
Roma - Per cominciare, spero perdonerete la franchezza. Un po' di tette, un po' di culi, qualche cartomante, un pizzico di videogame e una vagonata di inutility per telefonini. Benvenuti nel fantasmagorico e mirabolante mondo dell'advertising online in salsa italiana, dove niente si butta e tutto fa brodo. La nostra personale e patriottica via per spremere qualche soldo da questa terra a volte ingrata che chiamiamo web.
Premessa doverosa. Nulla sarebbe di tutto questo, nulla potrebbe essere scritto o detto, se qualche anima benedetta o maledetta (a seconda dei punti di vista) non ci avesse consegnato questa manna (o piaga), sotto forma di dialer e numeri a valore aggiunto.
Domanda da quiz preserale (un poco insulso): qual è stato il miglior inserzionista della TV italiana nel settembre 2002? A occhio e croce, si potrebbe azzardare che se la giocano colossi come Ferrero, Barilla, Unilever o Procter & Gamble.
Domanda da Settimana Enigmistica, livello oscenamente difficile: chi è stato nello stesso periodo il più assiduo inserzionista del web italiano? Risposta: Extra-Search con 127 milioni di impression (dati
LemonAD). Pausa. Non consumate inutilmente le vostre meningi per ricordare di quale cattivissima multinazionale stiamo parlando o quale luccicante ed altrettanto inquinante prodotto vi riporti alla mente.
Extra-Search.com ovvero suonerie, loghi e tette.
Ridicolizzato il secondo in classifica, Kataweb (107 milioni di impression). Risultato leggermente falsato, in verità. Se sommiamo pere con pere, o meglio pubblicità diverse ma dello stesso soggetto, troviamo sul gradino più alto la strana coppia Rashmi-Inigo Investment. Telecom Italia si accontenta di un quarto posto, Pirelli di un ottavo. Nei primi dieci maggiori advertiser del web italiano ci sono 6 dialer-site. I 5 banner più mostrati sono targati tutti 899 e simili. Livelli da overdose.
Nello stesso periodo, in Germania Ebay e Amazon si aggiudicavano la palma di più generosi. Fra i primi dieci nemmeno l'ombra di dialer. In Francia svettavano IBM e Ebay. Dialer neanche con il lanternino. In Gran Bretagna la storia non cambia. Negli Stati Uniti non riescono nemmeno ad immaginare.
Capire che la mole infinita di pubblicità legata ai dialer-site sia un'anomalia o se volete una particolarità tutta italiana è esperienza del senso comune. Bastano 15 minuti di navigazione. Yahoo.it trabocca, Lycos.it ci marcia alla grande, MSN.it è sopra i livelli di guardia. Nei corrispondenti "gemelli" stranieri, il deserto.
Insomma buona parte degli introiti pubblicitari del web italiano poggia sugli scatti da 899. Del resto Renato Soru dichiarando la rinuncia ai banner più osé si sfilava dalle tasche circa 3 milioni di euro, pari al 10% degli introiti da spot. Tenuto conto che su Tiscali telefonini, screensaver e sfondi non erotici, continuano a macinare impression e che, rispetto ad altri, il portale sardo ci va leggero, stiamo parlando di percentuali sull'incasso da maggioranza relativa.
Noi tutti dovremmo ringraziare questi benefattori che tengono in piedi la baracca, questi generosi inserzionisti che in attesa di tempi migliori, danno pane e lavoro a tanti figlioli. Ecco, andiamoli a ringraziare. Il punto è: ma dove dobbiamo andare ?
Extra-search.com alias Vipse Corporation: Ryan's place, St.Johns, isola di Antigua.