Alfonso Maruccia

Greenpeace: l'hi-tech è grigionero

L'organizzazione ha appena rilasciato la versione aggiornata del suo rapporto sulle società tecnologiche maggiormente impegnate nel rispetto dell'ambiente. Tutte nella mediocrità, con Nintendo maglia nera assoluta

Roma - Dopo il recente assalto nei confronti dei produttori di console, Greenpeace pubblica la versione aggiornata del rapporto Guide to Greener Electronics, che dall'agosto 2006 elenca i 18 maggiori produttori di dispositivi elettronici, console, televisori e telefonini in relazione alle loro politiche sul riciclaggio dei rifiuti elettronici, l'eliminazione delle sostanze tossiche e il contributo alla riduzione del riscaldamento ambientale.

Esami di laboratorioUna classifica impietosa nel fotografare un settore che fa ancora poco o nulla per mettersi in linea con le esigenze di rispetto ambientale che ci si dovrebbe aspettare a 2008 inoltrato. Nessuna delle società indicate va oltre la mediocrità, ciò nonostante le differenze tra chi si è beccato un "5" e chi ha totalizzato "0" è sostanziale.

Il produttore di telefonini Sony Ericsson è riuscito a fare meglio di tutti, stando a Greenpeace, conquistando appunto un voto di "5,1" in virtù dell'eliminazione di molti dei prodotti tossici dalla produzione di dispositivi da vendere al pubblico. La società non va comunque oltre, per le sue insufficienti politiche di riciclaggio dei vecchi apparati.
Ai primi posti dietro Sony Ericsson si piazzano Sony, Nokia, con la seconda penalizzata per la sua scarsa pratica di recupero dei materiali in India, un mercato di importanza e sostanza crescente nell'ambito dell'hi-tech e della telefonia mobile in particolare.

Per trovare i grandi produttori di PC bisogna scendere al quinto e al sesto posto, rispettivamente appannaggio di Dell e Toshiba. Entrambe le corporation fanno registrare buoni risultati sull'eliminazione dei materiali tossici dalla produzione, ma risultano ancora scarse sul versante energetico e sulla gestione dell'e-waste.

Apple, da sempre uno degli obiettivi preferiti degli strali ambientalisti di Greenpeace, finisce undicesima su diciotto. Il numero dei prodotti privi di schifezze inquinanti aumenta, dice l'organizzazione, ma il quadro completo continua ad apparire pesantemente insufficiente. 4,1.

Il fanalino di coda della classifica verde dell'hi-tech è costituito da Microsoft (2,15) e dalla solita Nintendo: la casa di Super Mario con una particolare predilezioni per i funghi (tossici?) ha sì ingigantito la sua presenza sul mercato dell'hi-tech grazie al clamoroso successo dell'accoppiata Wii+DS, ma ha anche aumentato del 6% le emissioni di CO2 nell'atmosfera nel corso del 2006. Un risultato "miserevole", accusa Greenpeace.

Alfonso Maruccia
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