Luca Annunziata

Intel: mica viviamo di solo Pentium

Il chipmaker mette in vetrina il frutto dei suoi investimenti nella ricerca. Si va dalla medicina all'informatica, passando per la vita di tutti i giorni

Roma - Quello che il CTO Justin Ratner tenta di spiegare è che la sua azienda è molto di più di una semplice fabbrica di CPU. Con 6 miliardi di dollari di investimenti in ricerca e sviluppo ogni anno, Intel è tra i principali player mondiali nel campo dei dispositivi a semiconduttore, ma non solo. E molto di quanto viene sviluppato in giro per il mondo dai lab del chipmaker di Santa Clara potrebbe, prima o poi, arrivare nelle case e nelle vite di tutti, anche tra coloro che non usano spesso un computer.

Un prototipo di braccio robotico presentato da IntelČ il caso, ad esempio, delle molteplici attività portate avanti nel campo della diagnostica medica: molti dei progetti in corso sono stati mostrati a giornalisti nel corso del Research@Intel Day 2008, tenutosi a Mountain View in California. Spiccano la piattaforma low-cost SHIMMER, pensata per essere indossata dai pazienti anche anziani e monitorarne lo stato di salute, così come i dispositivi per il controllo in tempo reale del sistema circolatorio del paziente.

Le ricerche si avvalgono poi anche di joint-venture, come quella con Philips Healtcare per lo sviluppo di nuovi software per la diagnostica ad immagini: con il contributo degli scienziati Intel, ora l'ospedale israeliano di Haifa è in grado di disporre di una TAC che vanta una precisione mai vista prima, e che dovrebbe consentire di aumentare la probabilità di procedere alla diagnosi precoce di diverse forme tumorali.
Oltre a dare una mano alla medicina, Intel vuole tenere d'occhio anche l'ambiente. Così si studiano reti di sensori ambientali in grado di tenere sotto controllo la qualità dell'aria, che per il momento sono in via di sperimentazione grazie alla collaborazione dell'Ufficio per la Nettezza Urbana di San Francisco. E poi ci sono gli innumerevoli studi su come ridurre i consumi dei computer, che se da un lato promettono risparmi fino al 50 per cento per il prossimo futuro, dall'altro hanno già dato vita ad Atom, che solo pochi anni fa era nient'altro che uno tra i tanti studi di fattibilità per un processore a basso consumo trasformatosi in un vero prodotto commerciale.

Naturalmente non finisce qui: robotica, infrastruttura di rete, optoelettronica, sono solo alcuni dei settori battuti dal chipmaker nella sua attività quotidiana. Con un pizzico di attenzione anche al futuro del proprio business: con CPU che si fanno sempre più miniaturizzate, con interi computer che presto potranno essere racchiusi in un singolo chip, si pone il problema di come interagire con apparecchi sempre più minuscoli.

La soluzione, secondo Intel, sono interfacce vocali di nuova generazione e apparecchi in grado di interagire con propri simili che "incontrano in giro per casa e ufficio": uno schermo gigante da parete potrebbe essere sfruttato in luogo del più modesto display integrato per guardare un film, il tutto senza che l'utente finale debba preoccuparsi di configurare alcunché o collegare fili. Tutto sarà wireless, tutto sarà automatizzato.



L'obiettivo di Intel è tutto sommato evidente. Capitalizzare questi investimenti in ricerca per ottenere l'attenzione dei consumatori. E sperare che credano che, quando quelli di Santa Clara ci si mettono, tutto diventa possibile.

Luca Annunziata
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