Gabriele Niola

WebTheatre/ Il Websex oltre la censura

di Gabriele Niola - Il sesso come elemento del reale e della narrazione, molto prima della pornografia e molto oltre la censura. Una intera serie che osa sul web quello che solo sul web si può osare

Roma - Fino ad ora ci sono stati due mondi: quello dei film e quello dei film per adulti. I primi possono arrivare ad avere un divieto ai minori di 18 anni per scene troppo esplicite, specialmente se mostrano nudità o scene di sesso, ma hanno sempre un limite: non mostrano mai penetrazioni e (generalmente) mai membri maschili in erezione. Da quel punto in poi si entra nel reame del cinema per adulti o porno, un genere di produzione che ha avuto pochissimi alti e moltissimi bassi e che si caratterizza per avere una finalità ben precisa che non è il racconto di un intreccio.

Ora la rete e il rapporto più libero e meno mediato che riesce ad intrattenere con i suoi utenti danno vita ad una categoria che si pone nel mezzo tra le due, cioè un tipo di produzione che sia sessualmente esplicita ma comunque incentrata sul racconto. Il miglior esempio di questo è Young American Bodies, web serie arrivata alla terza stagione e sponsorizzata da Nerve.com, magazine online dai contenuti sessualmente espliciti ma di altro profilo. Inaugurata dal 2006, ogni stagione ha contato almeno 10 episodi e il successo è stato tale da indurre IFC a comprare i diritti per ospitare sul suo portale video la terza stagione attualmente in corso.

Young American Bodies non è cinema porno perché non insiste sui dettagli dell'amplesso e non mette gli atti sessuali al centro dei propri episodi, anzi, questi sono sempre ai margini e mai girati con il compiacimento del cinema a luci rosse. Si tratta di una serie che tratta di un tema abbastanza abusato: vite e rapporti tra ventenni, ma lo fa non temendo di mostrarne i rapporti intimi e non solo eterosessuali. Per questo Young American Bodies non è nemmeno una produzione usuale, non potrebbe andare in onda da nessuna parte.
Chi cerca il porno dunque rimane deluso, la webserie non punta ad allargare i confini della pornografia con delle trame, ma punta ad allargare le possibilità del racconto audiovisuale eliminando i limiti di natura sessuale.
Se internet è il regno del porno e il regno dell'ibridazione, allora che nascesse pure un nuovo genere in grado di dare ad un pubblico adulto (per temi trattati e personaggi rappresentati la serie punta palesemente ad un target tra i 20 e i 30 anni) un tipo di contenuto che non sia censurato in alcun modo ma che altresì non faccia bella mostra della mancata censura. Solo in un medium dove si è arrivati alla saturazione del porno (i contenuti espliciti sono ridondanti e ovunque in rete e le nudità sono anche sulle testate più visitate) può nascere un tipo di racconto che abbia superato il tabù della nudità e del sesso, tanto da potersi permettere il lusso di mostrarlo liberamente senza metterlo al centro di tutto, ma come strumento di realismo. E Young American Bodies lo fa bene.

Senza la morbosità o il piglio pruriginoso che si potrebbe temere, Joe Swanberg gira almeno una scena di sesso per episodio (evidente concessione al committente Nerve.com), ma con una dolcezza che assicura la lontananza dal porno e una delicatezza che non si era mai vista. Non si era mai vista semplicemente perché il cinema porno non ha mai voluto inseguire questo tipo di racconto e quello non pornografico non è mai potuto arrivare a tali livelli di esplicita nudità senza incorrere in tagli, censure ecc. ecc.

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

Attenzione: il video che segue, un esempio dello show, contiene alcune immagini di nudo
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