Alfonso Maruccia

Bimbi a cellulare ridotto in Australia

Mai pi¨ libertÓ totale per i teenager a spasso con gli smartphone di ultima generazione. Mozone ora implementa potenti controlli sulle modalitÓ di utilizzo dei telefonini

Australia, terra di canguri, didgeridoo e filtri telematici che fanno flop. Proprio di un nuovo filtro parla l'ultima novità emersa nel paese: questa volta il target principale è il popolo dei minori telefonino-dotati con relativi genitori apprensivi a seguito. I soldi investiti non sono pubblici ma della società privata Leopard Labs.

Il software sviluppato da Leopard Labs si chiama Mozone, e dovrebbe permettere di configurare, a completa discrezione dei genitori, tutti gli aspetti di utilizzo degli smartphone compatibili incluse le fasce orarie, i siti web autorizzati, la cam integrata e via di questo passo.

Dal costo di 5 dollari al mese con il primo mese gratuito, Mozone è attualmente previsto come opzione per i clienti di SingTel Optus, il secondo maggior operatore di telecomunicazioni australiano. Tuttavia l'accordo non è stato siglato in esclusiva, e il direttore marketing della società Meg Dennis si aspetta di firmare nuove intese entro la fine dell'anno.
Attualmente il software si installa sul cellulare ma viene gestito via web, attraverso il download center Optus Zoo. Mozone darà ai genitori "la fiducia di sapere che i loro figli non possono accedere ai contenuti per adulti, inclusi il porno, il gioco d'azzardo e le chat room", dice ancora Dennis.

Le maglie del controllo possibile prevedono l'utilizzo di whitelist per chiamate ed sms, i siti web raggiungibili dal browser dello smartphone, il blocco di funzioni e accessi a siti e numeri telefonici in determinate fasce orarie e l'inibizione dell'eventuale fotocamera integrata nel dispositivo.

I genitori, esemplifica Dennis, potrebbero decidere di non permettere ai figli di visitare portali di social networking come MySpace e Facebook nelle ore da dedicare alla scuola, per poi lasciarli liberi di "socializzare" on-line nel pomeriggio post-studio. Mozone permette insomma di avere sui dispositivi portatili quello stesso tipo di controllo che è oggi accessibile dai genitori sui PC domestici dotati, ad esempio, di Windows Vista.

Ma non è alle sole famiglie che Leopard Labs indirizza il proprio software: una versione specificamente progettata per l'utilizzo aziendale è equipaggiata di moduli antivirus e anti-spam forniti dalla società di sicurezza moscovita Kaspersky Labs. E per quanto riguarda gli eventuali hack, come nel caso del già citato flop dei filtri governativi, la società si dice preparata e capace di rispondere prontamente ad attacchi alla sua tecnologia di controllo.

Alfonso Maruccia
6 Commenti alla Notizia Bimbi a cellulare ridotto in Australia
Ordina