Linux, nel 2013 sul 23% degli smartphone

Entro cinque anni, secondo ABI research, quasi un quarto di cellulari e smartphone sarÓ Linux-based

Roma - LiMo Foundation e OHAOpen Handset Alliance (Open Handset Alliance) viaggiano su binari paralleli, ma nella stessa direzione: la diffusione sul mercato della telefonia mobile di piattaforme Linux-based. Un obiettivo che, con il lavoro dei due gruppi e dei molti developers, porterà Linux ad un ruolo di rilievo nel settore, raggiungendo il 23% di smartphone e cellulari entro il 2013. Parola di Stuart Carlaw, vice presedente di ABI Research.

In un'intervista concessa a Betanews, Carlaw ha osservato come, nonostante le loro differenze, i due gruppi giochino di fatto un ruolo determinante nella crescita di Linux nel mercato dei dispositivi mobili: "Google ha investito molti quattrini nella piattaforma Android, ma c'è molto sostegno verso Limo da parte di molti produttori".

Linux e soluzioni open sorce come Android, secondo l'analista, contribuiranno ad ampliare l'attività di sviluppo nei prossimi anni, cambiando lo scenario del mercato: "Non si penserà più a quale applicazione si ha sul proprio apparecchio, ma al range di applicazioni esistente per una varietà di cellulari". E questo porterà a vantaggi nella flessibilità e scalabilità delle soluzioni per telefonini e smartphone, perché le applicazioni non saranno studiate per quel sistema operativo e quella piattaforma, ma saranno più flessibili. Per essere utilizzate su una vasta scala di dispositivi, dal telefonino ad apparecchi di maggiori dimensioni.
Su queste basi - e in base a previsioni scaturite da altre ricerche - è verosimile ritenere che Linux riesca a conquistare il 23% del mercato mondiale entro il 2013, anche se la leadership sarà mantenuta dalla piattaforma Symbian. Che in America del Nord, rileva ABI, nel 2007 ha ottenuto una quota di mercato pari a solo il 4%. Lo scorso anno, a livello worldwide, Nokia si è mantenuta saldamente in prima posizione sul mercato, dando a Symbian la garanzia di occupare la stessa posizione nel settore dei sistemi operativi, come conferma Shailendra Pandey, altro analista di ABI.

Ma se questa è la prospettiva attuale, il futuro potrebbe seguire un copione diverso. Nokia non è poi così allergica al mondo Linux, avendolo inserito fin dal 2005 nel tablet N770. E se Symbian si pinguinizzasse (linuxizzasse)?