per debellare il business dei servizi gonfiabolletta agendo sui publisher di contenuti sul web, pingui grazie anche all'ospitalità che offrono ai fornitori di questi servizi.

Gaia Bottà
9 Commenti alla Notizia Google denunciata per pubblicità ingannevole
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  • Il problema dietro l'utilizzo di adwords è che Google gestisce quasi tutto in automatico, effettuando delle verifiche superficiali sui contenuti proposti.
    Da utente che usa adwords per le pianificazioni media dei suoi clienti devo aggiungere che sembra non esistano addetti in carne ed ossa al customer care.
    Sono 3 mesi che ho una campagna bloccata per errori di sistema nella gestione del billing, e pur avendo contattato google almeno 10 volte non sono mai riuscito a far prendere in carico il case.
    Le uniche risposte arrivate sono in automatico, via email, in cui si invita a far riferimento alle FAQ.
    Ovvio, non c'è traccia di un numero telefonico cui far riferimento per risolvere eventuali problemi.
    non+autenticato
  • Non so... in genere sono il primo a scagliarmi contro il truffatore (in questo caso il sito che offriva suonerie), però effettivamente un conto è se quel risultato fosse stato uno dei primi, ma il fatto che fosse tra i siti sposorizzati da Google fa supporre che il sito in questione fosse affidabile.
    Poi anch'io penso che se ti fai truffare da una cosa del genere puoi solo prendertela con te stesso
    E tra l'altro se vuoi una suoneria perchè devi utilizzare servizi del genere quando basta scaricare l'mp3 (o il midi in caso di telefoni un po' datati?)
    non+autenticato
  • ehm... scusate quella sopra voleva essere una risposta a Paolino e a uno a caso
    non+autenticato
  • BigG non si preoccupa di verificare che i servizi che pubblicizza si presentino in maniera trasparente.

    Ma i veicoli pubblicitari sono tenuti a verificare cosa vendono/fanno gli inserzionisti?
    Mi sembra una richiesta impossible...

    Se sei fesso a comprare un servizio bufala... almeno prenditela con chi lo vende
    non+autenticato
  • Sono daccordo... la denuncia l'avrebbe dovuta fare al sito pubblicizzato, non a Google Perplesso
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uno a caso
    > Sono daccordo... la denuncia l'avrebbe dovuta
    > fare al sito pubblicizzato, non a Google
    >Perplesso
    Non capisco. Nel caso di Telecom Italia per questo c'è stata una sollevazione popolare, unione consumatori, avvocati, etc.
    Per Google che ormai non controlla nessuno dei cotenuti che pubblicizza, e veicola le informazioni solo in base al denaro che i siti sborsano vi sembre tutto normale.

    Come mai non riuscite più a pensare con la vostra testa ?

    e Pensare che spesso si accusa anche Microsoft perchè vuole far pagare il suo software.

    Certo che se l'umanità continua così saremmo tutti dei perfetti consumatori di bigG, bello, io per mio conto uso Yahoo, più seri e odontologicamente corretti.

    bye.
    non+autenticato
  • No, mi spiace... in caso di evidenza può essere chiamato in causa anche "il media"...

    - Scritto da: Paolino
    > BigG non si preoccupa di verificare che i servizi
    > che pubblicizza si presentino in maniera
    > trasparente.
    >
    > Ma i veicoli pubblicitari sono tenuti a
    > verificare cosa vendono/fanno gli
    > inserzionisti?
    > Mi sembra una richiesta impossible...
    >
    > Se sei fesso a comprare un servizio bufala...
    > almeno prenditela con chi lo
    > vende
  • bo? non sono molto d'accordo, allora se un detersivo non lava bene o se becco una fregatura sul cell tipo loghi e suonerie devo denunciare mediaset o magari mtv che hanno trasmesso la pubblicità o la società che ha fatto il contratto tra la rete tv e la ditta del detersivo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paolino
    > BigG non si preoccupa di verificare che i servizi
    > che pubblicizza si presentino in maniera
    > trasparente.
    >
    > Ma i veicoli pubblicitari sono tenuti a
    > verificare cosa vendono/fanno gli
    > inserzionisti?
    > Mi sembra una richiesta impossible...
    >
    > Se sei fesso a comprare un servizio bufala...
    > almeno prenditela con chi lo
    > vende
    Non capisco. Nel caso di Telecom Italia per questo c'è stata una sollevazione popolare, unione consumatori, avvocati, etc.
    Per Google che ormai non controlla nessuno dei cotenuti che pubblicizza, e veicola le informazioni solo in base al denaro che i siti sborsano vi sembre tutto normale.

    Come mai non riuscite più a pensare con la vostra testa ?

    e Pensare che spesso si accusa anche Microsoft perchè vuole far pagare il suo software.

    Certo che se l'umanità continua così saremmo tutti dei perfetti consumatori di bigG, bello, io per mio conto uso Yahoo, più seri e odontologicamente corretti.

    bye.
    non+autenticato