Internet e l'aggiornamento dei docenti

di Valerio Di Stefano. Perché un insegnante dovrebbe aggiornarsi? La sudditanza verso i prodotti Microsoft è tale che l'ipotesi di far lavorare un 486 come workstation sotto Linux è pura fantascienza. Il problema è culturale

Internet e l'aggiornamento dei docentiRoma - E ' la sempiterna solfa. Una sorta di neverending story che continua a ripetersi senza, tuttavia, trovare una discussione franca, aperta, leale, ma, soprattutto, contributi che possano coinvolgere tutti i soggetti attivi interessati. Il problema dell'aggiornamento degli insegnanti e del personale non docente addetto alla scuola (come, a puro titolo di esempio, bidelli, bibliotecari e quant'altro) nei confronti delle "nuove tecnologie" in generale e dello sviluppo di Internet in particolare, resta completamente irrisolto, con tutte le conseguenze del caso.

La questione, posta dal Ministero della Pubblica Istruzione, in realtà è semplicissima, e appare scontata: il personale docente della scuola italiana, sia esso di ruolo o meno, deve avere acquisito gli strumenti che gli permettano una maggiore interattività con i mezzi di comunicazione informatica e telematica, allo scopo di poter trasmettere agli alunni degli Istituti di ogni ordine e grado - in particolar modo nella revisione dei cicli scolastici - quelle conoscenze che li introducano in maniera graduale e non traumatica, all'utilizzo del computer in tutte le sue funzioni, soprattutto interattive.

Sembra una richiesta logica, perfino scontata, davanti alla quale Monsieur De Lapalisse getterebbe la spugna. Qualunque persona, anche se non specificamente inserita nell'ambiente scolastico (e verrebbe da chiedersi chi non lo è, visto che, vuoi per avere dei figli in età scolare, vuoi perché siamo stati allievi a nostra volta, in un tempo più o meno passato, una infarinatura di "cultura della scuola" l'abbiamo tutti) e che abbia un minimo di senso della realtà (non consideri, cioè, i mezzi di comunicazione telematica come strumenti diabolici attraverso i quali si possono perpetrare chissà quali crimini) dirà che sì, gli insegnanti devono essere capaci di usare un computer e di collegarsi a Internet, se vogliono restare al passo con i tempi. E ' un'argomentazione che viene utilizzata a ogni pié sospinto anche in campagna elettorale, e pare essere, paradossalmente, uno degli sporadici punti di intesa tra gli opposti schieramenti impegnati ad accaparrarsi la poltrona di Palazzo Chigi (si tratta, ovviamente, di valutarne le opposte metodologie).
Eppure, i dati di fatto sembrano riportare la scuola italiana a una sorta di Pleistocene dell'evoluzione e dell'aggiornamento dei sistemi, delle conoscenze dei docenti, e, di conseguenza, delle competenze degli alunni.
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17 Commenti alla Notizia Internet e l'aggiornamento dei docenti
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  • Forse è tutto qui, un errore di prospettiva...
    Con tutti i miei migliori auguri per la tua nuova futura funzione di docente, posso testimoniarti che la scuola ti chiederà solo di imparare i programmi - sì, i programmi, non il loro contenuto - ed i tuoi discepoli ti chiederanno al massimo la sufficienza, quando ci arrivano, per poter conseguire un pezzo di carta che, nel mondo reale, non vale neanche l'inchiostro occorso a stamparlo.
    Triste, ma vero.
    L'organizzazione scolastica - e te lo potrà confermare chiunque interroghi, dall'ultimo bidello al miglior dirigente che incontrerai - come quella militare, esplica esclusivamente la funzione di plagiare i nostri giovani, tentando di inculcare nelle loro menti il rispetto per il precedente e per le regole dettate dall'alto, perchè sia comodo e facile, in prosieguo, indurli nella direzione di volta in volta richiesta dalle circostanze che fanno comodo a chi comanda.
    E' già una fortuna che - ogni tanto - qualcuno almeno accenni una ribellione, facendo semmai dei graffiti nei cessi...
    Non gliene importa un fico a nessuno, se non sanno usare il PC, tanto, ci sono i Corsi CEE della Didasca & Co, che ci pensino loro a fornire i nostri ragazzi della Patente di Conduzione di Elaboratore Elettronico!
    non+autenticato
  • Molti bambini sanno maneggiare l'elaboratore di casa. Sanno usare semplici programmi di disegno, e naturalmente giocare.
    Che stima possono avere di un insegnante che ne sa vistosamente meno di loro?
    E' naturale che gli insegnanti perdano l'autorevolezza, e la scuola perde il diritto al rispetto.
    Questo e' MOLTO pericoloso sia per la scuola che per la societa'.
    E soprattutto per i ragazzi.
    Le cose da fare per la scuola sono tante, ma passano tutte per una selezione del personale.
    Cioe': chi non coltiva la sua professionalita' deve essere licenziato.
    Senza questo non c'e' nessuna speranza.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Aldes Rossi.
    > Molti bambini sanno maneggiare l'elaboratore
    > di casa. Sanno usare semplici programmi di
    > disegno, e naturalmente giocare.
    > Che stima possono avere di un insegnante che
    > ne sa vistosamente meno di loro?


