Alfonso Maruccia

RIAA: pagate subito, vi conviene

I discografici alzano il tiro sugli universitari che si macchiano del peccato di scaricare col P2P. Chi si oppone alla conciliazione dovrà sborsare di più. Proteste

Roma - L'organizzazione delle major musicali statunitensi continua la sua crociata contro chi si appropria della musica violando la legge. Ancora una volta sono gli studenti universitari al centro del mirino, ma questa volta la strada scelta da RIAA potrebbe sollevare più di qualche mugugno: ai destinatari di una delle ormai note richieste di concilazione, in gergo legale subpoena, utili per scrollarsi di dorso rapidamente e chiudere in fretta la questione, verrà chiesta una cifra doppia rispetto al passato.

Il modus operandi di RIAA in casi del genere è noto: individuato l'IP "pirata" all'interno del campus, i legali inviano una lettera pre-processuale indirizzandola sia all'università che allo studente incriminato, invitando la prima a spifferare il nome e il secondo a uscire allo scoperto risolvendo il tutto con un accomodamento finanziario di circa 3.000 dollari.

Qualora lo studente decidesse di non sottostare alle regole, come succede sempre più spesso, la causa va avanti e così le spese legali che i discografici sono costretti ad affrontare. La trovata sta ora nel far ricadere una parte di questi costi aggiuntivi sugli studenti stessi, aumentando a 4.000 e poi fino a 8.000 dollari la cifra necessaria a chiudere il contenzioso in una fase successiva.
RIAA vuole insomma rendere ben chiare le conseguenze a chi decide di combattere le accuse di condivisione non autorizzata di contenuti sul file sharing, adottando una linea dura che sa tanto di braccio di ferro legale, e che viene rigettata in toto dalle organizzazioni pro-diritti digitali come Electronic Frontier Foundation.

Corynne McSherr, avvocato di EFF, definisce "particolarmente inappropriato e deplorevole" il tentativo di punire le persone per il semplice fatto che esse provino a difendersi appellandosi ai diritti costituzionali e al sistema giudiziario. Tanto più che, sostiene McSherr, non vi sarebbe ad oggi "alcuna ragione di credere che niente di tutto ciò stia bloccando il file sharing o aiutando RIAA e gli artisti che essa rappresenta a venire pagati".

Alfonso Maruccia
43 Commenti alla Notizia RIAA: pagate subito, vi conviene
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  • Non passa giorno che questo quotidiano online non ci parli di P2P, della RIAA etc.. Conosciamo la posizione di PI... non possono dirci "scaricate" ma l'idea che trapela da ogni articolo è quella... La proprietà intellettuale non è equiparabile alla proprietà privata. La seconda è un diritto naturale dell'uomo. Nasce dal diritto di fare ciò che si vuole con il proprio corpo. Il lavoro proprietà dell'individuo quindi, proprio perché realizzato con il proprio cervello e le proprie braccia. La prima invece, la proprietà intellettuale, è stata "creata" dalal società, non dalla natura. Istituita per legge contro le leggi di natura. Se il mio vicino di casa compie una serie di gesti con il suo corpo (ad es: costruire una macchina o suonare un brano al pianoforte) può questo limitare i MIEI movimenti che faccio con il MIO corpo ?! La risposta è evidentemente "NO". Il fatto che qualcuno abbia già compiuto una azione non deve in nessun modo impedire a me di farla (quando non sto aggredendo la proprietà o il corpo di un altro).
    La battaglia allora è una battaglia filosofica e politica, prima che economica. Abbiamo o no il diritto di fare ciò che vogliamo con il nostro corpo ?!
    Io mi rivolgo a PI perché una volta per tutte faccia propria una battaglia per un REFERENDUM SULLA LEGALIZZAZIONE DEL P2P sulle basi di un semplice concetto: LA PROPRIETA' INTELLETTUALE E' UN FURTO !
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marcello Mazzilli
    > Non passa giorno che questo quotidiano online non
    > ci parli di P2P, della RIAA etc.. Conosciamo la
    > posizione di PI... non possono dirci "scaricate"
    > ma l'idea che trapela da ogni articolo è
    > quella... La proprietà intellettuale non è
    > equiparabile alla proprietà privata. La seconda è
    > un diritto naturale dell'uomo. Nasce dal diritto
    > di fare ciò che si vuole con il proprio corpo. Il
    > lavoro proprietà dell'individuo quindi, proprio
    > perché realizzato con il proprio cervello e le
    > proprie braccia. La prima invece, la proprietà
    > intellettuale, è stata "creata" dalal società,
    > non dalla natura. Istituita per legge contro le
    > leggi di natura. Se il mio vicino di casa compie
    > una serie di gesti con il suo corpo (ad es:
    > costruire una macchina o suonare un brano al
    > pianoforte) può questo limitare i MIEI movimenti
    > che faccio con il MIO corpo ?! La risposta è
    > evidentemente "NO". Il fatto che qualcuno abbia
    > già compiuto una azione non deve in nessun modo
    > impedire a me di farla (quando non sto aggredendo
    > la proprietà o il corpo di un
    > altro).
    > La battaglia allora è una battaglia filosofica e
    > politica, prima che economica. Abbiamo o no il
    > diritto di fare ciò che vogliamo con il nostro
    > corpo ?!
    >
    > Io mi rivolgo a PI perché una volta per tutte
    > faccia propria una battaglia per un REFERENDUM
    > SULLA LEGALIZZAZIONE DEL P2P sulle basi di un
    > semplice concetto: LA PROPRIETA' INTELLETTUALE E'
    > UN FURTO
    > !

    quoto... ma anche la proprietà privata lo è
    non+autenticato
  • -
    >
    > quoto... ma anche la proprietà privata lo è


    per l'appunto,la proprietà privata e' esattamente questo,un limite a quello che posso fare della mia vita.

    Ad esempio non posso entrare in un terreno.

    (E qualcuno dirà:beh,quel terreno e' stato comprato,quindi e' suo..allora secondo questo ragionamento se possiedo i soldi posso aquistare anche la pioggia,le falde acquifere,(già successo) la possibilità di inquinare l'aria che anche io respiro.Oppure qualcuno vi ha mai pagati per farvi respirare tutta la merda che respiriamo ogni giorno?

    lol..
    non+autenticato
  • non possono neanche intercettare le comunicazioni internet e quindi scoprire chi usa p2p in modo non legale..?
    non+autenticato
  • Allora a che serve l'equo compenso?

    Non serviva a rimborsare tutta l'altra casta per i mancati guadagni.

    E ne paghiamo tanto di equo compenso
    non+autenticato
  • Augh,

    se loro continueranno così le loro spese legali le dovranno sostenere IN TOTO e se gli "accusati" continueranno così ognuno di loro dovrà pagarsele per conto proprio:

    meglio pagare 500 miliardi di dollari DA SOLO (RIAA) o pagare ognuno 1000 dollari (studenti, cittadini, ragazzini, nonne, etc., etc..)?????????????????

    Ho parlato

    Nilok
    Nilok
    1925
  • E' uscito la scorsa settimana un interessante studio dell'Università di Washington sulle ragioni tecniche per cui è possibile "vincersi" un richiesta di risarcimento senza aver mai condiviso nulla.

    http://dmca.cs.washington.edu/
    (il PDF in fondo alla pagina è illuminante!)

    Giusto per ricordarsi perchè esistono i tribunali, cosa si rischia e quali sono le ragioni economiche per cui una corretta identificazione dei colpevoli sembra irragionevole e conviene sparare nel mucchio...
    non+autenticato
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