
Altra incognita, per altro, resta l'impatto che avranno le dimissioni di Gates sull'attività di Microsoft su scala globale. La sua figura viene
accostata a
quella di Edison o di Henry Ford, per via del ruolo svolto nel trasformare l'informatica da un oggetto oscuro e riservato agli addetti ai lavori ad un fenomeno di massa: ed è proprio questa sua capacità di garantire alla sua azienda la visione del mercato e dei suoi bisogni, unita alla sua indiscutibile spregiudicata conduzione degli affari, che dalla fine del mese mancherà a BigM.
Gli analisti per una volta concordano su di un punto:
il ruolo di Gates non sarà ricoperto da un uomo solo, William H. non potrà essere semplicemente
rimpiazzato da un Steve Ballmer o da un
Ray Ozzie qualsiasi. Un po' per via delle sue virtù personali, un po' perché nel frattempo le sue mansioni sono diventate davvero troppe per essere gestite da una sola figura. A mancare sarà anche la
frusta di Bill, come quella che nel 2003 lo spinse a scrivere una
durissima lettera al suo staff lamentandosi della "insostenibile pesantezza del sito di Microsoft" e dell'"ingombro" dei suoi prodotti. Una lettera emersa in queste ore e che è probabilmente solo l'esempio di un aspetto della sua leadership: a gente come Jim Allchin, e altri, Bill esprimeva tutta la propria frustrazione nel tentare di scaricare dal sito Microsoft software e driver, del mancato funzionamento del motore di ricerca, dell'insensata inusabilità dell'area download.
Tutto questo mancherà. Ma, come largamente anticipato, ci sarà più spazio per Ballmer nella conduzione degli affari, per Ozzie e per Craig Mundie sui fronti tecnologici. A questi ultimi
si uniranno i
technical fellows, 22
scienziati informatici al soldo di BigM per sviluppare i prodotti attinenti ai rispettivi campi di specializzazione, grazie alle rispettive riconosciute capacità.
In ogni caso,
il profilo di Microsoft negli anni a venire cambierà. Vista è stato il primo OS dell'era di transizione, Windows 7 sarà il primo di quella post-Gates. E poi
ci sarà la probabile accelerazione nel campo delle web-application, con il confronto con Google che si fa sempre più acceso e ampio. Infine, c'è sempre
l'alternativa Jobs: tornare dopo anni di esilio e
rifondare quanto si era già provveduto a costruire. Chissà se Bill, nel caso, ci farebbe un pensierino.
Luca Annunziata(fonte immagini)