    Nessuna. Come non ne avevo io per la mia maestra di terza elementare, che parlava "con un leggiero acciento sigigliano".

    Mica per essere razzisti. Ma se uno non sa l'italiano come fa a definirsi "un insegnante" ?



    P.S. a proposito si dice "italiano" o "itagliano"?


    non+autenticato
  • Credo che quello che si richiede ai docenti e` solo la capacita` di utilizzare correttamente i PC come nuovi strumenti di lavoro, ovvero per:
    o redigere relazioni / valutazioni sul rendimento
    degli studenti;
    o eventualmente usare qualche programma di
    supporto in dotazione alla segreteria;
    o accedere a risorse Internet che possano essere
    utili alla loro attivita` didattica;
    o comunicare direttamente con i genitori via
    E-MAIL;
    o ecc.

    Chi ha mai detto che i docenti debbano trasferire conoscenze tecnico/informatiche agli studenti ?

    Mi risulta che spesso succeda il contrario, almeno nei normali corsi di studi fino alle superiori, perche` l'Universita` e` un'altra cosa.

    Il principio ispiratore di questa tendenza e` che, dato che i vecchi modi di comunicare (scrittura, manuale, scrittura con macchina da scrivere, fotocopiatrice, fax), stanno diventando obsoleti (almeno nell'immaginario dell'uomo medio), allora diventa necessario utilizzare quello che il mercato propone e impone ovvero quello che sta` diventando di uso comune.

    Il motivo di tutto questo e` semplice e si sintetizza in una parola sola: "business" (affari).

    Affari per tutti, indiscriminatamente a tutti i livelli (secondo il credo di Bill Gates), dai produttori di PC a quelli software per arrivare al mondo di Internet (ISP, E-Business, ecc.).

    Qualche anno fa, Bill Gates ha pur detto:

    "e` necessario che ci sia un computer (almeno) per ogni famiglia" !

    Ultimamente ha rilanciato il messaggio rincarando la dose:

    "ma no, troppo poco ! ci vuole un computer per ogni persona, uno per ogni elettrodomestico, uno che governi la casa, uno per l'auto, uno per ...".

    Tutto questo e`, secondo lui, il necessario preludio alla civilta` dell'informazione elettronica.

    L'Italia e` sempre in ritardo, e allora quale miglior rimedio che cominciare a "oliare" gli ambienti scolastici per accelerare la penetrazione di questi oggetti oscuri e problematici ma forieri di New-Economy e chissa` cos'altro ?

    Il punto della questione potrebbe essere in realta` un'altro, ovvero il tipo di rapporto che insegnanti e studenti dovrebbero avere con l'informatica e i suoi strumenti.

    I programmi, i sistemi operativi, i computer stessi si evolvono molto velocemente (alla velocita` della luce rispetto ai tempi di riferimento di un legislatore) e in forme d'uso sempre piu` evolute e sofisticate che tendono a modificare abitudini e relazioni sociali.

    Come e` possibile quindi conciliare questi aspetti biecamente e ottusamente legati all'efficienza, alla produttivita` personale e d'ufficio, intrisi di logica binaria con la visione della formazione scolastica basata sullo studio di materie quali italiano, storia, geografia, matematica, scienze, filosofia, ecc. ?

    Io credo che il percorso scolastico non dovrebbe essere "inquinato" da strumenti tecnologici che poco o nulla hanno a che vedere con la sua essenza.

    Sono invece favorevole a un confronto, a una disamina dell'essenza dei fenomeni tecnologici, informativi e culturali in atto che porti chiarezza, che smitizzi gli eccessi e che ricomponga una visione del mondo piu` corretta e obiettiva possibile per persone in formazione.

    Gli studenti non dovrebbero mai dimenticare che lo studio delle materie scolastiche e l'impegno della mente sono cose distinte dal nozionismo tecnologico e dalla manualita` pratica di utilizzo di determinati strumenti.

    Queste abilita` dovrebbero essere, al limite, relegate a corsi paralleli e complementari di breve durata dato che comunque la loro validita` pratica e` relativa nel tempo.

