
Rashmi-Inigo: Curacao e Tortola. Paradisi fiscali e scatole cinesi.
Il viaggio potrebbe essere molto meno esotico e costoso del previsto. Giù armi e bagagli niente escursione ai Caraibi. Per Rashmi vi rimando ad una storia molto lunga che trovate
qui. Vipse è tra le altre cose, l'intestataria del portale
Anzwers che è a sua volta riconducibile alla Noago srl di Borgomanero. Novara, altro che caribe.
Eccolo qui uno dei "best advertiser". Quello che lascia indietro giganti come Telecom e Kataweb. Davide contro Golia. Ovviamente con qualche piccolo scivolone sulla più classica buccia di banana.
Nella primavera del 2002 un commercialista di Udine trascina davanti all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato una pubblicità di www.suonerie-sms-loghi.net (ovvero Noago srl) comparsa sul portale MSN.it. A suo dire è truffaldina.
L'Authority gli dà ragione e motiva con una serie di elementi che di fatto renderebbero oggi il 90% dei dialer-site ingannevoli:
- sulle pagine internet non è indicato il prezzo del servizio
- le informazioni che precedono l'attivazione del programma risultano inadeguate ad informare il consumatore, in ragione delle dimensioni della finestra di testo e del testo in essa leggibile
- le modalità di fruizione del servizio fanno sorgere in capo all'operatore un particolare obbligo di diligenza nell'evidenziare chiaramente il prezzo dello stesso, in quanto attraverso il messaggio pubblicitario non si viene semplicemente informati dell'esistenza di un nuovo servizio di possibile interesse ma si pongono le premesse per un vero e proprio contrattoNeanche la dicitura a piè pagina
"l'utente ha il dovere di leggere attentamente le condizioni e i costi contenuti all'interno del software di collegamento" salva Noago. Pubblicità sospesa. Firmato Giuseppe Tesauro.
Dopo l'episodio c'è da credere che il nostro
"Davide" non si sia preoccupato più di tanto e che alla fine comunque i suoi 127 milioni di impression rendano bene. Anche perchè, l'Autorità per legge può agire solo su una segnalazione circostanziata di un utente. Di commercialisti di Udine ce ne vorrebbe un qualche migliaio. Sonni tranquilli per tutti.
La domanda, si diceva un tempo, sorge spontanea. L'advertising online italiano è figlio di un dio minore ? Sulle prime pagine dei maggiori quotidiani italiani si fatica a trovare la pubblicità di un 899. Il mercato è relegato sì e no alle ultime sfogliate delle varie Novelle 2000. Sulle home page italiane invece lo slalom si fa impossibile. Impresa dannatamente difficile evitarle.
Publitalia che ogni anno raccoglie migliaia di milioni di euro per i passaggi in tv di una trentina di multinazionali, nel proprio settore Internet (compresa quella cosa chiamata Jumpy) non trova di meglio che appaltare gli spazi, quasi in monopolio, a Rashmi e compagnia.
Intanto i portali che ospitano le pubblicità incassano e si smarcano. Microsoft davanti all'Autorità Garante dichiara che non è responsabile di contenuti pubblicitari che pubblica. Leggermente ipocrita, almeno fino a quando non vedremo in heavy-rotation su Msn spot by Linux. Truffaldini avanti, concorrenti alla larga.
Se sui banner non si ha controllo, sui propri contenuti invece ovviamente sì. Articoli o inchieste sul fenomeno dei dialer latitano. Si fatica a sputare nel piatto in cui ci si sfama ogni santo giorno.
Pubblicità ingannevoli, dialer dipendenza, soldi facili, inserzionisti con casella postale da Paradiso fiscale. Benvenuti nell'advertising online italiano dove niente si butta, ma il brodino comincia a stancare.
Lorenzo Campani