Chi può rinunciare ad un mostro da guardia?

di A. Massucci - Viene da chiederselo guardando quello che stanno per commercializzare in Giappone Sanyo e Tmsuk. Un robot che annusa, che parla e che fa il cane. Ma che in realtà è un dinosauro

Roma - "Figliolo è tardi vai a dormire". Questa frase in Giappone un genitore potrà dirla ad un figlio non direttamente ma anche attraverso un robomostro, un coso che le giapponesi Sanyo e Tmsuk stanno per lanciare sul mercato nipponico. Un prodotto dell'alta tecnologia dal nome curiosissimo: "Banryu". Che in giapponese significa "Dinosauro".

Proprio come certi dinosauri anche Banryu, a cui è dedicato un sito, è dotato di un fiuto sviluppatissimo, capace di accorgersi immediatamente se qualcosa nella casa in cui si trova sta bruciando o se c'è una fuga di gas. Ed è capace di avvertire immediatamente di quanto sta accadendo non con un ancestrale grugnito ma con un messaggio audio-video sparato via wireless sul cellulare del suo padrone.

Le analogie con il dinosauro finiscono però all'odorato, perché come si evince dalla fotografia riportata in questa pagina, questo robot dal design avveniristico, dal peso di quasi 45 chili, capace di salire gradini non più alti di 15 centimetri, assomiglia molto più ad un pitbull formato borg che ad un t-rex. Al contrario di quest'ultimo, poi, pare si muova anche lentamente.
Lungo circa mezzo metro e alto poco meno, il monster da salotto è dotato di una telecamera che può trasmettere in diretta sul telefonino dell'ultima generazione in mano al proprio padrone. Può consentire a quest'ultimo di parlare al cellulare e farsi sentire in casa attraverso gli speaker del cybersauro e di essere avvertito qualora entri tra le mura domestiche qualche individuo sospetto, qualcuno delle cui intenzioni il robomostro abbia motivo di dubitare.

Tutto quello che gli manca è poter correre dietro all'eventuale intruso e divorarlo o, almeno, scacciarlo dall'abitazione. Sempre che non riesca a spaventarlo cogliendolo di sorpresa, chessò apparendo all'improvviso e roteando la testa allungata, magari barrendo dagli speaker agghiaccianti richiami da foresta pluviale del paleozoico.

In realtà, se si fa vedere da un ladro, il dinosauro elettronico rischia di essere rapito. Vale infatti decisamente molto se è vero che le due aziende intendono metterlo in commercio a 15mila euro al pezzo. Pochino, se si considera che in modalità "pet" il dinosauro diventa persino un cane perfettamente educato, capace di mettersi a cuccia se glielo chiede il padrone. Un po' troppo, se si considera la fiacca che attanaglia gli stipendi nipponici.

Alberigo Massucci
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