    Quello che sta` succedendo con l'attuale evoluzione tecnologica e informativa e` successo anche nel passato (es. carta stampata, telegrafo, telefono, radio, motorizzazione, televisione, ecc.).

    Per esempio, l'entita` dei cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi dieci anni hanno avuto lo stesso impatto di quelli avvenuti in cinquant'anni, fra il 1850 e il 1900.

    L'unica differenza e` che adesso la successione e` talmente rapida che viene particolarmente notata anche durante le varie fasi della vita umana (giovinezza, maturita`, vecchiaia).

    Le conclusioni sono:

    1) Tutto scorre, una scelta puo` essere valida dal punto di vista pratico a breve e medio termine anche se non del tutto condivisibile nel lungo termine.

    2) Utilizzare un sistema operativo piuttosto che un altro negli strumenti di lavoro (PC) e` una questione tecnico-economica-pratica che non credo sia di competenza ne` dei docenti ne` degli studenti (anche se tutti possono esprimere le loro preferenze e quindi influenzare le scelte stesse).

    Certo, scendendo nel merito di Linux (dato che e` stato nominato), si puo` dire che non e` da buttare, ma bisogna considerare anche quello che Linus Torvalds ha detto, ovvero:
    A) "Linux e` un sistema operativo scritto da
       un hacker per altri hackers";
    B) "Linux ha bisogno di altri 5-10 anni per
       raggiungere un'adeguata maturita` e
       diffusione nei desktop dell'utente
       medio-basso".

    3) Il lavoro di organizzazioni e movimenti come l'FSF (Free Software Foundation), l'Open Source, il progetto GNU, ecc. contrapposto a quello di ditte commerciali private dovrebbe essere, in prospettiva, esaminato sia dal punto di vista economico che da quello tecnico-didattico.
    non+autenticato
  • Fantastico! Un articolo scritto (si presume) da un insegnante, il cui titolo (dell'articolo) contiene uno dei più comuni ma per questo non meno gravi errori ortografici: a parte un'accettazione ormai derivata dall'uso (purtroppo) comune, "se stesso" non si scrive con l'accento sulla "e" di "se". Ebbene sì, per perseguire l'alfabetizzazione informatica dei docenti e dei discenti, lasceremo per la strada materie obsolete come grammatica, ortografia e sintassi?
    non+autenticato

  • Senza voler innescare una polemica, il problema dell'aggiornamento mi sembra abbastanza serio! Sottolineando in modo sarcastico ( e forse anche spiritoso) qualche errore di digitazione, non si risolve il problema che affligge tanti insegnanti: l'aggiornamento.
    Nella speranza di non aver commesso qualche errore di sintassi, cordialmente ti saluto.
    A proposito...i commenti si firmano.
    Claudio
    non+autenticato


  • - Scritto da: Claudio
    >

    > A proposito...i commenti si firmano.
    > Claudio

    Non è ancora reato usare uno pseudonimo...
    Del resto mettere un nome proprio come firma di un intervento non dice molto sull'identità dell'autore. Complimenti piuttosto per il coraggio che dimostri inserendo l'indirizzo email. Lo farei anch'io, se sul Web esistesse ancora la libertà di non ricevere posta indesiderata. Riguardo al mondo dell'insegnamento, essendo sposato con un'insegnante, trovo ogni giorno nuovi motivi per indignarmi...
    non+autenticato
  • Ehi zibibbo,

    e se invece di fare tanto il petulante badassi maggiormente al contenuto?

    E se il titolo e la suddivisione in paragrafi fossero stati inseriti dalla redazione? Hai rilevato forse altri strafalcioni nel testo?

    Rilassati, vivrai meglio e sarai senz'altro più simpatico Sorride...

    Silvia

    - Scritto da: zibibbo
    > Fantastico! Un articolo scritto (si presume)
    > da un insegnante, il cui titolo
    > (dell'articolo) contiene uno dei più comuni
    > ma per questo non meno gravi errori
    > ortografici: a parte un'accettazione ormai
    > derivata dall'uso (purtroppo) comune, "se
    > stesso" non si scrive con l'accento sulla
    > "e" di "se". Ebbene sì, per perseguire
    > l'alfabetizzazione informatica dei docenti e
    > dei discenti, lasceremo per la strada
    > materie obsolete come grammatica, ortografia
    > e sintassi?
    non+autenticato
  • Tempo fa il Ministero ha avviato un corso di formazione per insegnanti che, una volta "formati" avrebbero dovuto trasferire le competenze acquisite agli altri. Una bolla di sapone come al solito!! Se volete ingrossarvi il fegato, vi invito a visitare il sito www.docenti.org e cliccare su "comunicato stampa".
    Sono veramente deluso.
    non+autenticato
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