Anche Firenze nel Global Cities Dialogue

Un network internazionale di città fisiche apre le proprie porte per superare i propri confini a caccia di un neoglobalismo elettronico privo di mura digitali

Roma - Ora c'è anche una delle più note città italiane, Firenze, nel network internazionale noto come Global Cities Dialogue, una rete di città interessate alla creazione di una società dell'informazione che sappia superare il digital divide e ponga al centro della propria crescita lo sviluppo sostenibile.

Con una progressione di sviluppo decisamente interessante, il progetto GCD già oggi può contare su più di cento città in tutto il mondo, alcune delle quali appartengono a paesi in via di sviluppo, come Baya o Bacau. Ma "dentro" ci sono anche nomi come Seattle e Barcellona. E ora anche Firenze.

Per aderire, la città toscana ha dovuto sottoscrivere la Convenzione di Helsinki, già accettata e sottoscritta da altre metropoli italiane, come Roma, Catania, Bari e Bologna e dalla vicina Siena. La Convenzione, si legge in una nota, "intende ribadire il concetto che lo sviluppo della società dell'informazione deve garantire benefici a tutti i cittadini, senza nessun tipo di distinzione: in caso contrario, Internet, invece di essere una risorsa, rischia di creare un digital-divide, cioè un elemento di frattura all'interno delle comunità".
Si può evitare? Secondo il GCD ci si può provare, "fornendo a tutti tecnologie adeguate per poter fruire di queste opportunità". Le città in questo svolgono un ruolo aggregante per "migliorare la coesione sociale ed offrire pari possibilità di accesso alla rete ed ai servizi forniti da Internet e dall'informatizzazione". "I comuni firmatari - cioè - s'impegnano a garantire la reale applicazione delle tecnologie nella società, così da migliorare la qualità della vita, grazie anche ad una interazione fra le stesse città e fra pubblico e privato".
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