Luca Annunziata

Vista, ma quanto mi costi?

Quanto peserà nei conti di Microsoft il successo altalenante del successore di XP. Gli analisti sparano le cifre, e su tutto aleggia l'ombra lunga di Windows 7

Roma - Che Windows Vista non sia il sistema operativo di maggior successo di Microsoft, qualcuno si era già sbilanciato a dirlo. Ma ora, numeri alla mano, gli analisti USA cominciano a tirare le somme ad un anno e mezzo dal lancio della sesta incarnazione dell'OS made in Redmond. E non è tutto rosa e fiori.

Parlare di fiasco forse è troppo: Vista ha già venduto milioni di copie in tutto il mondo, e non c'è ufficio o abitazione che non veda presto o tardi l'arrivo di un nuovo computer dotato dell'ultima versione di Windows. A preoccupare maggiormente gli esperti è l'accoglienza, invero già piuttosto tiepida, riservata dall'ambiente aziendale a questo sistema operativo.

Un anno fa, riporta BusinessWeek, il 68 per cento delle aziende stimava di installare Vista sui propri computer entro la fine del 2011: un numero precipitato al 26 per cento un anno dopo, e che pone seri dubbi sulla reale capacità di penetrazione del sistema operativo nel contesto enterprise. I problemi sarebbero sempre gli stessi: Vista è troppo esoso di risorse, imporrebbe un aggiornamento sostanzioso del parco macchine aziendale e dunque il costo per la sua introduzione risulterebbe eccessivo.
"Sembra che la community IT sia passata da possibilista a pessimista" dice l'analista Charles Di Bona: "Nel nuovo sistema non trovano quelle caratteristiche innovative che interessano, anche se non vedono tutto nero". Sono argomenti di cui si era già discusso in passato, ma si trattava di indiscrezioni smentite dalla stessa Microsoft e rispedite al mittente, sebbene da qualche tempo si sia tornati a parlare di un crescente interesse da parte dei professionisti e non solo per soluzioni alternative.

Facile ironia a parte, gli analisti finanziari si pongono un serio problema sull'andamento in borsa del titolo di BigM: se alcuni restano ottimisti, e continuano a suggerire agli investitori di acquistare azioni e prospettano dividendi incoraggianti, altri rivedono al ribasso le stime per il 2008 e il 2009. Solo l'arrivo del tanto agognato Windows 7 potrebbe cambiare le carte in tavola, restituendo al marchio di Bill Gates Steve Ballmer la lucentezza e lo smalto perduti con un traballante Vista.

E per l'immediato? La soluzione potrebbe essere una massiccia campagna in favore di Vista condotta a mezzo stampa, per mettere in luce le caratteristiche positive del sistema operativo. Qualcosa di simile a quanto Microsoft ha già iniziato a fare, ma che al momento non sembra basti. E con Windows 7 alle porte, la voglia di Vista potrebbe calare ulteriormente.

Luca Annunziata
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