Myanmar blocca le TLC d'emergenza

I gruppi di supporto TLC internazionali sono finalmente arrivati nel paese. E ora vengono mandati via

Roma - La notizia l'hanno data quelli di Telecoms Sans Frontieres (TSF), che sul proprio sito web spiegano che dopo un mese di tira e molla per ottenere visti e permessi sono finalmente giunti con il proprio equipaggiamento a Myanmar. Lo scopo era quello di portare servizi di comunicazione nelle aree che sono state colpite dai disastri naturali ma il governo del paese ha bloccato tutto e TSF se ne sta andando.

In particolare ad alcuni gruppi, legati ad Unicef ed altre agenzie internazionali, è stato impedito di recarsi in quelle zone e molti materiali sono stati bloccati alla frontiera. L'idea di TSF e degli altri che collaborano a questo sforzo era quello di sostenere la ripresa di quelle zone grazie a servizi di telefonia di emergenza, servizi che per motivi che rimangono tutti da chiarire il governo non sembra interessato a sfruttare.

Dal racconto di TSF: "Il primo giugno TSF ha ottenuto i primi visti per entrare in Myanmar dopo il ciclone Nargis che ha colpito le regioni sudorientali del paese il 2 e 3 maggio, e questo dopo aver atteso un mese al confine nonostante le dimensioni del disastro".
Il Ciclone si stima abbia ucciso più di 133mila persone e devastato un'area abitata da quasi 2 milioni e mezzo di persone.

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